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OGM, CAPANNA SCRIVE A TUTTI I PARTITI

lunedì 28 novembre 2005

di Mario Capanna

"Prima delle elezioni dite in in modo chiaro e inequivocabile all’opinione pubblica come intendete comportarvi in materia di OGM".

On. Silvio Berlusconi Presidente Casa delle Libertà

On. Romano Prodi Presidente dell’Unione

Ai Segretari nazionali di tutti i partiti politici

Caro Presidente,

Le scrivo per sottoporLe una questione della massima importanza.
Il Consiglio dei Diritti Genetici (CDG, www.consigliodirittigenetici.org ) ­Authority culturale e scientifica indipendente, composta da scienziati e umanisti italiani e internazionali, laici e cattolici ­ ha organizzato in Italia il II Congresso Internazionale sulle biotecnologie, che si è concluso il 12 novembre scorso.

Ai tre giorni di lavori hanno partecipato studiosi fra i più esperti e
autorevoli nel campo delle bioscienze e delle loro applicazioni: il biologo Barry Commoner (Queens College, City University of New York, USA), l’epidemiologo Paolo Vineis (Imperial College of London, UK), il microbiologo Ignacio Chapela (University of California, USA), l’agronomo Jean Pierre Berlan (Institut National de la Recerche Agronomique, Montpellier, FR), il genetista Marcello Buiatti (Università di Firenze), solo per citarne alcuni.

A proposito degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) è emerso in modo unanime quanto segue:

- le evidenze scientifiche mostrano che il gene non basta da solo a
costruire un carattere ereditario, poiché l’informazione genetica non
proviene dal solo DNA ma è determinata dalla sua insostituibile
collaborazione con le proteine enzimatiche;

- il fatto che un singolo gene possa produrre una molteplicità di proteine
rimette in discussione le basi scientifiche dell’industria biotech;

- l’ingegneria genetica, che modifica artificialmente i meccanismi biologici
fini delle piante e degli animali, produce risultati non certi, in quanto
dipendenti da una molteplicità di variabili spesso non controllabili;

- la stessa salubrità degli alimenti geneticamente modificati è stata messa
in dubbio da indagini sperimentali recenti: animali di laboratorio che hanno
consumato un mais geneticamente modificato (Mon 863) hanno sviluppato reni
più piccoli del normale, una diversa composizione del sangue e altre gravi
anomalie morfologiche e funzionali, come documentato da uno studio condotto
dalla stessa multinazionale produttrice della variante di mais;

- inserire combinazioni di geni che riflettono criteri puramente
ingegneristici in piante destinate al rilascio in campo aperto comporta
rischi rilevanti, soprattutto nel lungo periodo. Sotto questo profilo l’
inquinamento genetico può divenire la forma più insidiosa e potenzialmente
irreversibile di alterazione degli ecosistemi.

Sulla base di queste acquisizioni scientifiche, il CDG chiede che i due
Poli ­ e ciascuna delle forze politiche che li compongono ­ dicano in modo
chiaro e inequivocabile all’opinione pubblica, in vista del rinnovo del
Parlamento Nazionale, se, in materia di OGM, intendono o meno attenersi al
principio di prudenza e precauzione.

Ovvero: niente OGM se la scienza non ne dimostra ragionevolmente l’innocuità
per gli esseri umani e per l’ambiente.

Il che significa più scienza, non meno; più ricerca, non meno.

La scienza è davvero tale solo se usa prudenza e precauzione, se “vede
prima” le conseguenze che determina e “pre-viene” quelle negative.

Altrimenti è avventura.

È diritto dei cittadini conoscere ­ prima delle elezioni ­ il vostro
orientamento nel merito di una questione pubblica così rilevante ed è,
credo, vostro dovere comunicarglielo.

Nel Paese esiste in proposito una vasta consapevolezza, come è testimoniato
dal fatto che ben quattordici Regioni e tremila Comuni si sono dichiarati
OGM-free.

Risulterebbe dunque incomprensibile il silenzio degli schieramenti e delle
rispettive forze politiche.

A vostra disposizione per ulteriori chiarimenti scientifici, resto in attesa
di un cortese cenno di riscontro

Mario Capanna
presidente Consiglio Diritti Genetici

tratto da "Green Planet" - 16/11/05