clicca qui per Bellaciao v.3.0 ;)

Archives Bellaciao IT - 2002 -2018 Archives : FR | EN | ES

ROGO PRIMAVALLE: SCALZONE, MA QUALI GRANDI VECCHI !

sabato 21 ottobre 2006

EX LEADER POTOP, COLONNA ROMANA BR SI E’ FORMATA ANNI DOPO

PARIGI, "Ma quale Paola Pitagora, ma quale grande vecchio
delle Brigate Rosse !". E’ in una serie di esclamazioni la risposta di Oreste Scalzone, uno degli ex capi di Potere Operaio, alle rivelazioni di Manlio Grillo sul rogo di Primavalle, a Roma, nel 1973, in cui morirono Virgilio e Stefano
Mattei.

"Se penso ad una immaginaria lettera a Grillo - afferma all’ Ansa Scalzone, rifugiato in Francia dall’ ’81 per sfuggire ad ordini di cattura per associazione sovversiva e tentativo di insurrezione armata contro lo Stato - tanto per cominciare gli direi: ma dove te la sei sognata ’sta Pitagora? Ma che
qualcuno t’ha raccontato che la bella ragazza, che io ricordo benissimo, che t’accompagno’ da Roma a Milano, dove poi ti prendemmo per portarti fuori dall’Italia, era lei? E tu c’hai creduto ? E perche’ no, allora, Sophia Loren o Marilyn Monroe?".

’’Questa ricostruzione dei fatti che leggo su Repubblica - osserva Scalzone - mi
sembra sempre di piu’ da un lato effetto di una irresistibile pulsione a
vomitare un misto infernale di verita’, mezze verita’ e fantasie, magari in
buona fede, ma sempre mitomani, rose da risentimenti e malanimi, sindromi della
vittima innocente, rancori contro le “cattive compagnie”... : insomma, passioni
tristi. Questo si congiunge con la logica implacabile di uno Spettacolo sociale
sempre piu’ coprofago, necrofilo, morboso... ’’.

’’Questo fare poi delle Brigate Rosse una specie di pattumiera di comodo sulla
quale si rovescia tutto - continua Scalzone - lo trovo assai ignobile e
maramaldesco. Trovo, soprattutto, improbabili e mezzo farneticanti gli
identikit socio-culturali e politici di ’grandi vecchi’, di radio ed aree di
movimento, ritrattini ambigui che potrebbero dare mano libera ad una
discrezionalita’ arbitraria di magistrati’’. [...]

’’Per dichiarazione anche dei diretti interessati emerge che il gruppo da cui
nacque l’ azione che ebbe come esito il rogo di Primavalle (atroce, ma — come
riconosciuto in sentenza — inequivocabilmente preterintenzionale) era -
sottolinea l’ ex leader - un gruppo ormai esterno a Potere Operaio. E’ una cosa
acclarata. Ma quando ci e’ stata buttata addosso una cosa come Primavalle l’
abbiamo assunta, con tutto quanto di tragico recava con sé. Anche se — ora e’
un segreto di Pulcinella — non c’ entravamo. In quel caso come in altri non ci
siamo precipitati a dire ’quelli con Potop non c’ entrano! O non c’ entrano
piu’! Questo era il Potop degli insurrezionalisti, dei Piperno e Scalzone’’ ...

E Scalzone, all’ epoca, aveva la responsabilita’ di orientamento della struttura
di lavoro illegale di Potop.

Gli attentatori di Primavalle stavano uscendo da Potere Operaio, e dunque erano
con le Br come si legge? ’’No - risponde Scalzone - certo non necessariamente.
Questa e’ un’ illazione basata su un salto logico. In quegli anni, gia’ da
allora e sempre piu’, rapporti ufficiali anche del ministero dell’ interno
sembravano bollettini di guerra con centinaia di sigle di gruppi e gruppuscoli
armati. Essere usciti da un gruppo di frontiera come Potop perche’
“solamente” insurrezionialista, questo non vuol dire essere necessariamente
nelle Br : vuol dire magari dirsi, o sentirsi, magri in qualche caso
addirittura credersi delle Br, o volersi accreditare come candidati ad
entrarvi, perche’ se ne ha il mito...’’

Scalzone conclude: ’’una colonna romana delle Br si e’ formata solo assai più
tardi, almeno quattro anni dopo quei fatti. E le Br erano all’ epoca
rigorosamente un gruppo molto forte nel triangolo industriale, nel Nord. Di
piu’: le Brigate rosse sono state almeno fino al 76-77 un’ organizzazione
prossoche’ esclusivamente di quell’ area, per cosi’ dire, geo-sociale’’.
(ANSA).

http://orestescalzone.over-blog.com...


Parla uno dei tre attentatori, ex di Potop, fuggito in Nicaragua
Un nastro registrato e sottoscritto riapre il caso giudiziario del ’73

"Primavalle, strage firmata Br" Grillo: eravamo brigatisti in prova

di MARCO ANSALDO

Per tutti, l’immagine è quella del volto annerito di Virgilio, 20 anni, morto bruciato sul balcone di casa mentre chiede aiuto. Il rogo di Primavalle, il tragico attentato nel quartiere romano in cui morirono i due fratelli Mattei, figli del segretario locale del Msi, fu un’azione comandata dalle Br. Così sostiene Manlio Grillo, uno dei tre componenti del commando, che oggi vive in Nicaragua.

L’attentato, stando al racconto di Grillo, sarebbe uno dei primi commissionati dalle nascenti Brigate Rosse. L’ennesimo segreto di una vicenda mai pienamente chiarita emerge da una iniziativa civile presentata al Tribunale di Roma dall’ex giudice Carlo Palermo, attuale avvocato della famiglia Mattei. Le novità escono da più di 11 ore di registrazione fatte in Nicaragua dall’ex esponente di Potere operaio - e poi, secondo le sue affermazioni, delle Br - Manlio Grillo, che con Achille Lollo e Marino Clavo partecipò all’azione e fuggì all’estero. Dopo essere rientrato e aver partecipato ad attacchi armati, ormai da molti anni risiede a Managua, capitale del Nicaragua.

"Il capo era uno delle Br - si ascolta Grillo, oggi 65enne, ammettere nei dischetti che conservano la registrazione - quello che ci ha detto: fate ’sto nucleo, vediamo, e poi... Se lui sapeva di Primavalle? E come non lo sapeva? Lì veramente c’è il progetto. Noi avevamo fatto 8 attentati. Ci siamo messi d’accordo con lui: faremo questo, questo, questo. Lui controllava, ci dava i soldi".

La vicenda però ha un giallo nel giallo. Grillo, infatti, ha fissato il memoriale sul registratore con l’intenzione di farne un libro. Ad aiutarlo è stata una donna, un’italiana che per due anni ha vissuto in Nicaragua. Ma nei quindici giorni di lavoro svolto assieme, il registratore è rimasto acceso all’insaputa dell’ex br anche su avvenimenti, persone e argomenti che Grillo non voleva mettere per iscritto, svelando così inconfessabili segreti. Tutto, inesorabilmente, è confluito in nastri integri e, quindi, in trascrizioni complete, di centinaia di pagine che costituiscono adesso un pesantissimo atto di accusa contro Grillo stesso e i suoi sodali. Repubblica ha ascoltato le registrazioni ed è a conoscenza del contenuto delle trascrizioni.

Il libro non è mai stato scritto, e si è trasformato ora in un fascicolo giudiziario. La donna infatti, una volta resasi conto della gravità delle affermazioni raccolte, al ritorno in Italia ha consegnato la sua testimonianza all’avvocato Palermo, il quale, su incarico della famiglia Mattei, ha avviato un’iniziativa civile non solo contro Lollo, Clavo e Grillo ma anche contro Valerio Morucci, Francesco Piperno, Oreste Scalzone, Lanfranco Pace, Jaroslav Novak e altri. Per alcuni di loro è individuata la partecipazione alla banda armata e il favoreggiamento permanente; in particolare il fatto di aver procurato "armi, esplosivi e documenti falsi".

L’attentato avvenne il 16 aprile 1973, prima dell’alba. Secondo la ricostruzione, l’azione fu decisa per colpire il segretario della sezione Msi di Primavalle. Lollo e Clavo, con Grillo in macchina ad aspettarli, appiccarono il fuoco alla porta dell’abitazione dei Mattei con una tanica di benzina. A rimanere intrappolati, in quella scena orribile immortalata da un notissima fotografia, furono due dei figli - Virgilio, 20 anni, e Stefano, 8 - rimasti bruciati sul terrazzo mentre tentavano di salvarsi dal rogo. Lollo venne subito arrestato. Gli altri furono "coperti" da Potere Operaio, e sparirono all’estero. I tre furono condannati a 18 anni per incendio doloso e omicidio colposo.

Nei nastri Grillo accenna a Paola Pitagora come alla persona che lo accompagnò nella sua fuga in treno da Roma a Milano. L’attrice ieri ha smentito decisamente ("di Grillo conosco solo il comico. Ho la querela facile e questa persona non l’ho mai vista. Primavalle fu una pagina grave e vergognosa di questo paese"). Oggi, 33 anni dopo, quelle condanne sono cadute in prescrizione. Ma il tenore delle novità emerse rischia di riaprire completamente il caso e di consentire l’integrale risarcimento per le vittime del terrorismo. La prima udienza del nuovo processo si terrà già a fine dicembre.

http://www.repubblica.it/2006/10/se...

Messaggi

  • Per dovere di informazione mi sembra giusto segnalare il fatto che circola da due giorni, in vari siti, di movimento e non, questa discussione che io linko da Indymedia.

    http://italy.indymedia.org/news/2006/10/1168164.php

    Discussione che, soprattutto in alcuni commenti, il primo in particolare, dice cose che anche io ricordavo ed in parte avevo anche scritto in passato su BellaCiao, cose che in qualche modo confermano - a parte il coinvolgimento del tutto fantasioso dell’ attrice Paola Pitagora - con dovizia di particolari la tesi espressa da Grillo.

    Quindi stavolta - è la prima volta che mi capita in tanti anni - in parte devo dissentire da Oreste.

    Il quale ha però pienamente ragione quando dice che quanto dichiarato da Grillo smentisce definitivamente ogni coinvolgimento diretto di Potere Operaio nella vicenda.

    Se non l’aiuto dato a Grillo e Clavo nella fuga all’estero che Oreste ed altri avevano peraltro ampiamente ammesso in tempi non sospetti .

    Interessantissimo, nella stessa discussione, anche l’esame della dinamica dell’attentato Mattei, peraltro identico a quanto stabilito dalle sentenze della magistratura romana, ma sul quale spesso, da destra, si specula strumentalmente.

    Keoma

    • ancora da Indymedia Italia

      ma quale "potente" ?
      by Aldo Saturday, Oct. 21, 2006 at 7:35 PM mail:

      Beh, francamente sostenere che Roberto Gabriele sia oggi "un personaggio potente" come dice Grillo mi pare una stronzata.
      Era stato un leaderino del 68 romano, responsabile del servizio d’ordine ai mitici scontri di Valle Giulia ( ne parla proprio Scalzone in un suo libro).
      Poi, dopo l’esperienza simil-brigatista - credo tranquillamente ammessa coi giudici già oltre venti anni fa - naufragata sul nascere ( se il reato è prescritto per Lollo ecc. figuriamoci per lui che non ha partecipato direttamente ad una cosa che comunque, come stabilito dalle sentenze, fu del tutto preterintenzionale e quindi senza alcuna volontà omicida premeditata), si è buttato in esperienze di quartiere, soprattutto nei quartieri di Roma Sud ( occupazioni di case, autoriduzione delle bollette ), ha fondato Radio Proletaria ( ora Radio Città Aperta ) ed è stato anche un ottimo sindacalista dei lavoratori dell’ INPS, prima nella Cgil e poi nelle Rdb.
      Da Radio Proletaria fu allontanato nei tardi anni ottanta per le sue posizioni filo-sovietiche e la sua attività attuale nella Fondazione Pasti o in questioni di rapporti tra Italia e Libia ( dicono sia amico personale di Gheddafi ma francamente mi sembra una stronzata) sono indubbiamente lontane da quelle di un "potente".
      Ma bisogna dire che Grillo non stava facendo una testimonianza ma stava semplicemente conversando con una amica ( bella amica !) allo scopo di scrivere successivamente un libro e quindi puo’ essere stato impreciso o semplicemente avere millantato un pò credito.
      Sull’attrice poi si è chiaramente confuso, non era Paola Pitagora ma Carla Gravina, all’epoca moglie di Gian Maria Volontè.
      Il quale, pur essendo allora consigliere provinciale del Pci, è sempre stato strettamente legato a Potere Operaio ed in particolare a Scalzone, suo amico di infanzia.
      Nel 1980 sarà lui a portarlo in Francia, dove tuttora è rifugiato, con la sua barca a vela dalla Sardegna, mentre Scalzone era in libertà vigilata per problemi di salute a causa delle imputazioni nel processo "7 Aprile".

  • IL DIRITTO ALLA VERITà di Paola Pitagora

    Cari amici e amiche, che da tempo avete la bontà di seguire il mio lavoro, vi chiedo un po’ di attenzione.
    Ricorre in questi giorni l’anniversario di un evento tragico che ha sconvolto Roma, la mia città, diversi anni fa. Parlo del rogo di Primavalle, un fatto criminale che causò la morte di due giovani, i fratelli Mattei, il più piccolo aveva nove anni.
    Era il 1974, un anno terribile preceduto e seguito da anni di fortissime tensioni politiche. Furono condannati per l’attentato, tre militanti di Potere Operaio, uno di loro, Manlio Grillo, è tutt’ora latitante in Nicaragua.
    Il 19 ottobre 2006 sul quotidiano la Repubblica, appare una dichiarazione del Grillo secondo cui io lo avrei ‘scortato’ in una fuga verso Milano su di un treno che dopo il delitto, lo avrebbe condotto all’estero.
    Esterrefatta e indignata per questa menzogna, non mi sono limitata a smentire, non avendo mai nella mia vita neanche conosciuto Manlio Grillo e i suoi: ho querelato per calunnia. Intuivo che una semplice smentita non sarebbe stata sufficiente a fugare ogni dubbio, e infatti puntualmente mi sono ritrovata citata e insultata in blog fantasiosi gestiti da gruppuscoli dell’estrema destra. La causa penale è tutt’ora in corso.
    C’è però un fatto nuovo. Un anno fa, nel 2008, preceduta da telefonate anonime, è arrivata nello studio legale che mi assiste, l’avvocata Cristina Cialdini, una cassetta dal Nicaragua. In questa cassetta, è registrata una lunga e dettagliata dichiarazione di Manlio Grillo che spiega il perché, e da chi è nata l’idea di inserire il mio nome in quella brutta storia.
    Si conferma l’idea iniziale: è stato architettato un falso scoop per rendere un libro autobiografico, commercialmente più appetibile. Non so i motivi che hanno portato il Grillo a ritrattare in modo esplicito, certo non ragioni umanitarie verso la sottoscritta, piuttosto forse una delusione per la mancata riuscita del libro, o una resa dei conti nei confronti della sua ispiratrice. E’ un dettaglio che non m’interessa: FINALMENTE UNA VERITA’ – ho pensato.
    Il documento è stato trasmesso al magistrato, e in seguito attraverso il mio legale, ho chiesto al quotidiano ‘la Repubblica, che aveva dato eco alla diffamazione, di dare il dovuto risalto alle nuove dichiarazioni di Grillo.
    NESSUNA RISPOSTA - Evidentemente è più facile sbattere in prima pagina ‘la fiancheggiatrice’ – La smentita di un’ ordinaria calunnia, fatta dallo stesso calunniatore, non interessa nessuno.
    TRANNE ME NATURALMENTE.
    Mi è pesato e mi pesa tanto, che ancora un ombra del più piccolo dubbio possa sfiorare il mio coinvolgimento anche marginale, in merito a una vicenda, quel delitto di Primavalle, che ha colpito profondamente le coscienze, mia e di molti cittadini. Perché solo ora pubblico questa nuova dichiarazione sul blog e sul sito? perché nella mia protratta ingenuità, speravo che l’organo di stampa che aveva prontamente dato eco ai deliri del sig. Grillo e della sua amica, assumesse riguardo agli sviluppi della vicenda, un atteggiamento meno pilatesco. Così non è stato, purtroppo.

    PAOLA PITAGORA

    SEGUE LA TRASCRIZIONE DELLA DICHIARAZIONE SPONTANEA DI MANLIO GRILLO -

    Sono Manlio Grillo e vivo in Managua.
    Sono nazionalizzato nicaguarense dal 1990.
    Solange Manfredi ha ingannato e distolto volutamente il senso dell’intervista del libro manipolando il registratore
    per suoi propri interessi.
    Non ho mai fatto il nome di Paola Pitagora come nostra complice ,nel senso che vuol far credere Solange per appagare
    la sua sete di protagonismo.
    Il nome di Paola Pitagora esce per una manipolazione del registratore da parte di Solange ,per pura coincidenza il nome
    di lotta di una certa persona che era appunto "Paola" ,che manipolato da Solange Manfredi,diventa Paola Pitagora ,
    Questo si spiega nella registrazione che però Solange omette volutamente ,registrando e non registrando quello che le faceva più comodo, in un attimo di pausa e di ironia che avrebbe dovuto essere fuori campo.
    Quando mi chiede come si chiama la persona che mi ha accompagnato in treno,io rispondo "Paola" e lei mi dice - facendomi vedere che aveva spento il registratore- "Ah" -sorridendo- " Paola? come Paola Pitagora l’attrice? " le rispondo : "Sì Paola Pitagora " sorridendo anch’io e chiedendole se stava scherzando e poi..continuamente a parlare e scherzare su quella battuta e ripetendo il nome di Paola Pitagora e lì sicuramente si incrociò l’intervista vera con quella manipolata,anche perchè credevo che il registratore fosse spento.
    Solange ha approfittato di quelle battute e registrato ,tenendo il registratore sotto la scrivania,quello che le faceva comodo ,facendo sì apparire il nome di Paola Pitagora come la stessa Paola che mi accompagnava sul treno; quando le chiedo :"Non hai mica messo davvero la Pitagora?Quell’attrice non c’entra niente con questa storia" lei risponde :" No non preoccuparti che non è stata registrata e comunque un po di balle fanno bene ai libri,li rendono più interessanti e più facili da vendere".
    Le ho ripetuto se era sicura, e lei mi ha risposto che non era stata registrata quella parte.Sicuramente era tutto premeditato, visto che della Paola che mi accompagnò sul treno ne parlammo già in altre occasioni . Noi le registrazioni le preparavamo fuori microfono e di Paola se ne era parlato da giorni, l’accordo era che quando si parlava di cose non certe o di ipotesi lei spegnesse il registratore e si cercasse con il suo aiuto di ricordare i fatti come avvennero veramente ; sono passati trent’anni e bisognava riflettere e ricordare prima di registrare.
    A volte si pensava a voce alta per confrontare le idee e non nascondo un pò di superficialità nelle mie dichiarazioni, c’è stata anche perchè suggestionato da Solange ,della quale all’inizio avevo una grande stima ,la quale mi pulsava quasi forzatamente la veste superficiale ,sembrava quasi che le interessassero solamente le frasi ad effetto trascurando i dettagli .
    Io le chiesi di spegnere il registratore diverse volte per non mischiare il vero con la fantasia ,come con la Pitagora , e non mescolare stupidaggini che non c’entravano niente, sicuramente tutto questo era premeditato.
    Solange ha avuto il tempo di elaborare un piano approfittando di questa omonimia per manipolare la registrazione e l’intervista affinchè sembrasse che la Pitagora fosse la stessa Paola che mi accompagnò quel giorno ,il quale nome avrebbe sicuramente aumentato la tiratura del libro ed eventualmente chiamato l’attenzione della magistratura.
    Solange Manfredi ha ingannato me ma soprattutto la magistratura, con una balla colossale ha manipolato i controlli del registratore
    per rendere più interessante il libro affinchè qualcuno lo pubblicasse .
    Solange Manfredi è una persona con grossi problemi psicologici ; suo amico di famiglia Paolo Bosio,buonanima,conosciuto da Solange e suo fratello fin dai tempi di "Gioventù d’Italia" a Torino ed assiduamente frequentato qui in Managua nel suo ristorante "La Magica Roma", ha raccontato che Solange è stata ricoverata, in tempi passati in una clinica di Torino ,per problemi mentali ,crisi depressive,anoressia e mania di persecuzione. Non mi stupirei che fosse vero visto il comportamento anormale che Solange aveva qui in Managua.
    Paolo Bosio era, è morto l’anno scorso ,proprietario del ristorante "La Magica Roma" .
    La paladina della giustizia Solange, che vuol far credere che è moralmente ineccepibile, omette di dire con che tipo di persone è venuta in Nicaragua e quali sono i suoi scopi. Solange viene in Nicaragua con uno strano personaggio di nome Manlio,finanziario siciliano che operava nella finanza milanese e che trascina con sè grossi problemi di cocaina,al punto tale che muore di overdose un anno dopo circa in Granada in Nicaragua.
    Solange ha sostenuto davanti a testimoni che Manlio,nome mio omonimo,l’ultimo anno in Italia si è tirato più di un miliardo di lire in cocaina , bei colleghi aveva in Italia.
    Proprio loro due mi contattano per aprire una spaghetteria e comprare un locale "La Piazzetta" che avrebbero pagato circa 200 mila dollari,il locale che non valeva quasi niente, che però a loro interessava e che di soldi ne avevano tanti ,certo è che Solange ha vissuto in Nicaragua non da poverella ,visto che conduceva una vita da miliardaria ,villa con piscina nella zona Vip ,jeep milionaria Suburban, che qui costava circa 150 mila dollari ,non le dico di viaggi lo stesso anno in Italia e pagò dei debiti al suo amico Paolo Bosio.
    Paolo Bosio mi diceva che se tutto andava bene i suoi problemi economici erano finiti ,erano arrivati dei suoi amici dall’Italia che avrebbero investito dei milioni nel paese e che il capo di tutti era una certa Solange ,imparentata con i Valletta, e per ragioni di sicurezza bisognava tacere. Il locale dove ci riunivamo per il libro era il locale dove Solange era socia ,non era un locale qualunque, era la "Casa del Pomodoro" ,del quale lei era proprietaria per circa il 50 % .
    Paolo ripetutamente mi disse che Solange era un po malata di cervello però bisognava tenerla buona perchè lei controllava i soldi di tutti ,più di un milione di dollari in contanti .
    Chi mi propose di fare il libro è stata lei ,io non mi sarei mai sognato di pubblicare un libro.
    Solange sostiene che decise di non fare più il libro perchè si accese in lei il sacro fuoco della giustizia,un grande gesto di stakanovismo patriottico, a discapito della Paola Pitagora e sfruttando la vicenda Mattei ,balle.
    Laura ( Solange) fa un viaggio in Italia per parlare con l’editore che aveva conosciuto per intermezzo,così mi disse, a proposito del nostro libro o meglio del suo, quando ritorna dal suo viaggio Solange dice :"Ho conosciuto un editore che è anche un importante avvocato di Roma-Viterbo,non ricordo più bene, ci aiuterà a pubblicare il libro con i suoi contatti e mi ha offerto di collaborare nel suo studio".
    In Managua andava in giro dicendo che la inseguivano agenti segreti che entravano di notte in casa sua ,di avvelenamenti di cani , bigliettini di morte lasciati sulla sua macchina ,sabotaggio ai freni della sua Suburban,computer sotto controllo,telefonini spiati, tutto frutto della sua mente bacata.
    C’erano giorni in cui aveva tremende crisi depressive ed andava in giro come uno zombie ,con lo sguardo fisso a terra e schivava tutti,sosteneva persino che suo padre è stato ammazzato dai medici, che lo avevano in cura a Torino, per ordine della mafia.
    Ho finito qui la mia dichiarazione .
    P.S : Qui in Managua viveva sotto falso nome e si presentava come Laura Martini.
    Continuo la mia dichiarazione aggiungendo dei particolari che mi vengono adesso in mente.
    Solange Manfredi si è presentata con un importante giornalista ed avvocato dicendomi che era dovuta fuggire dall’Italia ,abbandonare la professione di avvocato in uno studio importante su ordine di un magistrato perchè la mafia la voleva ammazzare per certe indagini che la magistratura stava facendo su certi conti svizzeri riguardanti suo padre,che secondo lei non era altro che il cassiere della mafia.
    Solange andava in giro dicendo che tutti erano delinquenti e che le rubavano soldi quando era lei che li regalava ,anche a me ha regalato dei soldi , e che solo lei era una brava persona.
    Le brave persone non fanno società con tossicodipendenti .
    Le brave persone non sfruttano i dolori altrui per trarne profitti personali.
    Le brave persone non inventano nomi importanti di attrici per dar risalto al proprio libro o appagare la propria sete di giustizia fai da te,anche perchè quest’ulitma non ti compete ma semmai è compito della magistratura .
    Alcune persone conoscono le paranoie di Solange , a tutti raccontava storie di massoneria,mafia ed agenti segreti ed è una vergogna che certi giornali ,come "La Repubblica" , abbiano potuto pubblicare certe accuse senza accertarne prima la veridicità e la provenienza.
    L’abitudine di denunciare la gente senza prove , inventandosi gran parte di esse,l’aveva anche in Managua.
    La sua paranoia era tale che si è inventata anche una denuncia all’ambasciata d’Italia,vedi il problema passaporto.
    Ha fatto una denuncia senza nessuna prova concreta soltanto per sentito dire che all’ambasciata d’Italia c’era stata una sparizione di passaporti .
    Niente di più falso ,i passaporti non erano spariti ma semplicemente si erano fatti errori di trascrizione di dati e come tali erano stati annullati.
    Normalmente in questo paese dove tutti hanno 300 nomi nessuno se ne ricorda uno correttamente.
    Ovviamente nello scandalo ci sono andati di mezzo funzionari integerrimi con traiettorie impeccabili-trentennali che non c’entravano niente,tutte balle, come il nome di Paola Pitagora.

    Accludo a questa lettera testimonianza una mia foto datata 18/05/2008 ore 16:46.