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La violenza diffusa in Messico - Proteste davanti la prigione

martedì 9 maggio 2006

Proteste davanti la prigione: Le donne messicane di Mazahua si sono legate all’entrata della prigione di Santiaguito, in Almoloya de Juarez, stato del Messico, durante la protesta che chiede il rilascio di 200 membri del "People’s Front in Defense of the Land of San Salvador Atenco", arrestati il 4 maggio scorso durante gli scontri con la polizia. (AFP/Mario Vazquez)

La violenza diffusa in Messico

di Chiara Calzolaio e Paola Filippi

Siamo due studentesse italiane e da quasi un anno studiamo all’Universidad autonoma nacional de México.

Vi scriviamo da Città del Messico a proposito dell’inaccettable repressione esercitata dalle Forze dell’Ordine messicane ai diversi livelli (municipale, statale, federale) contro la popolazione di San Salvador Atenco e i numerosi gruppi della società civile che si sono mobilitati in appoggio al Frente de los Pueblos en Defensa de la Tierra (Fpdt, organizzazione popolare che ha appoggiato i floricoltori sgomberati coattivamente dal mercato del paese la mattina del 3 maggio).

Siamo sconcertate della indifferenza generalizzata nei confronti di una violenza diffusa e quotidiana che colpisce i settori della società civile che reclamano diritti fondamentali come quello ad un lavoro degno o alla gestione delle proprie terre.
Ci indigna la facilità con cui lo Stato si arroghi il diritto di torturare, violare, distruggere vite umane e ci indigna ancor di più la aurea di normalità che circonda, agli occhi dell’opinione pubblica, queste torture e violazioni, questi assassinii.

La campagna informativa promossa dai media ufficiali minimizza la gravità della situazione e depoliticizza l’avvenuto che, a nostro avviso, non può essere slegato da una grave situazione di violenza di Stato contro la società civile organizzata (ricordiamo, solo due settimane fa, il ferimento di 40 e l’assassinio di 2 mineros dell’impresa siderurgica Lazaro Cardenas nello Stato di Michoacan durante uno sciopero dei lavoratori): le varie Televisa e Tv azteca e i periodici di maggior diffusione parlano di un "piccolo gruppo violento" e di "pseudo-studenti incappucciati" che vogliono minare la pace e la sicurezza pubblica e che per questo devono essere repressi con la forza e senza nessun tentativo di dialogo o mediazione.

Per contrarrestare questa campagna di (dis)informazione il Fpdt e la Coordinazione regionale di aderenti alla Otra Campaña hanno chiamato a una mobilitazione nazionale e internazionale che denunci la reale situazione di repressione e violenza.
In queste ore del primo pomeriggio del 5 maggio si sta realizzando una mobilitazione pacifica che marcerà dall’ Università di Chapingo (dove hanno ripiegato i manifestanti di Atenco e si stanno riunendo tutti gli studenti e le organizzazioni in appoggio al Fpdt) e si dirigerà ad Atenco per chiedere:
- la liberazione incondizionata dei 217 detenuti fino ad ora che si trovano in condizioni fisiche gravi (dovute alle torture e agli stupri denunciati agli avvocati e difensori dei diritti umani);
- il chiarimento sulle condizioni dei 63 desaparecidos (alcuni detenuti ma non ancora registrati ed altri nascosti nelle case della popolazione di Atenco);
- la fine dell’assedio del paese che, da ieri mattina, è sotto controllo di 3000 tra agenti di appoggio e del Gruppo di Operazioni speciali della Polizia federale preventiva;
- il diritto ad una informazione obiettiva e indipendente tanto a livello nazionale come internazionale.

E’ questa la ragione per cui vi scriviamo, rivolgendovi un appello alla sensibilizzazione e alla mobilitazione della società civile italiana, promuovendo, per esempio, manifestazioni davanti ad ambasciate e consolati messicani, e soprattutto diffondendo notizie ed elaborando analisi politiche che diano conto della gravità dell’assunto.

Vi scriviamo perché le violenze e le morti non passino sotto silenzio.

Vi scriviamo per rompere l’indifferenza, per riaffermare la possibilità e la necessità di indignarsi, per denunciare fermamente che torture, violazioni, assassinii non sono "normali".

N.B.: Per avere ulteriori informazioni si possono consultare i seguenti siti:

http://www.enlacezapatista.ezln.org.mx

http://newmexico.indymedia.org

http://www.narconews.com

http://www.vientos.info

http://www.globalproject.info

(mezzi di informazione indipendenti)

http://www.jornada.unam.mx

http://www.carta.org/campagne/dirit...

http://www.edoneo.org/texcoco.html


http://www.edoneo.org/