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PROOF

mercoledì 7 settembre 2005

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di Enrico Campofreda

Genialità e follia non sono antitetici, anzi. Possono camminare al fianco, convivere nella stessa persona e stupire chi divide gli individui in rigide categorie. Madden sull’argomento narra una storia dolente e affascinante incentrata sul rapporto affettivo fra la ventisettenne Catherine e il proprio geniale matematico padre (Robert) affetto da una progressiva forma di pazzia. La ragazza dedica anni della propria vita al genitore malato, che pur affermato e conosciuto ormai tutti hanno abbandonato. Lo fa rinunciando a se stessa, agli studi pur brillanti, al talento che ha ereditato, agli affetti che potrebbe avere in virtù della sua fresca e attraente bellezza. Lei è cosciente del proprio ingegno ma è al tempo combattuta: s’interroga se quella dedizione filiale la stia minando caratterialmente, se la convivenza nella stessa casa col padre le insinui giorno dopo giorno una vena di pazzia.

Robert ha avuto una fase di ripresa, è anche tornato a seguire alcuni studenti. Per le innovative intuizioni matematiche ha molta presa e fama fra i giovani della locale Università di Chicago e uno fra i più promettenti Hal ne frequenta la casa. Ma improvvisamente il proof muore. Catherine oltre al colpo subìto si ritrova a dover gestire i rapporti con un’ingombrante sorella (Claire) che, giunta per i funerali, le propone di seguirla a New York. Caratterialmente le due donne sono agli antipodi e nei giorni delle onoranze hanno molteplici contrasti pubblici e privati. Poi c’è Hal che continua a frequentare la casa di Robert perché lavora sui suoi appunti che sono molteplici, 103 quaderni, visto che il proof negli ultimi mesi aveva sviluppato un’acuta grafomania, incentivato dalla stessa Catherine nella speranza di recuperalo alla vita attiva.

Nei confronti di Hal Catherine manifesta sospetto, crede che il giovane voglia carpire qualche segreto nascosto negli appunti del padre, e poi Hal ha avuto quelle opportunità che il destino non ha riservato a lei per quella malattia paterna che l’ha costretta al ruolo di badante. Hal stravede per la bella Catherine, non osa manifestarlo per le chiusure della ragazza, ma una festa in ricordo del proof li avvicina a tal punto che la guardia di Catherine s’abbassa sino a cedere alle avances anche sessuali del giovane matematico. E’ un incontro fra talentuosi, e potrebbe continuare visto che la ragazza riesce a rilassarsi, prendere fiducia, tenere a distanza l’invadenza ossessiva della sorella, se non ci fosse una scoperta destabilizzante. Hal in un cassetto del proof trova un quaderno che raccoglie una sequenza di soluzioni matematiche straordinariamente innovative. Nel conciliabolo che ne segue con Hal e Claire, Catherine rivela che quello è un suo lavoro. Hal e Claire mettono in discussione la parola di Catherine e lei si sente morire.

La fiducia lentamente recuperata verso un mondo ingrato, dimentico di lei, del padre e del dramma che stavano vivendo per comparire solo per i funerali o per le ricerche universitarie, crolla miserabilmente. Catherine è nuovamente sola, a nulla è valsa l’apertura verso Hal che si comporta come Claire: tutti increduli e gelosi davanti al suo talento, tutti pronti a indicarle la via da percorrere. I nervi di Catherine non reggono al nuovo colpo, la sua fragilità prevale e si chiude in un mutismo tombale. Nei giorni seguenti Hal avrà la prova dell’autenticità della versione della ragazza, del suo ingegno ma lei è in balia di Claire che vuole portarla a New York. Hal e Catherine comunque si ritroveranno forse per iniziare una geniale convivenza.

Nell’ottima scelta degli attori brilla una superba interpretazione di Gwytney Paltrow, già rodata nello stesso ruolo nella pièce teatrale da cui il film è tratto. Il dramma interiore della geniale figlia del genio che riesce a vincere la battaglia per non cadere nel lo stesso gorgo della follia è vissuto con sentimento e maestria. Una lezione recitativa di gran classe che dopo “Shakespeare in love” potrebbe meritatamente valerle altri premi.

Regia: John Madden
Soggetto e sceneggiatura: David Auburn
Direttore della fotografia: Alwin H. Kuchler
Montaggio: Nick Audsley
Interpreti principali: Gwyneth Paltrow, Anthony Hopkins, Hope Davis, Jake Gyllenhall
Musica originale: Stephen Warbeck
Produzione: Hart/Sharp
Origine: Usa, 2005
Durata: 100’