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LOVE + HATE

domenica 11 febbraio 2007

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di Enrico Campofreda

Fuggono per vivere l’amore la pakistana Naseema e l’inglesino Adam, fuggono dal pregiudizio che scivola veloce nell’intolleranza, nel razzismo, nelle restrizioni culturali e religiose. Perché la globalizzazione avvicina i popoli e ne somma le incomprensioni che prendono la scorciatoia della banalità ma anche dell’odio.

Può essere una delle tante storie della società multietnica, Savage la narra con stile documentario usando una prosa asciutta capace di esaltare i passi più drammatici.

Naseema e Adam sono giovani, lavorano in un negozio, lei s’innamora ma è mussulmana e si trattiene.

Lui è colpito e non vuole ammetterlo perché sarebbe deriso dal fratello, dagli amici invischiati in comportamenti razzisti. Costoro giungono a picchiare un tassista pakistano (che risulterà essere il padre di Naseema) e adottano un atteggiamento di chiusura totale verso le ragazze di altre etnie.

Del resto anche i pakistani trapianti nel Regno Unito vedono nelle bianche anglosassoni solo prede sessuali. Fra Yousif, fratello di Naseema, e Michelle una sera inizia così, per puro erotismo. Poi i due si rivedono, parlano, si piacciono e cominciano a sognare. Potrebbero sperare in un futuro a due se la legge coranica e le tradizioni non imponessero a Yousif d’unirsi in matrimonio solo con donne del suo popolo. Bisognerebbe rompere le consuetudini, subire il sicuro ripudio operato famiglia ma questo in molti non riescono ad accettarlo.

Naseema e Adam però sono diversi e voltano le spalle alla catena d’insulsaggini imposte da parenti orientali e occidentali che imprigionerebbe il loro amore. Partono insieme, riparando probabilmente nel melting pot razziale londinese che meglio si presta al mix amoroso del Terzo Millennio rispetto alla conservatrice provincia. Eppure più dei luoghi geografici sarà l’accoglienza nell’animo umano a salvare la vita affettiva che non dovrà essere limitata da religioni usanze e costumi. Almeno così si spera. Poi i conti si dovranno fare con sovrastrutture vecchie e nuove.
Se vi capita di vedere la pellicola confrontatela col realistico e al tempo poetico “Un bacio appassionato” di Ken Loach del 2004. Stili differenti, entrambi validi per parlare d’amori contrastati ai tempi del mondo globale.

Regia: Dominic Savage
Soggetto e sceneggiatura: Dominic Savage
Direttore della fotografia: Barry Ackroyd
Montaggio: Nicolas Gaster, David G. Hill
Interpreti principali: Samina Awan, Tom Hudson, Nichela, Burley, Wasim Zakir, Miriam Ali, Dean Andrews, Liam Barr, Liam Boyle
Musica originale: Rupert Gregson-Williams
Produzione: Bbc Films, Ruby Films, Uk Film Council
Origine: Uk, Irlanda, 2005
Durata: 86’