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Lo scandalo della Nestle’ e il processo a Storace

giovedì 24 novembre 2005

di Viviana Vivarelli

Storace di An ha i suoi estimatori, pronti a difenderlo a spada tratta, incuranti del fatto che questo signore abbia rovinato la sanita’ del Lazio, spendendo cinque volte il dovuto, favorendo le cliniche private, mentre scialava con lauto clientelismo moltiplicando gli enti inutili con denaro pubblico e cercando di sabotare le elezioni.

Ma questo emerito ministro e’ veramente un degno rappresentante della Cdl e lo si vede nella vicenda della Nestle’, dove "les affaires sont les affaires", come dicono in Francia.

Ce lo dobbiamo proprio dire: nella sanita’ abbiamo spesso toccato il peggio del peggio. Non ci bastavano i ministri arricchiti col sangue infetto alla De Lorenzo, quelli che ripristinavano lietamente l’elettroshock come la Bindi o facevano il tirammolla con le cure alla Di Bella, dovevamo vedere ministri come Sirchia favorire spensieratamente le case farmaceutiche per lauti favori e ora questo sanguigno e furbino ministro di Alleanza Nazionale che, dopo aver assassinato la sanita’ del Lazio, ed essere stato trombato sonoramente dagli elettori, gode del ripescaggio di Berlusconi e subentra all’equivoco Sirchia alla Sanita’.

Cosi’ dovevamo vedere anche la sagra pietosa delle medicine da banco che dovevano finire nei supermarket e invece no, dei costi dei medicinali e del latte per neonati piu’ alti del triplo o quadruplo che in Europa, la succubanza alla CEI col grottesco sabotaggio della RH 486, la lotta alla fecondazione assistita, il contrasto ai consultori, l’intento di rivedere la legge 194, e ora questo bel capolavoro della Nestle’ che fa pensare che l’iter delle mazzette da multinazionale stia continuando alla grande.

Dunque la Nestle’ (colosso svizzero che domina gli alimenti della prima infanzia nel mondo) usa, chissa’ perche’, per i suoi contenitori dell’inchiostro pericoloso, non si sa se sia tossico ma una buona cosa non e’, visto che non puo’ essere posto a contatto di pelle e occhi, cosi’ questo inchiostro passa dal cartone al latte che deve essere bevuto da lattanti.

La Nestle’ si accorge di questa contaminazione nel mese di giugno ma ormai le confezioni rovinate sono troppe e ritirarle dal mercato sarebbe un bel danno economico e di immagine e farebbe crollare il titolo azionario.

Il caro Storace che dovrebbe vegliare sulla sanita’ e anche sulla salute sa tutto, ma i due bricconi si mettono d’accordo nel tacere del fatto finche’ tutti i cartoni di latte non siano venduti !

Accade pero’ che, mentre i nostri bambini devono il latte all’inchiostro, un papa’, che guarda caso e’ guardia forestale, fa un suo controllo personale sul latte bevuto dal suo piccolino e scopre la contaminazione. Scatta il sequestro. Le guardie forestali delle Marche sequestrano 30 milioni di litri di latte, non una bazzecola!

Ma, quando lo scandalo esplode la Nestle’ sbotta a dire che il ministro sapeva tutto e che erano d’accordo di fare zitti e mosca. L’amministratore delegato di Nestle’ Peter Brabeck, in un comunicato diffuso dall’agenzia Reuters, afferma che ’gia’ a luglio era stato raggiunto un accordo con la UE e il Ministero della Salute italiano, per lasciare scadere i prodotti incriminati e modificare il sistema di produzione degli imballaggi.

L’accusa a Storace e’ gravissima, complicita’ in reato. Storace dovrebbe controllare i prodotti sanitari e non fare accordi sottobanco con le societa’ che fanno affari illeciti.
Noi non vogliamo sapere quanto ha guadagnato da questo accordo. Oggi Storace protesta e querela, ma era al corrente di tutto gia’ a giugno e denunzie non ne ha fatte. E’ questo che lo inchioda. Quello che emerge e’ un tantino pesante. Un ministro preposto alla nostra salute non solo non ha fatto i controlli dovuti su un alimento delicato e importante come il latte per neonati, ma ha probabilmente tessuto degli intrallazzi con la societa’ produttrice ai danni del paese per coprire una contaminazione! Male, molto male!

E se le guardie forestali non avessero scoperto casualmente la cosa, l’affaraccio sarebbe andato avanti non si sa ancora per quanto.

Ora, in un mondo serio accadrebbero almeno tre cose serie:

1°) Storace se ne dovrebbe andare

2°) la Nestle’ dovrebbe chiudere

3°) ci sarebbero enti delegati al controllo degli alimenti che dovrebbero essere messi sotto accusa per assenteismo aggravato.

E’ molto tempo che i no global stanno denunziando la multinazionale Nestle’ per la sua condotta criminale. La Nestlé e’ la multinazionale più potente del mondo nel campo agro alimentare, vende il 25% dei suoi prodotti nel Sud del Mondo e controlla circa il 35-50% del mercato globale del cibo per bambini, indirizzando tendenze di marketing che influenzano le altre ditte e modificano forme di comportamento materno.
Nestlé ricorre a irresponsabili tecniche di marketing, violando il Codice Internazionale redatto da UNICEF e OMS piu’ di tutti i suoi concorrenti.

Ci sono molte cose che non sappiamo sulla Nestle’, ma, se le sapessimo, probabilmente metteremmo al bando i suoi prodotti per sempre.

Nel 94, per esempio, le autorità dello Sri Lanka bloccarono lo sbarco di 15 tonnellate di latte in polvere della Nestlè proveniente dalla Polonia perche’ contaminato da particelle radioattive!!!! Chiediamo: la Nestle’ avra’ buttato quel latte? Erano 15 tonnellate di veleno, ma buttarle avrebbe significato una grave perdita economica. Sarebbe stato piu’ agevole venderle in paesi dove i controlli sono carenti, l’Italia esempio. Beh, questa cosa si chiama genocidio ma la nestle’ non ha mai pagato per questo.

Nestle’ paga i medici di mezzo mondo perche’ dissuadano le donne dall’allattamento, da’ mazzette agli ospedali perche’ diano subito il latte Nstle’ ai bambini appena nati e convincano le madri a continuare a nutrirli con con latte del loro seno ma con quello artificiale.

Ci sono paesi che, a seguito di queste pratiche, sono passati dal 70% di allattamento al 20%. Eppure il latte materno e’ migliore e graduato dalla natura diversamente via via che il bambino cresce, naturale, mentre il latte artificiale e’ costoso, innaturale, non graduato, spesso insufficiente e tale da provocare intolleranze e anche la morte di migliaia di bambini.

Fonti dell’UNICEF parlano di almeno 1.500.000 neonati morti all’anno nel Sud del mondo perche’ non piu’ nutriti al seno.

Ci aggiungiamo una condotta gravemente antisindacale della Nestle’ e le soperchierie che commette nei luoghi di produzione. Il 14 luglio 2005, l’International Labor Rights Fund ha depositato presso la Corte federale di Los Angeles una denuncia contro tre compagnie (Nestlé, Archer Daniels Midland (ADM) e Cargill) che importano cacao dalle coltivazioni della Costa d’Avorio, maggior produttore mondiale, accusandole di traffico di bambini, torture e lavoro forzato." (fonte: Nigrizia).

La condotta della multinazionale svizzera e’ sporcata da ogni sorta di abusi, come il cartello fatto con altre multinazionali per tenere alto il prezzo del latte in polvere!

Recentemente la Nestle’ ha cercato di inserirsi anche nel mercato equo e solidale imponendo il marchio Fairtrade, cosa piuttosto grottesca dal momento che la Nestle’ non ha tra i suoi interessi proprio la difesa della dignità dei lavoratori e i diritti umani.

Le confezioni di latte in polvere per l’Africa per esempio non sono corredate da spiegazioni per l’uso, non sono conformi alle regole dell’OMS, e la polvere miscelata ad acqua non bollita o allungata con troppa acqua dalle madri povere uccide ogni giorno migliaia di bambini nel Sud del Mondo, bambini che potrebbero essere salvati dalla morte per malattie e denutrizione se solo fossero allattati al seno e non con latte in polvere...

Ma spesso sono proprio i medici prezzolati a consigliare alle donne di non allattare i bambini e di usare il latte in polvere.

Chiaro che per fare quello che fa, la Nestle’ deve amicarsi anche i ministri della Sanita’ dei paesi a cui impone il suo mercato.

E ora, in Italia, vengono fuori questi equivoci rapporti col ministro alla Sanita’. E sappiamo che, grazie alle collusioni dei ministri precedenti, le famiglie italiane hanno goduto il privilegio di avere il latte piu’ caro d’Europa (in ambito europeo un chilo di latte poteva variare da 9,7 Euro a 45 euro!), e anche questo e’ uno scandalo che le autorita’ della Chiesa si guardano bene dal citare quando parlano della difesa della vita.

Ora arriva il silenzio complice sulla contaminazione del latte per neonati “fino ad esaurimento di scorte”!

Forse l’inchiostro non e’ tossico, ma certo e’ che se compro del latte per il mio bambino non intendo dargli inchiostro e non ho piacere di avere un ministro che mi copre questa porcheria non so in cambio di che.

Del resto non e’ la prima volta che un prodotto non in regola, per esempio un medicinale risultato altamente tossico, vedi l’En, continua ad essere venduta in Italia “fino ad esaurimento delle scorte”, per non turbare gli interessi delle farmacie e delle farmaceutiche, col beneplacito del ministro.

Non sarebbe l’ora di piantarla?

Contro la Nestle’, come contro la Coca Cola, ci sono associazioni di boicottaggio. Esse chiedono ai sindaci di non fare manifestazioni sponsorizzate da queste multinazionali, che sono sporche di sangue, perche’ si sono arricchite calpestando diritti umani.
I sindaci, anche di sinistra a volte sembrano ascoltare questi appelli, a volte no, come sta avvenendo per i giochi invernali di Torino.
Eppure non serve molto per capire che il nostro futuro riposa sulla difesa dei diritti umani e non sul mantenimenti di profitti illeciti e di stragi perpetrate in nome di un fantomatico mercato.

Messaggi

    • Mi hanno detto che su Liberazione Sansonetti sembra quasi giustificare il latte in polvere nel terzo mondo con la lotta alla fame. Se cio’ fosse, non sarebbe corretto e presenterebbe molta disinformazione.
      Con la scusa della fame del mondo e’ ormai lecito vendere qualsiasi orrore (nel terzo mondo abbiamo portato farmaci scaduti, prodotti dietetici, cibo
      avariato, OGM, prodotti sotto costo, mucche pazze, polli con l’aviaria...e non certo per combattere la fame). A tutto c’e’ un limite, anche al libero mercato e allo strapotere delle multinazionali.
      Va bene cercare degli alibi ma non possiamo giustificarci tutto o fare il gioco del meno peggio tanto meglio. Cosi’ come abbiamo fatto con la democrazia: "Sempre meglio le stragi americane che quelle di Saddham. Sempre
      meglio il genocidio chimico di Falluja, pero’ vuoi mettere le elezioni..."
      Nei paesi del terzo mondo si allatta spesso fino ai 4 anni. Il bambino che viene allattato non muore di fame.
      Migliaia di bambini muoiono di fame perche’ non sono allattati o perche’ le madri sono troppo denutrite per produrre latte e non ci sono banche del latte. Nutrire le donne in modo decente costa enormemente meno del latte in polvere, ma nel nostro mondo cio’ che non si vende con profitto deve sparire.
      Fare una politica di educazione sessuale e pianificazione delle nascite e favorire l’allattamento produrrebbe meno bambini ma piu’ sani, curerebbe le madri con migliori possibilita’ ai figli. Costa molto meno che esportare
      guerre o mantenere i profitti da capogiro di multinazionali come la Nestle’.
      Anche aiutare l’Africa a sanarsi dall’AIDS con farmaci meno costosi e ambulatori di cura, prevenzione e contraccezione porterebbe a creature piu’ sane. L’OMS e l’UNICEF stimano che circa un milione e mezzo di bambini muoiano ogni anno nei paesi a basso reddito per mancanza di allattamento al seno. Un bambino allattato con latte in polvere e’ 25 volte piu’ a rischio
      di morte per dissenteria di uno allattato al seno.
      Sono 130 anni che la Nestle’ fa campagne sul personale sanitario per dissuadere le madri dall’allattamento con la bugia che il latte latte in polvere e’ meglio. Grazie a queste campagne in Messico gli allattati al seno
      sono scesi dal 100% al 40 %, in Cile dal 90% al 5%, a Singapore dall’80% al 5% (UK Food Group). Questo e’ un modo non per combattere la fame ma massimare i profitti.
      Non solo il latte materno varia nel tempo in funzione delle necessita’ del bambino ma contiene speciali anticorpi che lo difendono dalle malattie.
      Nei paesi sviluppati il cibo in più per la madre che allatta costa meno di un decimo del cibo artificiale per il bambino.La gente povera diluisce troppo il latte in polvere e spesso con acqua malsana, i neonati alla fine muoiono per denutrizione o dissenteria.
      Ma dopo i tre mesi di vita va bene anche il latte di mucca che costa enormemente meno del latte della Nestle’.

      E noi, di fronte a questa strage giornaliera e terribile, le nostre eccedenze di latte vaccino le distruggiamo!!!?

      viviana