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Pensioni di burro..

venerdì 6 gennaio 2006

di Giancarlo Pacchioni

Tutte le mattine, sveglia alla stessa ora. A suonare non il trillo elettronico di un orologio digitale, semmai lo scricchiolio delle ossa ed anche il richiamo fisiologico del bagno. Alzarsi dal letto non è semplice, ma alla fine i piedi trovano incerti le ciabatte.
Prima tappa del tour giornaliero è come preannunciato il bagno, la distanza percorsa è piccola, il tempo di percorrenza non è da record.

La seconda tappa condotta in solitaria ha come punto di arrivo la cucina, il caffè è oramai l’amico inseparabile senza il quale è difficile iniziare la giornata. La macchinetta fischia, il caffè è pronto.

I preparativi prima di uscire di casa sono gli stessi da sempre, consolidati da anni di movimenti ripetuti giorno dopo giorno, solo che ora non sono dettati dall’esigenza di giungere al lavoro prima dello stridere della sirena della fabbrica.

Pronti, via verso l’edicola, d’altronde il giornale riempie gli spazi vuoti lasciati dalla televisione. La spesa, poche cose che non pesano perché sarebbe impossibile portarle a casa, ma anche e soprattutto perché con i soldi della pensione non si possono certo fare acquisti tali da riempire un piccolo frigorifero. Il portafoglio piange, ogni giorno sempre di più. Il conto in banca è agonizzante e la pensione sempre più leggera.

Un giorno come tanti, uguale al precedente, ma la sera accade qualcosa di straordinario.
A sera infatti giunge la buona novella, il menestrello è Bruno Vespa, il signorotto non è Don Rodrigo, ma Silvio Berlusconi.
Lo sguardo è incredulo, gli occhi sono estasiati, a luccicare non è la carrozzeria di un auto sportiva e tanto meno un gioiello, a luccicare è il frutto proibito del “Contratto con gli italiani”. La realtà si trasforma in sogno, il sogno è l’innalzamento della pensione minima ad un milione di vecchie lire.

Nel 2001, un milione di lire valevano ancora a qualcosa, non erano di certo i cinquecentosedici euro di oggi. Gli occhi luccicano, la fantasia corre e il sogno si trasforma in una croce in cabina elettorale. Ma il sogno dura poco perché la realtà è una fregatura, il contratto degli italiani diventa la burla recitata da un attore pieno di cerone. La delusione lascia spazio alla rabbia, gli occhi sono di nuovo lucidi, non di gioia, semmai per il dolore provocato dalla consapevolezza di essere stati ingannati.

E allora viene voglia di gridare vergogna, vergogna! Vergogna Silvio, vergogna Emilio, vergogna Giulio, vergogna Gianfranco, vergogna Umberto, vergogna Rocco, vergogna!

La rabbia ed il dolore talvolta si trasformano in azione e voglia di rivalsa, di giustizia. Così una pensionata di 78 anni di San Cesareo (Roma) che non avendo visto aumentare la propria pensione a 516 euro, anzi gli è stata perfino ridotta, ha citato in giudizio Silvio Berlusconi. Il premier è stato invitato a comparire 1l 28 febbraio, come testimoni sono stati citati Bruno Vespa ed il ministro Maroni.

E allora pensionati di tutta Italia, unitevi..

Messaggi

  • Che dire di un racconto cosi vero!cosi fatto di povera realta’ del quotidinao!!Berlusconi, ho letto da qualche parte ,ha dichirato che è colpa delle casalinghe se non arrivano a fine mese!!Non sanno fare la spesa:(:( Cio’ che piu’ fa’ vergogna è il fatto di sapere che il signor Berluscono sa bene che la moglie e tutti i suoi "compagni di merende"con la cifra di 512 euro non fanno nemmeno un colazione !!Figurarsi se possono viverci con annessi e connessi per un mese intero!!Non è che lui deve regalre i suoi soldi a tutti gli Italiani!!se li tenga,ma prenderci cosi’ per i fondelli !questo è troppo sapendo in quali brutte acque(finanziariamente parlando)navigava al suo ingresso in Politica e quanto al contrario oggi sia cresciuto il suo patrimonio personale e di tutti quelli che sono saliti sul "suo carro"Solo per questa gente sono migliorate le cose ,alcune migliaia dipersone ,ma quandanche fossero un Milone di persone,per tutti gli altri che c’è stato??solo miseria e uno stringer di cinghia per arrivare a fine mese!!Che non arriva mai peraltro!!gabryella

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