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LA FACCIA TOSTA DEI BERLUSCONES

lunedì 17 aprile 2006

di Keoma

VOTO: FI, FT FOTOGRAFA SITUAZIONE REALE DELL’ITALIA

"Qualcuno informi l’onorevole Visco che la campagna elettorale e’ finita: l’editoriale del Financial Times non fa altro che fotografare la situazione reale dell’Italia, dove c’e’ una pseudo maggioranza che si e’ autoproclamata tale con a capo l’ex presidente della Commissione Europea che per cinque anni non ha fatto altro che il notaio delle scelte infauste dell’asse franco-tedesco". Lo afferma Mario Ferrara, responsabile nazionale delle politiche di bilancio di Forza Italia, commentando l’editoriale del quotidiano inglese e le dichiarazioni dell’esponente dei Ds, Vincenzo Visco. "Piuttosto che continuare a vendere fumo e accusare gli avversari politici di irresponsabilita’ e inaffidabilita’ - continua Ferrara - Visco cerchi di analizzare attentamente le critiche che oggi il Financial Times ha rivolto al nostro Paese e ne tragga le inevitabili conseguenze".

Roma, 15:49 17.4.06 www.repubblica.it

Fermo restando che il Financial Times è espressione dei peggiori interessi capitalistici "globali" e non è quindi certo una specie di "bibbia" da seguire acriticamente, vorrei far notare che le stesse precise critiche all’economia ed al sistema politico italiani fatte dallo stesso Financial Times qualche settimana fa venivano bollate dal centrodestra come "comuniste".

Ferma restando anche la mia scarsa simpatia per l’Unione, trovo veramente curioso che una critica pesante che lo stesso giornale fa da anni all’Italia venga ora considerata non una critica a chi finora ha governato il Bel Paese bensi’ a chi dovrebbe governarlo nel futuro.

In verità, al di là dei chiari interessi che rappresenta, il "Financial Times" fa da oltre un decennio una critica feroce ( ed oggettivamente condivisibile, sia pure da un punto di vista opposto) al cosiddetto "bipolarismo italico" e al modo politico/istituzionale allucinante col quale si è uscisti dalla crisi di Tangentopoli.

Ma che questa critica venga immediatamente presa a pretesto dai berluscones per attAccare un governo che ancora non esiste - E DEL QUALE NON SI RICONOSCE ANCORA LA PIENA LEGITTIMITA’ da parte degli stessi berluscones - e senza alcuna autocritica per le scelte del centrodestra, dà veramente una idea chiara su che merdacce di classe politica ed anche imprenditoriale sono uscite fuori dal quel maledetto "bipolarismo italico".

Viste certe dichiarazioni degli ultimi giorni, c’è veramente da rimpiangere i Kossiga e gli Andreotti !

Messaggi

  • E il bello è che oggi, su questo tema, i tg berlusconizzati hanno censurato persino Maroni ed Alemanno.

    Maroni sosteneva che quella del Financial era una parte della manovra per imporre il "governissimo" che a lui evidentemente non piace ( e ti credo, la prima cosa a saltare sarebbe la devolution).

    Alemanno diceva che questi del Financial, ricordando che hanno rotto le scatole anche durante il governo di destra, non hanno alcun diritto di dare lezioni a nessuno.

    Però le dichiarazioni di Maroni e di Alemanno le ha riportate solo il TG3 .........

    Quando le dichiarazioni sono in qualche modo "scomode" ormai si censurano persino i ministri della destra !

    E poi Buonaiuti accusa Prodi di voler fare un regime !!!

    Vanni

  • Caro Keoma, stanno spingendo tutti disperatamente in Italia ed all’estero in direzione del "governissimo" : con la benedizione di Papa Ratzinger e di Confindustria Prodi farà il presidente del Consiglio e Berluska il Presidente della Repubblica. Il disegno neocentrista, i cui prodromi erano già chiaramente rilevabili da mesi, sta giungendo a compimento. Il quasi pareggio elettorale facilita ed accellera in maniera imprevista tutta l’operazione. Taglieranno fuori Bertinotti, Diliberto e quel poco che resta della sinistra Ds, da un lato, e Bossi, Fini e gli altri camerati impresentabili, dall’altro. Barra al centro e avanti : forse riusciremo nuovamente a morire democristiani !!!
    MaxVinella

    • 11:09 Prodi: "Mai tirato Ciampi per la giacca"

      A proposito della scelta del Presidente Ciampi, che ha dichiarato di voler fare il senatore a vita, il leader dell’Unione, Romano Prodi, ha detto a Sky Tg24: "Vista la mia altissima stima per Ciampi, non ho mai voluto prenderlo per la giacchetta. Credo che Ciampi abbia riflettuto profondamente su questo e vedremo nei prossimi giorni".

      11:07 Prodi: "Ft attacca Berlusconi"

      "Il Financial Times non sta sparando sul governo Prodi, ma esclusivamente sul governo Berlusconi". Lo ha detto Romano Prodi ai microfoni di SKY TG24. "Se la situazione è difficile - ha continuato il Professore - è per colpa del governo Berlusconi. Noi dimostreremo una grande politica e vedremo cosa scriverà il Financial Times fra qualche tempo".

      10:37 Cossiga a Ciampi: "Incarico a Prodi e dimissioni"

      "Anche in relazione alla delicata situazione internazionale, in conformità ai risultati elettorali ed allo specifico valore istituzionale di esso, il Capo dello Stato provveda in tempi brevissimi alla nomina di Romano Prodi a presidente del Consiglio ed alla costituzione del nuovo governo da lui presieduto". E’ quanto chiede il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in una lettera aperta al Capo dello Stato.

      10:36 Ciampi, farò il senatore a vita

      Il pubblico no di Ciampi ad una sua rielezione a presidente della Repubblica è affidato ad un colloquio pubblicato oggi dal Corriere della Sera. "Farò il senatore a vita e ci metterò lo stesso impegno che ho sempre cercato di assicurare in tutti gli incarichi che mi sono stati affidati", ha detto il Capo dello Stato. E’ da diversi giorni che Ciampi manifesta questa sua indisponibilità, sia parlando con leader politici sia nelle sue conversazioni con giornalisti. Una traccia la si trova anche nell’editoriale di domenica di Eugenio Scalfari. Al termine del lungo articolo, il fondatore di Repubblica, fresco di un colloquio al Quirinale, ha scritto: "Il Presidente degli italiani ha irrevocabilmente deciso di non accettare una riconferma che tutti sarebbero lieti di dargli".

      www.repubblica.it

    • Dire: l’avevo detto io!
      prima delle elezioni pure.

      Comunque Fini non sarà tolto.
      vittoria oliva

    • Lo smemorato di Cologno

      "Temo irregolarità, ma non contesterò il risultato, nella maniera più assoluta".
      (Silvio Berlusconi, 7 aprile 2006).

      "Ci sono brogli a non finire in tutta Italia e questo emerge da cose precise. Il risultato cambierà, deve cambiare".
      (Silvio Berlusconi, 12 aprile 2006).

      "Comunque si concluderanno i conteggi ufficiali, non ha vinto nessuno. Anzi, siamo noi i vincitori morali. Sono pronto a restare presidente del Consiglio: dum spiro, spero, finché c’è vita c’è speranza".
      (Silvio Berlusconi, il Giornale, 15 aprile 2006).

    • Lo smemorato di Cologno/2

      "Se la partita dovesse concludersi con un pareggio, si torna alle urne" (Pierferdinando Casini, Ansa, 3 febbraio 2006)

      "In caso di pareggio, si torna a votare" (Pierferdinando Casini, Ansa, 7 aprile 2006)

      "Se alle elezioni ci fosse un pareggio tra Cdl e Unione si torna a votare: non si dà vita a nessuna nuova alleanza, se no gli italiani si sentirebbero presi in giro" (Gianfranco Fini, Ansa, 7 aprile 2006)

      "In caso di pareggio alle elezioni di deve tornare a votare. E’ l’ipotesi più ragionevole" (Claudio Scajola, FI, Matrix, 10 aprile 2006).

      "Nel caso di pareggio, sarebbe bene tornare di nuovo alle urne" (Silvio Berlusconi, Il Giornale, 11 aprile 2006 mattina)

      "So che gli italiani difficilmente capiranno il perché di altri milioni di euro spesi per nuove elezioni, ma in queste condizioni non vedo altra soluzione. Prima modifichiamo la legge elettorale, poi torniamo a votare" (Silvio Berlusconi, Libero, 11 aprile 2006 mattina)

      "Con il Paese diviso in due, 50%-50%, occorre sedersi a un tavolo e fare come in Germania per il bene del Paese. Occorre sedersi a un tavolo e ragionare sull’unità. E’ interesse di tutti i cittadini un governo che coinvolga tutte le forze. Sarebbe da irresponsabili escludere dal gioco democratico la metà del Paese" (Silvio Berlusconi, 11 aprile 2006 pomeriggio).

      "Non ci sono né vincitori né vinti, il centrosinistra non può governare contro il 50 per cento degli italiani. Serve una grande coalizione per affrontare le immediate scadenze istituzionali, economiche e internazionali del Paese" (Silvio Berlusconi, 14 aprile 2006).

    • Larghe offese

      "Amato e Visco sono dei gangster" (Giulio Tremonti, Ansa, 4 febbraio 2001).

      "Onorevole D’Alema, lei ha un po’ di cose al vento e io non ho mai immaginato che cosa faceva alla merchant bank di Palazzo Chigi. Stia zitto, non le conviene parlare..." (Giulio Tremonti, "Porta a Porta", 6 aprile 2006).

      "Fassino sta all’economia come l’aviaria sta agli allevamenti" (Giulio Tremonti, Ansa, 5 marzo 2006).

      "Se vince Prodi facciamo la fine dell’Argentina" (Giulio Tremonti, "Libero", 19 marzo 2006).

      "C’è un uccellaccio del malaugurio che gira e che è l’onorevole Fassino" (Giulio Tremonti, Ansa, 7 marzo 2006).

      "Una grande coalizione alla tedesca fra maggioranza e opposizione? Sì, un’intesa per una fase credo sia fondamentale per l’interesse del Paese" (Giulio Tremonti, "Porta a Porta", 11 aprile 2006)