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PER IL FORUM DEL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA A FIRENZE

giovedì 24 febbraio 2005

di NELLA GINATEMPO - BASTAGUERRA

La domanda politica espressa da quel vasto popolo della pace che è sceso in piazza sabato 19 febbraio per liberare la pace, cioè per liberare Giuliana e per liberare l’Iraq è una domanda semplice e radicale. La stessa che stava scritta sui nostri striscioni del 15 febbraio di due anni fa, che fioriva nei dibattiti del primo social forum europeo a Firenze. La domanda di una svolta nella politica estera italiana, affinché la guerra sia fuori dalla storia e l’Italia sia fuori dalla guerra. Una domanda che resta inevasa nel grottesco "Benvenuto, presidente Bush" di Romano Prodi. Una domanda che drammaticamente viene reiterata nel suo disperato appello da Giuliana Sgrena che invoca la liberazione del popolo iracheno dalla feroce occupazione militare che lo fa morire ogni giorno.

L’appello di Giuliana è rivolto a noi, movimento pacifista, donne e uomini con cui Giuliana ha lottato in questi anni: ci richiede uno sforzo straordinario per riorganizzarci e rilanciare la nostra iniziativa. Proprio per dare continuità al rinato movimento per la pace che ha risposto all’appello di Giuliana, l’occasione giusta è il Forum del Movimento contro la guerra a Firenze, nei giorni 25, 26 e 27 febbraio. Un’occasione costruita in questi mesi di difficoltà e quasi silenzio del movimento, mentre si spalancava l’abisso di orrori in Iraq, da Falluja alle elezioni-farsa alle torture e agli squadroni della morte, al dispiegarsi del terrore sui civili, alla costruzione della guerra civile. Un’occasione tanto più preziosa oggi che Bush prepara nuove tappe della guerra globale, che l’Europa sembra dargli copertura in nome di un ritrovato atlantismo, mentre l’Italia affonda sempre di più nel sistema di guerra con le commesse militari alla Finmeccanica, il rilancio della produzione e del commercio di armi, il proliferare di protocolli di intesa bilaterali, come quello con Israele, per il riarmo comune.

Liberare la pace richiede oggi un surplus di radicalità e di nuova unità del movimento per la pace che apra una fase nuova di campagne per uscire dal sistema di guerra ( come quella VIALEBASI e quella per la riconversione delle fabbriche d’armi) e che offra possibilità di raccordo tra i territori e i numerosi comitati di lotta locali e le reti e associazioni nazionali che hanno detto No alla guerra senza se e senza ma. Riusciremo nel Forum di Firenze a rispondere a questa sfida politica, a tenere insieme questi differenti aspetti, tutti necessari al rilancio del movimento ? Questa è la speranza che ci anima, che ha mosso il Comitato fermiamolaguerra di Firenze, insieme al tavolo nazionale Bastaguerra nell’organizzare questo Forum: " rafforzare il movimento per la pace, facilitando il passaggio a una fase nuova di campagne locali e nazionali, di costruzione di reti, di coordinamento di lotte reali e vertenze", come si dice nel programma/invito. Se Giuliana fosse già libera, sarebbe seduta ad uno dei tavoli di discussione a Firenze, a parlare dell’Iraq che ha sempre analizzato e raccontato con la passione e l’intelligenza straordinaria di una donna di pace.