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Purtroppo il peggio è successo. La speranza di vittoria in questo referendum non si è concretizzata

lunedì 13 giugno 2005

di Antonello

Purtroppo il peggio è successo. La speranza di vittoria in questo
referendum non si è concretizzata. Certo, era molto difficile spuntarla, ma sfido chiunque a dire che non ci aveva, anche se magari per poco, ardentemente creduto. Oggi è un giorno molto triste per questo paese, in cui si ancora una volta dimostrato di che natura sia il potere che ci governa. È inutile minimizzare, il Vaticano ha ottenuto una vittoria schiacciante, con la indegna complicità di gran parte del mondo politico italiano, ridottosi vergognosamente ad essere un megafono clericale e papalino. Penso ad esempio al "laico" Pera, uomo assolutamente disprezzabile e per cui oggi stesso si dovrebbero chiedere le dimissioni.

O a Rutelli, forse l’essere più indegno che abbia mai fatto
apparizione sul proscenio politico italiano. Ce ne ricorderemo al
momento del voto, tanto che mi sentirei di proporre di non votare più
per nessun motivo coloro che hanno invitato all’astensione e al No,
ovviamente. Questo referendum è stato un vero e proprio spartiacque. E
mi domando come sia ancora possibile parlare di alleanze politiche con
personaggi scandalosi di questo tipo. È intollerabile portare acqua al
mulino di chi vuole rendere questo paese una provincia vaticana. L’unica conclusione logica cui possiamo pervenire è quella di sedimentare gli sforzi organizzativi fatti in queste settimane e rilanciare una vera e propria resistenza laica, a tutti i livelli.

Questa sconfitta non solo segna un punto di arretramento per la libertà
di ricerca scientifica e per il principio della separazione tra Stato e
chiesa, ma anche e soprattutto rappresenta molto di più del contenuto
degli stessi quesiti referendari: è un attacco in piena regola alle
libertà democratiche di tutti/e, alla concezione di una società plurale
e inclusiva. Non a caso, come è sempre accaduto nella storia, in
particolare in quella moderna e contemporanea, gli attacchi contro le
libertà collettive e individuali sono costantemente passati per gli
attacchi all’autodeterminazione delle donne, alla loro libertà di
scelta, all’imposizione patriarcale di un sistema di valori
eterodiretti.

Come non comprendere che l’intenzione è far crescere una
società del controllo e della paura, corollari della possibilità di
dominio politico e sociale? Come non vedere negli attacchi di Ruini e di Ratzinger alla libera scelta in ambito sessuale, una manifestazione
conclamata del vero disprezzo della vita da parte delle gerarchie
ecclesiastiche? La vita come sofferenza, ecco l’ "ideale" più ricercato
da questi signori. L’importante è vedere il profondo intreccio di tutti
questi fattori e comprendere l’offensiva globale, funzionale a una
supposta fuoriuscita neoconservatrice dalla profonda crisi di società
determinata dal capitalismo globale, portata avanti dalla Chiesa e dai
suoi lacché teo-con, fasi-laici, clericali e quant’altro, per essere in
grado di porre elementi di controffensiva all’altezza della sfida che ci hanno lanciato.