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Per chi attacca sempre e solo gli extracomunitari

sabato 26 novembre 2005

di Viviana Vivarelli

Nel caso di Bologna e’ stato giusto denunciare la disumanita’ degli automobilisti di passaggio e delle persone in casa che non potevano non aver sentito le urla.
Gia’ agli esordi della televisione un programma con candid camera (Specchio Segreto, di Nanni Loy) rivelo’ la vigliaccheria della gente di fronte ad aggressioni viste e la gelida indifferenza dei testimoni che non andavano in aiuto alle vittime.

Quello che mi sembra meno giusto e’ invece prendere pretesto dallo stupro di Bologna per attribuire ogni sorta di violenza agli extracomunitari per odio pregiudiziale nei loro confronti.
Questo e’ un modo troppo facile e molto ipocrita di scaricare il problema, mentre i fatti rivelano una situazione molto piu’ ampia e grave.

La violenza maschile attraversa tutti i popoli e tutte le classi e non e’ identificabile con gruppi precisi. Parlare di extracomunitari e’ un pregiudizio leghista che vorremmo veder sparire quanto prima.

Cito dalle analisi sociologiche:
"Nella civile Europa le violenze contro le donne, commesse da «partner intimi di sesso maschile», hanno dimensioni allucinanti. Tra le cause di morte delle donne di eta’ compresa tra i 16 e i 44 anni, le brutalita’ commesse tra le mura domestiche sono in testa alle statistiche, prima degli incidenti stradali e del cancro...

A seconda dei paesi, la percentuale delle donne vittime di sevizie varia dal 25 al 50% (si tenga conto che molte donne non denunciano l’aggressione per paura del peggio). In Portogallo le donne che dichiarano di aver subìto violenze da parte del marito, amante o convivente sono il 52,8%. In Germania, ogni anno si denunciano quasi 300 casi di donne assassinate dai loro conviventi: 3 ogni 4 giorni. In Inghilterra una donna viene uccisa ogni 3 giorni; in Spagna ogni 4. In Francia, ogni mese 6 donne muoiono per le violenze di un uomo tra le mura domestiche: un terzo accoltellate, un altro terzo uccise con armi da fuoco e le altre strangolate o pestate a morte.

Complessivamente, nei 15 stati dell’UE(prima dell’allargamento a 25) ogni anno quasi 600 donne (2 al giorno) sono morte per aggressione violenta in famiglia.
Non e’ vero che gli assassini siano poveri o poco istruiti. Un rapporto del Consiglio d’Europa rivela che addirittura l’incidenza della violenza domestica aumenta in proporzione diretta al reddito e al livello d’istruzione. In Olanda «quasi metà degli assassini hanno una laurea. In Francia gli aggressori sono in maggioranza uomini di potere, dirigenti, professionisti, ufficiali della polizia o dell’esercito.
E’ sbagliato anche pensare che nei paesi «maschilisti» del Sud dell’Europa le violenze sessiste siano piu’ frequenti.

Tra i paesi europei la Romania ha piu’ aggressioni violente, ma e’ seguita dalla Finlandia, la Norvegia, il Lussemburgo, la Danimarca e la Svezia.

La violenza alla donna e’ dappertutto, in tutti i continenti, in tutti i gruppi sociali, economici, religiosi e culturali.
Su scala planetaria ha una tale gravita’ che deve essere considerata una delle maggiori violazioni dei diritti della persona.

All’uccisione dobbiamo aggiungere minacce, intimidazioni e brutalità sessuali, torture.
In genere le autorita’ se ne fregano delle violenze fatte in casa etichettandole come «problemi inerenti alla sfera privata» e per lungo tempo anche i processi hanno costituito una ulteriore violenza alla vittima. Ma a questo la Chiesa ha sempre dato il suo appoggio. Nelle campagne per la difesa della vita nessuno ha mai sentito la Chiesa difendere le vittime di abusi maschili.

Cio’ che giustifica e perpetua la violenza sulle donne e’ il sistema patriarcale della societa’, che Stato e Chiesa difendono con pari colpa, con la sperequazione coatta di poteri e diritti tra uomini e donne. E questo

Messaggi

  • La ragazza stuprata e uccisa sulla Maiella lo fu da un italiano

    peccato che in questi bei articoli vengano riportate circostanze non vere.

    In realtà il pastore è macedone da poco in Italia.

    ... Non sono che pregiudizi scandalosi che cozzano contro fatti concreti di violenza e di morte, tra i quali ricordiamo il sacrificio delle due ragazze padovane impegnate nel volontariato, nell’associazionismo cattolico, vittime di un pastore "clandestino" che troncò le loro giovani vite nel bosco della Maiella.

  • Cara Viviana,

    premetto che detesto il vittimismo. Purtroppo nella vita di ognuna di noi non esistono solo le violenze fisiche, ma anche quelle psicologiche. E queste, non lasciano segni sul corpo ma molti segni, più profondi, nella psiche. Ne ho subite di incredibili, di pazzesche, mi piacerebbe raccontarle. In pratica sono stata individuata come il "capro espiatorio" di una dolorosa vicenda peraltro mia personale, e quindi fatta "oggetto" di una sorta di MOBBING da parte di anarchici bolognesi (anche donne), che ti racconterò nei dettagli. E’ molto tempo che medito di farne un libretto di denuncia. Non è il coraggio che mi manca, ma non so se la cosa potrebbe avere un’utilità effettiva. Perché lo scopo di questi "compagni" è il farsi notare. Non hanno molto altro da fare. Quindi temo che mettendo in piazza le cattiverie che mi hanno fatto subire, li renderei più importanti.
    Se qualcuna sente l’esigenza di contattarmi, io sono qui.

    Un abbraccio,
    Pralina
    pattydiamante@interfree.it