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Mostra Internazionale del Cinema

domenica 31 luglio 2005

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di Enrico Campofreda

Promesse d’autore

Tant’America (undici titoli e nove anteprime, non era mai accaduto) e molta Italia (dieci film con Avati, Comencini e Faenza in attesa di riscontri per un Leone d’oro che da noi non arriva dal “Così ridevano” di Amelio). E poi Francia, Gran Bretagna e Cina (popolare, Hong Kong e Taiwan), Giappone, Corea. E Argentina, Brasile, Canada e Portogallo e Turchia. Polonia, Russia, Kazakistan. Eccolo il succo della 62. Mostra di Venezia che il direttore Müller lancia come un esempio efficace di “autori in stato di grazia”, come dire: di meglio in giro non c’era.

Gli si può credere, visto il ponderoso lavoro di cernita con oltre 1900 pellicole visionate insieme al quintetto della giuria: lo scrittore cinese Acheng, la regista francese Denis, il regista tedesco Reitz, la musicista islandese Torrini, la produttrice statunitense Vachon e il presidente Dante Ferretti.

Però c’è chi insinua che qualcosa sfugga e l’attenzione si posi più sulla possanza delle Major sempre prodighe di star e luccichii hollywoodiani. Volete qualche nome? La Mostra serve: Charlotte Rampling, Gwyneth Paltrow, Susan Sarandon, Juliette Binoche, Monica Bellucci, Micheal Piccoli, Ralph Fiennes, Johnny Depp, Tim Robbins e George, George Clooney.

E proprio il divo Clooney darà voce all’altra America, quella che rilegge criticamente il suo passato, l’atteso “Goodnight and good luck” è un bianco e nero sul maccartismo. Interesse anche per “Romance and cigarettes” di Turturro.

Attese

Ci aspettiamo emozioni e rapimenti dal grande vecchio e letterario portoghese de Oliveira (novantasette primavere) “Espello magico” mentre gettiamo lo sguardo su giovani come il russo German jr. “Garpastum”. Poi, per una passione tutta personale, avremo grandi occhi per i francesi: Chéreau “Gabrielle”, Podalydés “Le parfume de la dame en noir”, Cantet “Vers le sud”, Limosin “Carmen” e Philippe Garrel che ne “Les amants réguliers” rievoca il Sessantotto, utilizzando il figlio Louis divenuto specialista del genere per aver già interpretato “Dreamers” di Bertolucci. Aspettiamoci anche un Sessantotto privato purché non si riduca alla maniera bertolucciana solo a un “Porci con le ali” fuori tempo massimo.
E ancora “Proof” del britannico Madden e la spagnola Coixet con “La vida secreta de las palabras”.

Asiamania

Asia in apertura e chiusura della Mostra con “Seven Sword” di Tsui Hark (31 agosto) e “Perhaps Love” del cinese di Hong Kong Peter Ho-sun Chan (10 settembre). Ma soprattutto Giappone e Cina al centro di un’iniziativa d’altissimo valore culturale: la retrospettiva intitolata “Storia segreta del cinema asiatico” che prevede trentotto titoli di film giapponesi e dieci cinesi e che Müller ha voluto con forza da quell’estimatore e ricercatore che è delle radici della cinematografia orientale.
Le opere cinesi partono dalla metà degli anni Trenta “La strada maestra” di Sun Yu, passano per il periodo della Rivoluzione maoista del 1949 “Primavera in una piccola città” di Fei Mu giungendo agli anni Sessanta con opere come “Sorelle del palcoscenico” di Xie Jin, Ottanta “Uno e otto” di Zhang Junzhao e Novanta “Mamma” di Zhang Yuan.

Anche per i giapponesi i generi sono quelli popolare e pionieristico con duelli e samurai, citiamo a ruota libera “Sbarre per Oatsurae Jirokichi” di Daisuke Ito, non chiedeteci chi fosse perché non lo conosciamo proprio, impareremo indubbiamente anche noi dalla rassegna. Ma fra questo titolo del 1931 e “Il complotto del clan Yagyu” di Kinji Fukasaku che è del 1978 scorre un lungo tratto di storia del cinema nipponico che, anche chi non avrà la fortuna di gustarselo sui lidi veneziani, potrà ritrovare in dvd. Il restauro di questo materiale lo renderà accessibile al grande pubblico con iniziative divulgative e commerciali.

Fra Casanova e Pasolini

Ci sarà anche una “Storia segreta del cinema italiano” che metterà quattro Casanova nostrani dello schermo a confronto con quello presentato nella Mostra di quest’anno da Lasse Hallström. Sono “Il cavaliere misterioso” di Freda (1948), “Le avventure di Giacomo Casanova” di Steno (1955), “Infanzia, vocazioni, prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano” di Comencini padre (1969), “Il Casanova di Federico Fellini” (1976). Un vero ripasso dell’arte cinematografica e della seduzione.
Si potrà riammirare anche la versione restaurata dell’ultimo film di Pier Paolo Pasolini prima dello strazio di cui ricorre quest’anno il trentennale “Salò e le 120 giornate di Sodoma”. Opera che fa da prodromo e testamento al suo assassinio, praticato con la stessa violenza dal Potere clerico-fascista e qualunquista-edonistico che l’artista coriacemente denunciava.


Elenco dell’intera programmazione cinematografica

i film di venezia