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MARY

giovedì 8 settembre 2005

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di Enrico Campofreda

C’è posto per tutti nel mondo mariano di Abel Ferrara: mistici e miscredenti. E soprattutto dubbiosi come il giornalista Ted Younger che, conducendo un programma sulla figura di Cristo s’appassiona alle diverse esegesi di teologi e religiosi intervistati e invitati nel suo studio. Lui come l’attrice Marie Palesi, che sul set di “This is my blood” recita il ruolo di Maria Maddalena, vengono colti dal dubbio e seguono un personale percorso spirituale distaccandosi dall’immersione nel lavoro che caratterizza l’agnosticismo di molti contemporanei. Certo imboccare la via della conversione come fa Tom interpretando come segno “divino” il rischio di morte che corrono la moglie che ha prematuramente partorito e il neonato, sa più di superstizione che di religione. O di pentimento dopo un peccato della carne, visto che l’ha tradita, lasciandola sola in quel difficile momento.

Naturalmente ciascuno è libero di scegliere la propria strada e del film ci piace cogliere lo spirito d’acccettazione della diversità, di ascolto e convivenza che Younger dallo schermo trasferisce nella propria vita. L’attrice Marie compie un salto ancora più elevato: l’approfondimento professionale della figura di Maria Maddalena, la scoperta di come la Chiesa l’abbia relegata al ruolo di prostituta mentre i Vangeli apocrifi, la ponevano alla stregua del primo apostolo di Cristo, Pietro, e ne narrano i contrasti con lui, le stravolgono la vita. Ispirata e colpita dalla Fede parte per Gerusalemme, rinunciando alla recitazione e concentrando le proprie energie sul percorso religioso.

Le immagini del quotidiano nella Città di Dio che scorrono fra il Santo Sepolcro, la Moschea Al-Aqsa, il Muro del Pianto e flashes di repertorio sui giorni dell’Intifada, le esplosioni di autobomba e kamikaze fanno meditare sulla follia dell’uso politico della religione, del fanatismo che sempre s’accompagna a un moto dell’anima che dovrebbe essere personale, intimo, gioioso. E per tanti lo è. Se tali scelte venissero accettate, confrontate, rispettate da chi sente e vede differentemente da noi si eviterebbero molte, inutili sopraffazioni. Più delle scritture - sacre o meno - è l’uso umano e gerarchico della “Parola di Dio” che diventa “Volontà di Dio” a destabilizzare una convivenza possibile fra spiritualità e laicità nella vita terrena. Parola di Abel, amen.

Regia: Abel Ferrara
Soggetto e sceneggiatura: Simone Lgeooles, Abel Ferrara, Mario Isabella
Direttore della fotografia: Stefano Falivene
Montaggio: Fabio Nunziata, Langdon F. Page
Interpreti principali: Juliette Binoche, Matthew Modine, Forest Whitaker, Heather Graham, marion Cotillard, Stefania Rocca
Musica originale: Francio Kuipfers
Produzione: De Nigris Production
Origine: Italia/ Usa, 2005
Durata: 83’