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La doppia morale del Vaticano

mercoledì 13 aprile 2005

di Patrick Martin

Durante i recenti riti funebri vaticani, è tornato sulle scene, e alla grande, il cardinal Bernard F. Law, caduto in disgrazia nel 2002 come arcivescovo di Boston a causa del suo ruolo di “copertura” dei preti che avevano abusato di ragazzini. Grande è stato lo stupore, seguito da immenso sdegno, per le vittime degli abusi sessuali.

Il Washington Post scrive: “ tra lo stupore e lo sdegno di molti cattolici di Boston, Law è tornato sotto i riflettori pubblici”. Il New York Times, “... ricordando ai Cattolici Americani che il loro più penoso e recente capitolo di storia è stato a mala pena registrato in Vaticano”.

La legge si era interessata a lui dopo un anno di continue denunce e rivelazioni su centinaia di casi di abuso sessuale di preadolescenti e adolescenti da parte di preti nella diocesi di Boston. Per mesi, le vittime di abusi vennero allo scoperto e raccontarono le gesta predatorie di John J. Geoghan, Paul R. Shanley e dozzine di altri preti.

La politica di Law, da sempre al corrente degli abusi, era stata quella di spostare di parrocchia in parrocchia, con una buona e paterna raccomandazione, i preti responsabili. Solo di recente le autorità dello Stato del Massachusetts si son viste consegnare dall’alto prelato una lista e una schedatura di ben 80 preti pedofili.

Una serie di investigazioni hanno appurato che più di 1000 persone erano state vittime da bambini di aggressioni sessuali nella sola arcidiocesi di Boston. Più di 150 preti sono stati trovati colpevoli di reati connessi alla pedofilia.

Il Vaticano, al tempo, fu costretto ad ammettere lo scandalo e a condannarlo duramente, senza però omettere di puntualizzare “che quasi in tutti i casi erano coinvolti adolescenti e quindi non erano casi di vera pedofilia”.

Alla richiesta di “tolleranza-zero” da parte dei vescovi americani Giovanni Paolo II fece una distinzione molto chiara nel privare della tonaca i preti coinvolti, richiedendo “ speciali processi di riduzione allo stato laicale di un prete di cui sia nota e provata la responsabilità di atti ripetuti di violenza e abuso sessuale dei minori”. Il prete colpevole unicamente di incontri occasionali o consensuali con minori non doveva essere sottoposto a questo processo.

Per mesi, in piena bufera mediatica, Law è stato sostenuto da Giovanni Paolo il Grande, mentre dozzine di preti e centinaia di parrocchiani sottoscrivevano petizioni che ne chiedevano le dimissioni.

Ora, il Cardinale Law è stato scelto per concelebrare la messa in memoria di Karol Woityla, il PapaSantoSubito. E, notate bene, solo 9 dei 180 cardinali vengono scelti per presiedere alle messe in suffragio del SantoPadreMorto, e Law è l’unico Americano ad esserlo stato.

Tutto l’episodio è stato vissuto come un oltraggio dai membri della Rete degli Abusati dai Preti, Survivors Network of those Abused by Priests. Mary Grant di Long Beach, California, un portavoce di questa organizzazione, aveva affermato. “ Law dovrebbe declinare l’invito a presiedere a quella cerimonia, Law dovrebbe avere la cortesia, la decenza e l’umiltà di farsi da parte volontariamente, in segno di rispetto per le vittime di abusi sessuali, i loro cari e la laicità degli US. Se non lo fa, possiamo soltanto sperare che i vescovi e i cardinali di tutto il mondo si oppongano con forza a questa sgradevole decisione ed insistano affinché Law sia sostituito”.

Speranze vane, il Cardinal Law, dopo la sua visibilissima partecipazione ai funerali del SantoPadreMorto, parteciperà con gran gioia all’elezione del suo successore al soglio di Pietro Il Grande.