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ROMAFESTACINEMA: VOGLIA DI STUPIRE

mercoledì 27 settembre 2006

di Enrico Campofreda

"Roma e Venezia si danno la mano" parola di Veltroni dal palco e in platea Croff annuisce. Alla presentazione della Festa Internazionale di Roma in programma dal 13 al 21 ottobre si celebra la pace fra le città del cinema e le polemiche del mese scorso d’incanto scolorano. "Il cinema è nel dna delle due città e le rassegne possono coesistere senza timore di concorrenza alcuna - dice Veltroni - anzi aumenteranno il prestigio e l’economia nazionali".

Presentazione in pompa magna, pienone all’Auditorium - che sarà il cuore pulsante della manifestazione insieme a 36 sale cittadine - e sfoggio di novità. Un logo stilizzato a metà fra gli schizzi di da Vinci e Mirò, il premio che sarà un Marc’Aurelio d’oro in tre versioni secche: per il miglior film e i migliori interpreti maschile e femminile.

Quasi 100 pellicole divise fra le sezioni Extra, Anteprime, Eventi speciali, New Cinema Network Europa, Retrospettive, di cui 36 in concorso con 24 opere prime. Grandi nomi della regia da Scorzese a Lasse Hallstrőm ma anche giovani come la francese Corsini e il consolidato Guediguian e venti donne che firmano le opere dietro la cinepresa. Un record senza precedenti.

Poi le star naturalmente. Nicole Kidman per “Fur”, Monica Bellucci per “Le concile de Pierre” e “N”, Golino per “A casa nostra”, Johansson per “The prestige”. E ancora Richard Gere con “The Hoax”, Di Caprio con “The departed”. Quindi uno dei miti del machismo di celluloide, Sean Connery, che dopo ogni riproposizione di sue pellicole incontrerà il pubblico e discuterà. Nell’altra retrospettiva dedicata all’Actor’s Studio è prevista la presenza di Harvey Keitel.

Uummmh, niente male per un esordio. Infatti gli organizzatori accarezzano la neocreatura e ci credono moltissimo. “Sarà una festa per l’intera città” dicono in coro e c’è da prestargli fede in base alle consolidate esperienze di diffusione di eventi culturali proposte da anni dalla giunta Veltroni che con “La notte bianca” e la programmazione della Fondazione “Musica per Roma” fa dell’organizzazione della cultura un soggetto portante della propria amministrazione. Con un continuo richiamo a investire sugli eventi culturali come momento fruibile e godibile della spettacolarità ma anche creando strutture adeguate (l’Auditorium, Case del cinema, letteratura, jazz) che s’occupano permanentemente della formazione di pubblico e giovani artisti. C’è poi l’effetto volano per l’economia sottolineato da politici (oltre a Veltroni, appena reso superSindaco dal Governo, c’erano anche i presidenti di Regione e Provincia) dal presidente della Camera di Commercio e da grandi sponsor come la BNL. Con tali eventi il turismo a Roma è aumentato del 25%, un pellegrinaggio laico continuo che non attende i cinque lustri dell’Anno santo.

Per questa prima della Festa cinematografica verrà investita l’intera città, con sale a disposizione del pubblico dal centro alla periferia. E proprio al nuovo pubblico, ai giovani s’è pensato in continuazione inserendoli addirittura nella giuria popolare coordinata da Ettore Scola.
Mentre in tanti festeggeranno e altri avranno occhi puntati su star e passerelle e tutti godranno del valore del buon cinema, ci sarà la fitta schiera dell’informazione intenta a lavorare. In simili circostanze barcamenarsi fra sale di proiezioni, sale stampa e di conferenza, postazioni, luoghi deputati agli incontri l’impresa diventa difficiletta. Nemico giurato il traffico cittadino. L’ha fatto notare l’accorato appello di qualche collega che ha rivolto al palco un grido d’allarme “Aiutateci a lavorare”. Ottimismo fra gli organizzatori: sarà posta la massima attenzione alle esigenze e tutto andrà per il meglio.
Sperèm.