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PARIGI : strage nell’hotel degli immigrati

lunedì 18 aprile 2005

Nel centro di Parigi brucia l’albergo che ospitava i senza casa. Dieci dei venti morti erano bambini. Sessanta i feriti, undici gravi. L’unica via di uscita era invasa dalle fiamme

di ANNA MARIA MERLO

E’il più grave incendio che abbia colpito Parigi da vent’anni a questa parte. Alle 2,20 del mattino di ieri (15 aprile, NDLR), l’hotel Paris-Opéra, un albergo di quinta categoria, con camere a basso costo, situato nel IX arrondissement, a fianco delle Galéries Lafayette, ha improvvisamente preso fuoco. Le fiamme sono partite, sembra, dal primo piano, dalla sala per la colazione. Il bilancio, ancora provvisorio ieri sera, è drammatico: 20 morti (22 morti NDRL), di cui 10 bambini, e più di 60 feriti, undici dei quali in gravi condizioni. Anche tre pompieri, sui 258 che sono intervenuti, sono stati feriti nell’azione di soccorso. Le fiamme sono state domate soltanto alle 6,30, quattro ore dopo lo scoppio.

L’hotel Paris-Opéra ospitava dei turisti e, su tre piani affittati tutto l’anno dal comune di Parigi e dal Samu social, delle famiglie in gravi difficoltà sociale. Per questa ragione ci sono tanti bambini tra le vittime. Tre famiglie erano state sistemate qui dal comune (9 persone, tra cui 6 bambini), mentre 60 senza tetto avevano trovato un rifugio qui tramite il Samu social (l’organismo di emergenza sociale della stessa amministrazione comunale. L’albergo aveva 67 posti letto, ma i clienti presenti ieri notte erano 75, a causa del fatto che le famiglie in stato di precarietà sociale sistemate dal comune occupano stanze di solito previste per sole due persone. Le persone gravemente colpite sono canadesi, statunitensi, tunisini, francesi, senegalesi, portoghesi, della Costa d’Avorio, ucraini e tunisini. Mentre la Prefettura non ha ancora rivelato la nazionalità dei morti. Le famiglie sistemate dal comune nei tre piani dicorati dalle fiamme erano comunque tutte di origine africana.

Il presidente Jacques Chirac ha subito espresso il suo «sentimento d’orrore» ed «emozione per una catastrofe tra le più dolorose che abbia colpito Parigi». Il ministro degli interni, Dominique de Villepin, il suo colega alla coesione sociale, Jean-Louis Borloo, la sottosegretaria alla lotta contro la precarietà, Nelly Olin, il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë si sono recati in mattinata sul posto. La Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per «omicidio involontario». Ma le prime ipotesi sembrano scartare attentati o azioni criminali e propendono per un incidente.

«Quando siamo arrivati - ha raccontato il comandante dei pompieri Christophe Varennes - il fuoco era già divampato in varie camere e molte finestre erano in fiamme. C’era uno spesso fumo nero, la velocità di propagazione dell’incendio è stata molto rapida. La gente era alla finestra - ha aggiunto - ne abiamo salvato una sessantina grazie alle scale. E’ un tipo di scenario che precede sempre un bilancio molto pesante. La situazione è stata molto dura. Quando siamo arrivati, sette persone, tra cui quattro bambini, si erano già buttate dalla finestra». Per il responsabile del servizio incendi delle Galéries Lafayette «sembrava una situaizone di guerra». «Sono arrivato 5 minuti dopo che il guardiano della sicurezza delle Galéries Lafayette, che ha dato l’allarme, mi ha chiamato - racconta - i corpi delle persone che erano saltate dalla finestra erano per terra, c’erano dei bambini, decine di persone alle finestre, uno spesso fumo nero. Il primo camion dei pompieri è arrivato. Con gli uomini del servizio incendi delle Galéries Lafayette abbiamo cominciato a gettare acqua al pianterreno e poi i pompieri hanno continuato. Era un incendio di una violenza spaventosa». Una testimone racconta di aver visto «gente saltare dalle finiestre, c’erano scene di panico ». Altri testimoni raccontano delle grida, degli appelli per avere aiuto. La lotta contro il fuoco è durata ore e ieri sera i pompieri erano alla ricerca di nuove vittime. Secondo il prefetto, Pierre Mutz, l’alto numero delle vittime si spiega per « il fuoco improvviso e il panico della gente ». L’albergo non aveva problemi di sicurezza, affermano alla Prefettura, un controllo era stato fatto a marzo. Ma sta di fatto che l’unica via di uscita era la scala principale, presa dal fuoco.

L’organizzazione dell’Abbé Pierre che si occupa dei senza casa ha denunciato la situazione di precarietà in cui vengono alloggiate le famiglie in difficoltà. A Parigi ci sono ancora alcuni di questi alberghi meublés, che vengono utilizzati dallo stato e dal comune per sistemare famiglie che hanno perso la casa o chi non ne ha mai avuto una, per esempio persone che hanno visto respingere la loro domanda di asilo politico. La città di Parigi nel 2004 ha speso 9,5 milioni di euro per sistemare queste persone in stato di assoluta precarietà. Il comune l’anno scorso ha affittato 850 camere, dove sono state sistemate 750 famiglie (mille adulti e 1500 bambini). Nel giugno 2004, 4734 persone erano alloggiate, dal comune o dallo stato, in meublés a Parigi o nella vicina banlieue, molti dei quali in attesa di ricevere una risposta alla domanda di asilo (i centri di accoglienza per richiedenti asilo hanno solo 2mila posti).

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