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LIVE 8: risposta spettacolare del G8 agli anti-GLOB

mercoledì 6 luglio 2005

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CATENA DI SPETTACOLI PER LEGITTIMARE BOTTE DA ORBI CONTRO CHI SI OPPONE IN "ALTRO" MODO

di Salvatore

La serie di mega-concerti portata a termine in questi giorni, è una iniziativa a largo raggio per legittimare la "opposizione" culturale alla globalizzazione: è sufficiente partecipare agli spettacoli o fruirne passivamente attraverso le tecnologie della comunicazione, quelle più raffinate e seducenti.

Il messaggio è evidente: questo è il modo intelligente,moderno e "nice" per "criticare" la globalizzazione. Chi non si attiene a questi schemi e modalità dello spettacolo, è un "barbaro",un violento, una escrescenza residuale del passato.

Non avrai altro modo -al di fuori di questo- per fare opposizione all’andazzo imposto dai boss del mondo.

La legge dei grandi numeri, i milioni e milioni, e milioni, e milioni di partecipanti allo spettacolo, che ci vengono sventagliati dalla dittatura mediatica, vogliono convincere che....sono quattro gatti i manifestanti all’antica, lassù in Scozia.Antiquarti e deliranti, sicuramente non "moderni"!

Poveri relitti deliranti, contro cui è lecita qualsiasi violenza repressiva.
Questo è il messaggio scaturito dalla più complessa e capillare offensiva preventiva contro il movimento di critica alla globalizzazione.

Chi volesse ricordare i risultati concreti del concerto che i Beatles tennero a favore dell’Africa, è un.... inguaribile provocatore.

Tra parentesi, all’interno dello spettacolo LIVE 8, hanno avuto una assoluta predominanza gli artisti made in USA, o comunque WASP. E sono stati discriminati, o relegati al margine, gli aristi autoctoni.

Affinchè le cose fossero chiare, e per garantire il "messaggio" culturale da ammannire alle folle.

http://italy.indymedia.org/news/2005/07/827690.php

Messaggi

  • Certe esagerazioni, come quelle proposte in questo articolo, non servono a nulla.

    O meglio, servono a fare si’ che, dato che farsi massacrare di botte non piace a nessuno, alla fin fine non ci sia piu’ nessuna protesta.

    Cioe’, o si e’ in grado di vincere contro l’apparato militare "globale", oppure si sta a casa.

    Anche ai tempi di Woodstock i Jimi Hendrix e i Joe Cocker prendevano un sacco di soldi e comunque rispondevano alle major, ma vogliamo negare l’estrema importanza della controcultura made in Usa nella sconfitta imperialista in Vietnam e nello sviluppo del ’68 in Europa e anche in Italia ?

    Posso condividere, da antagonista, una certa critica sulla inadeguatezza del discorso "contro il debito" rispetto ad una critica piu’ complessiva del capitalismo, ma vedere dietro le iniziative di Bob Geldof addirittura la lunga mano della Cia, mi sembra veramente delirante.

    Keoma

    • Concordo, Keoma, tante critichette che ho sentito in questi giorni servono solo a farmi buttare fuori adrenalina inutile. Sembra che l’acidita’ in giro abbondi e di intelligenza invece ce ne sia molto poca. Si moltiplicano pure i luoghi comuni e i dejas vu, ripetitivi come le zanzare quando piove, come le parificazioni tra black bloch e no global, o le ridicolizzazioni di Kioto o l’apologia del nucleare, o la gente che pensa che non esista un problema dell’Africa e che basti prendere a cannonate i marocchini. A qualunque livello di lauree o diplomi l’ignoranza del cuore sbatte tonnellate di aridita’ e di fesserie targate regime in teste di servi. Posso pensare allegramente che se tanti manipolatori dell’informazione si sprecano a demonizzare o ridicolizzare i no global che contestano gli 8 pseudo padroni del mondo (ma la Cina e l’India dove le hanno messe? intendono fare come se non esistessero? ) vuol dire che qualche paura queste famigliole per bene e questi ragazzini indifesi a qualcuno ne facciano. Senno’ non si sprecherebbero tanto. Anche la cura che i nostri tg mettono nel parlare di filmetti o cagnolini o calciatori e veline qualcosa dice. E capita che il rimosso urli piu’ forte di cio’ che e’ messo come tappo all’assenza.
      Ovvio che nessuno e’ in grado di battere il militarismo mondiale o le grandi mafie delle multinazionali.
      Altrettanto ovvio che, se ogni volta che emerge un gigantesco potere, si sta con le mani in mano senza far nulla se ne diventa complici. Allora tanto varrebbe incaprettarsi da soli.
      Apprezzo e perseguo il motto di Chesterton: "Sono un uomo, vedo che cio’ e’ impossibile, ma tentero’ lo stesso".
      Allo strapotere militare o economico non abbiamo da contraporre cannoni o miliardi come il nostro riccastro ridens ma opinione pubblica, quella strana cosa che se fosse usata bene, sarebbe il maggior deterrente mondiale e contro cui si spunterebbero le armi eserciti ’alleati’, BM e WTO.
      Ed e’ appunto per formare questo strano disarticolato potere senza capi ne’ cannoni, ne’ conti in banca ne’ polizie parallele ma che potrebbe avere un esercito di sei miliardi di militanti al mondo (ricordi il motto: "Voi 8, noi sei miliardi?"), e potrebbe avere, come diceva Gandhi, la forza delle montagne, e’ appunto perche’ mi sento uno di questi sei miliardi di nullatenenti incazzati sognatori, che mi va tutto bene: i concerti, come i dischi, i calciatori che scrivono "metto la poverta’ nel passato" sulla maglietta, come il distintivo, la bandiera arcobaleno come il pamphlet, la marcia dei negati come Blair, gli U2 e persino questo strano papa sbagliato che ci e’ toccato nel momento sbagliato se dice che qualcosa per l’Africa si deve fare, lui che personalmente fa meno che niente. Mi va bene tutto purche’ si formi una grand eondata di spinta. Tutto mi va bene (non certo quei cretini fascistoidi dei black bloch che vogliono la distruzione per la distruzione) purche’ questo miracoloso salto discontinuo del pensiero planetario si formi: non piu’ sfruttamento, non piu’ miseria, non piu’ guerra, l’Africa siamo noi!

      Piccole note: l’assenza in ogni senso anche simbolica da Gleneagles della sinistra nostrana, sempre piu’ impacciata e ritrita,
      il repertorio di cianfrusaglie televisive alla Vespa equiparanti i black bloch inglesi ai manifestanti di Genova,
      le sottolineature alla distruzioni senza marcare le richieste positive,
      la ristrettezza mentale dei nostri media incapaci di una visione allargata economica o politica, l’assenza dei nostri intellettuali (ma ancora ne abbiamo?)
      Avanti Gleneagles!
      Se non ci fossero state nella storia persone che hanno tentato, avremmo ancora la schiavitu’ in America, un governo di destra in Brasile, il paganesimo in occidente, l’apartheid in Sudafrica, le monarchie in Europa, il Commonwealth in India, le donne negli harem, la crisi in Argentina ecc ecc. ecc. Il progresso e l’evoluzione umana sono sempre dipesi da gente che ci ha provato, gente come e me e te, Keoma, che non si sono arresi. E non credo che essere un cristiano al tempo dell’impero romano o essere un povero Hindu al tempo del colonialismo britannico implicassero una rivoluzione da pochi. Ogni tempo ha il suo problema. Questo e’ il nostro tempo, e questo il nostro problema.
      Bella la frase di Blair (solo la frase, intendetemi!): "La storia ci giudichera’ per quello che abbiamo fatto e non per quello che abbiamo detto".
      Che frase dira’ Berlusconi? Meglio non saperlo. Rabbividisco al pensiero dell immonde cazzate che detto fin qui. Al momento siamo sulla bocca di tutti per la chiassata indegna che i teppisti di Arcore hanno fatto al parlamento europeo. Speriamo di non sentire la miseria africana negata dal giocondo incosciente come nego’ il fascismo, gli eccidi ceceni, il nazismo e non so che altra evidenza storica.
      Profondamente mi vergogno di questo governo, di questi rappresentanti, di questi politici, di gran parte di questa chiesa, di questa stampa.. profondamente mi vergogno anche di certe lettere ipocrite che si leggono sui blog che dimostrano solo come la pruderie, il perbenismo, il borghesismo, un certo cattolciesimo non siano altro che facciate pallide di neofascismi, velati di ipocrisia ma letali come certi Calderoli o Borghezi.
      viviana

    • volevo solo dire a viviana che condivido ciò che dice e che c’è ben poco da aggiungere.grande
      Gipsy