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Ripetersi è lento, Benigni è rock

venerdì 28 ottobre 2005

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di Fulvia Leopardi

Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Rock Politik di Adriano Celentano cerca di cambiare forma, ma il prodotto finale è quello che è.

Adriano parte sempre parlando pseudo spagnolo, io che lo spagnolo lo mastico non ho ancora capito se lo fa apposta o parla spagnolo come l’italiano (vedi più sotto). La coreografia fa molto “nato ai bordi di periferia”, forse per “anticipare” Ramazzotti come ospite. Quelli che gli stanno intorno invece mi sembrano cinquanta personaggi “in cerca d’autore”, se la faccia da “ma che cacchio ci faccio io qua?!” è solamente una recita, beh abbiamo dei nuovi Carmelo Bene.

Apre con il monologo lento - rock, cose allucinanti tipo “L’ape è rock, il miele è lento, la rana è rock lo stagno è lento”, fino ad arrivare a “respirare è lento”, che sì, sarà pure lento, ma se non respirassi non potresti scrivere e dire cazzate simili. Qualcuno gliel’ha detto ad Adriano che RIPETERSI E’ LENTO??? Tra l’altro quella musichetta ti fa venire voglia di uscire e strangolare il primo che incontri.

Il Papa è hard rock (tipo Marylin Manson?), aspettare è rock (allora io son rock, visto che con Lisa sto sempre ad aspettare); le verdure cotte e il puré son cibi lenti.
Nonostante la laurea in comunicazione, un sasso è molto più vivo di Valentino Rossi (tra l’altro il regista incompetente che inquadra sempre il gobbo ha lasciato anche aperto l’auricolare, sicché si sente Rossi che dice “Entro adesso”?)

Notare Celentano che, con ben due auricolari, dice che è difficile tenere a mente le cose...

Dopo due ore di pippone (videoclip-blob con dichiarazioni di politici e spezzoni di filmati, tra cui quello di Raimondo Vianello che qualche anno fa invitava dagli schermi di Canale 5 di voler votare per Berlusconi - con Antonella Elia che dice: allora voto anche io visto che non ho idee politiche e a qualcuno mi dovrò aggregare - e Gianfranco Fini che dai banchi della Camera se la prende con Bossi dopo la caduta del primo governo Berlusconi nel 1994. Poi immagini di Prodi che parla del suo lavoro all’Iri e dello stesso Berlusconi furioso, nel 1995, per l’avviso di garanzia ricevuto pochi mesi prima a Napoli durante il vertice internazionale sulla criminalità), arriva il monologo di Celentano (stavolta munito di bicchiere, non come la settimana scorsa che dovette chiamare un assistente per un po’ d’acqua).

A parte la castroneria sulla “comparizione” - ok che i testi te li scrivi da solo, ma un vocabolario no? - Celentano afferma che gli uomini non vengono ricordati per i loro “strani monumenti” (riferimento indiretto al ponte di Messina?), e poi tra grattacieli di 500 piani e la casetta di campagna, Celentano ha detto: «I grattacieli sono l’arroganza del potere, la ricchezza sbattuta in faccia ai poveri che vivono nei palazzoniche i mandanti della Democrazia Cristiana hanno costruito per i comunisti che si accontentano, pur di avere dei voti in più». Ora, io non ho capito, ma se lui è partito parlando dell’America e delle Torri Gemelle, che c’azzecca la Dc ? Notare poi come Celentano non sappia dire scomparsa, ma sappia mettere insieme frasi del tipo «Moderno è colui cehe come lo scalatore della montagna NELL’INTENDIMENTO di salire..»

Pubblicità, e poi musica e battimani per due ore..chissà chi arriva...BENIGNI. Mentre salutava il pubblico una voce ricordava che si era a Rock Politik, ed in effetti sì: Benigni ha monopolizzato la scena (grande, grandissimo: mi son morta dalle risate).
Arriva Ramazzotti, con l’aria da duro..cantano insieme “Il ragazzo della via Gluck”, solo che nel finale Celentano se ne va per fatti suoi («Il telepredicatore di destra, o di sinistra? Chissa, chissà, chissà come finirà...») e Ramazzotti che abbassa il microfono e alza le mani come a voler dire “Chi, io? E che c’azzecco?”).

Tra l’altro come nella prima puntata, si studiassero meglio le battute dei dialoghi, che sembrano le conversazioni nei salotti del ‘700. Luisa Ranieri non sa neanche il nome della band che deve annunciare, ma dopo un mezzo spogliarello come quello con Benigni, beh: credo che la gente le perdoni questo ed altro.

Finale (poi non capisco a che serve la pubblicità se poi c’è solo la sigla): solita canzone (“Ancora vivo”) e solite immagini trash = ?

A volte reperita iuvant: a Rock Politik, sinceramente, repetita stufant.

Rock Politik prima puntata

http://absinthlacasinista.splinder.com/post/6133235

Messaggi

  • assolutamente in accordo con quasi tutto quello che hai scritto. Benigni non è un artista, è assolutamente qualcosa di più, con saggia ironia, intelligenza e ricchezza di vocaboli e cultura (credo) a saputo dire in 5 minuti tutto quello che quel moscio di celentano ha provato a comunicare in due pessime puntate. ma non ti è venuto da pensare che forse lo hanno fatto proprio per questo????? una trasmissione in cui si dà (così dicono) assoluta libertà ad un comunista di una settimana e che dice tutte quelle cazz.... era chiaro che avrebbe suscitato un gran polverone, mi sa tanto di spettacolo al circo massimo o al colosseo, mandato in onda tra l’approvazione della riforma moratti e la finanziaria scivolate in terza pagina dei giornali perche in prima pagina c’è quel comunista del rinato gesù celentano!!!!!!!!! io che sono, o meglio, mi sento di sinistra non ci sto, non lo voglio tra le mie fila, cosa c’entra gesù con i diritti terreni??? e se fossi religiosa mi incazz.. che c’entra gesù sulla batteria. cos’ha di negativo la musica lenta. credo che la musica sia musica di destra o di sinistra lo diceva anche GABER prima di lui e lui era un "ganzo" come si dice da noi
    grazie
    cinzia goracci valdichiana

  • ...Sinceamnete non sono in accordo con voi!!!
    Ho visto anche io Rock politic ieri sera (e ora mi dispiace di non aver visto la prima puntata). Credo che Celentano dica semplicemnte quello che pensa...perchè impedirglielo, e non è giusto scrivere che dice (quindi pensa) cazzate! Fra l’altro criticare il regista per errori come inquadrare il gobbo o lasciare aperto l’auricolare di Valentino Rossi mi sembra veramente come attaccarsi a delle banalità...a me non ha creato alcun problema vedere un pezzo di carta o sentire V. Rossi che chiede quando deve entrare (fra l’altro lo trovo molto simpatico). Ok, il programma non vi è piaciuto, potevate cambiare canale o uscire, io faccio così per non vedere i soliti "la talpa" oppure "l’isola" e così via!!
    Il programma mi è piaciuto, Celentano mi è piaciuto e Benigni si è confermato il grande artista che è...Si, anche giovedì prossimo rimarrò a casa per guardarlo!!
    Ciao Mariangela

    • Non mi sono attaccata alla banalità: lo show di celentano non mi è piaciuto, e l’ho detto. Non ho capito l’accostamento (per non dire sermone delirante) GRATTACIELI, AMERICA, DC, COMUNISTI (in america c’è la DC?).
      Il fatto del microfono aperto è riportato per onore di cronaca, e un registra bravo non inquadrerebbe mai il gobbo (è una delle poche trasmissioni dove tra l’altro l’ho visto inquadrato, tutti leggono, ma almeno i registi non inquadrano).
      Non guardo La talpa e neanche l’isola dei famosi. Se Celentano (grande cantante, un po’ meno grande pensatore) ha il diritto di dire quello che pensa, allora ce l’ho pure io di criticare Celentano (surclassato da Benigni, quando erano insieme)
      FulviaLeopardi

      Ps: grazie per la citazione :)

    • Adriano si fa voce di "chi non ha voce".
      Io condivido il modo di fare TV di Adriano Celentano.
      Dico solo una cosa GRAZIE ADRIANO CHE ESISTI.

    • Io non ho voce, e sinceramente preferirei una voce un po’ meno confusionaria che mi si facesse portavoce :) ognuno ha le sue opinioni. Lo show in sé non è male, anzi: da vedere. Però ci sono alcune cose che non mi piacciono.
      E’ un’opinione

    • La mia risposta al tua articolo non voleva essere un attacco a te...scusa se l’hai interpretata male, si vede che non mi sono spiegata bene!
      Non volevo assolutamente intendere che Celentano ha il diritto di parlare e tu no, ognuno può dire, anzi secondo me deve dire la sua (in fondo l’ho fatto anche io). Volevo semplicemente farti notare che non è giusto dire che Celentano dice "cazzate", anche perchè quelle "cazzate" sono piaciute a molti, avrei preferito, o meglio, accettato di più se tu avessi detto che "non ti piace" o che "non sei d’accordo" oppure che "non ti piace il modo in cui parla" Celentano.Hai dato per corretta una cosa che pensi tu, e non hai pensato che altri magari non la vedono come te, e queste persone si sarebbero sentite toccate dal tuo discorso, non mi ha dato fastidio cosa hai detto, ma il modo in cui l’hai detto.
      Comunque sono sicura che non guardi "la talpa" o "l’isola dei famosi"...e via dicendo....
      Ciao Mariangela

  • E’ singolare che l’articolo sia stato scritto da una donna e i commenti sono al femminile, compreso il mio. Dall’osservatorio piccolo e provinciale del mio paese, posso dire che stamattina giovani e vecchie, per strada nei negozi, parlavano di questa serata. Parlavano, capisci?Ognuno si è sentito libero, libero di ridere, di commuoversi, di indignarsi, di passare ad altro, Benigni ha invaso...le critiche le lascio ai fini e meno fini commentatori della stampa, a me di solito non basta poco, tantopiù che la televisione la guardo raramente e non per atteggiamento ma perchè fremo a stare seduta e a non poter rispondere, agire. Celentano è stato a lungo zitto e compiaciuto, è stato un padrone di casa molto ospitale, ha introdotto nella sua "casa della libertà" la creatività alta magica di Benigni.Riconosce all’altro quello che lui non ha e non sa, e oggi non è poca cosa. Questo mi basta per un sacco di tempo. Poi viene la musica, le coreografie, la scena gli ammiccamenti, non importa. Una liberazione collettiva, io ho riso come da tanto tempo non facevo, ho ricordato la stupenda coppia Totò De Filippo, la lettera dettata dal grande De Curtis. Non c’era la moria delle vacche, ma c’era tanto altro. Indimenticabile e spero non ripetibile presto. Deve rimanere così una serata apparentemente come tante , in cui invece quasi tredicimilioni di italiani hanno pensato, riso e sperato.Anche questo:non è poca cosa
    Doriana

    • E’ un’ottima cosa che la gente ne parli, e che la gente guardi Adriano piuttosto che talpe e famosi.
      Ciò non toglie che sia un programma di cui Benigni ha mostrato le pecche. A me è piaciuto molto di più mezz’ora di Roberto che non 4 di Celentano. Una satira scorrevole, piacevole a sentirsi, non oscura. Qualcuno ha capito perché dietro Prodi e Berlusconi andavano anche le immagini dell’arresto di Axl Rose (credo fosse lui, comunque uno dei Guns’n’Roses? Sinceramente io no.

    • Benigni e’ un grande, Celentano e’ un ’passato’. Se agli italiani piace, sara’ perche’ sono ’passati’ anche loro.
      Tante cose non si riescono neanche a capire: le foto che scorrono dietro, certi discorsi come quelli dei grattacieli piu’ America piu’ comunisti piu’ dc (?), la bruttezza delle coreografie, la malgrazia delle ballerine, la sprecisione dei mezzi tecnici. La prima puntata l’ho guardata distrattamente facendo altre cose, e solo perche’ la tv era rimasta accesa, la seconda mi e’ sembrata una gran noia, tagliando fuori lo splendido Benigni da antologia (avrei tagliato prima di Socrate, pero’, troppo lungo), la terza credo che cambiero’ canale. Il fatto che questo popolo si elettrizzi tanto per uno spettacolo televisivo e sia tanto freddo sulla fecondazione assistita o la Cirielli da’ il grado del degrado. Questo non e’ un paese, e’ un teatrino dei pupi. San Remo e Celentano, oltre: il deserto.
      viviana

    • A parte ovviamente la grandezza incommensurabile di Benigni ( che mi ha fatto venire in mente non solo Toto’ e Peppino ma anche Charlie Chaplin ), vorrei fare qualche riflessione su Adriano.

      Scusate il paragone un po’ irriverente verso quella che viene considerata la politica con la P maiuscola, ma Celentano mi e’parso un po’ come le "primarie" del 16 ottobre.

      Una cosa sicuramente un po’ contraddittoria, sia le "primarie" che Celentano e il suo "audience".

      Entrambe le cose contengono sicuramente anche sentimenti "altri da noi".

      Ma ognuna delle due contengono soprattutto un ormai insanabile ed irriducibile antagonismo a questo governo e al codiddetto "berlusconismo" piu’ in generale, che ha in parte contaminato anche buona parte dell’ opposizione istituzionale.

      Mi sembra francamente puerile, dall’ alto di un improbabile "politically correct" di sinistra o di un ideologismo politicista, sputare sopra sia alle "primarie" sia a RockPolitik.

      Altrettanto francamente certi atteggiamenti mi sembrano un tantino snobistici, da "puzzetta" sotto al naso.

      Ho visto atteggiamenti simili persino rispetto al nuovo, formidabile, movimento studentesco.

      Possibile che i fenomeni di massa positivi, le "moltitudini" vere e non virtuali, finiscano per terrorizzare anche tanti compagnucci "tutti di un pezzo" ?

      E’ ovvio che tutte le cose "grandi", di massa, sianoo oggettivamente un po’ contraddittorie, e’ del tutto inevitabile nella logica dei grandi numeri.

      Ed e’ altrettanto ovvio che scavalchino, bypassino certezze assolute, ideologiche e politiciste.

      Ma chi veramente vuole realizzare "un altro mondo possibile" dovrebbe essere contento di certi salutari "terremoti" politici e sociali, non fargli l’ analisi del sangue per esorcizzarli.

      Keoma

    • Senza dimettersi,come ha fatto Santoro,a leggere Travaglio,pare che Berlusconi vorrà fare una scorribanda nel programma di Celentano.
      Fine dello spasso
      E non credo che,senza Benigni,Celentano contrasterà il genio di berlusconi di ribaltare a suo profitto un’Italia da lui fatta a pezzi.Riuscirà a fare credere che sono gli altri i barbari ,e non lui,che hanno ridotto l’Italia in queste condizioni?

      ""Bellachiompolitik

      di Marco Travaglio

      da “l’Unità” del 27 ottobre 2005

      Allora è deciso: anche Silvio Berlusconi sarà ospite di Adriano Celentano a Rockpolitik. Non si sa ancora in quale puntata, se in quella di stasera o in quelle delle due prossime settimane, ma ci sarà. E’ tutto deciso, come dimostra la bozza di sceneggiatura che siamo riusciti fortunosamente a procurarci e che qui anticipiamo in esclusiva, prima che finisca anche quella nel prossimo libro di Vespa.

      Il noto intrattenitore brianzolo sarà ovviamente l’unico ospite della puntata, come a Porta a Porta, non essendosi trovato nessuno alla sua altezza: Pupo è impegnato con Affari Tuoi, Lauzi e Dalla in tournèe, don Lurio prematuramente scomparso. Sarà dunque il settantenne ragazzo della Via dell’Anima ad aprire e chiudere la trasmissione. Celentano ha ottenuto di conservare una piccola parte, per non dare ombra alla spalla del premier, Mariano Apicella, e alle due coriste di Arcore: Bondi e Cicchitto, una via di mezzo fra il Duo Fasano e le gemelle Nete. Altro particolare importante: Berlusconi sarà rigorosamente vestito da Berlusconi. Per creare l’effetto sorpresa si erano inizialmente ipotizzati vari travestimenti tipo Crozza, ma dopo le prove si è concluso che è più ridicolo al naturale.

      Molto atteso il duetto con Celentano. Il Molleggiato. dopo aver ceduto il microfono al Liftato, stavolta cederà a Bellachioma il titolo di “re degli ignoranti”: a lui non era mai venuto in mente che il fratello di Romolo si chiamasse Remolo e che il padre dei fratelli Cervi fosse ancora vivo. Seguirà fra i due, una gara a chi ha il tacco più alto: vinceranno gli stivaletti bianchi del cantante di Milano o i trampoli con rialzo interno modello G-8 dello statista di Milanello? Altra gara: la conta dei capelli rimasti dove Adriano parte svantaggiato per mancanza di trapianto. A quel punto inizierà la parte seria del programma. Un lungo speciale sulla mafia, che - com’è noto - è sempre nei pensieri del Cavaliere, fin dai tempi in cui assunse un mafioso travestito da stalliere e un altro travestito da manager. Anche Celentano. l’anno scorso, soccorrendo Tony Renis nel suo boccheggiante Festival di Sanremo, dichiarò fra il serio e il faceto: “Chi non ha amici criminali? Da quel momento Bellachioma - che in una sola vita è riuscito a frequentare Mangano, Dell’Utri, Previti, Gelli, Craxi, Carboni, Berruti e altri noti galantuomini, compresi un paio di parenti pregiudicati e se medesimo - provò per lui un’istintiva simpatia. Tant’è che non si esclude che quella frase diventi uno slogan per la sua prossima campagna elettorale. Dopo “Città più sicure”, un bel 6 per 3 con la scritta “Chi non ha amici criminali? “ e il suo bel visino rifatto potrebbe dare la svolta. Attirando parecchi voti, soprattutto in certe zone d’Italia.

      Prima di ritirarsi, Celentano mostrerà alcune delle migliori performances del cabarettista di Palazzo Chigi nelle sue tournèe nazionali e internazionali: dopo il diktat bulgaro a Sofia, gli italiani potranno rivedere la bandana in Sardegna, le corna in Spagna, il dito medio alzato a Bolzano, il kapò a Strasburgo, le “star and strip” in America, il colbacco di pelouche in Siberia, i fondi neri in Svizzera. Insomma, il resto del repertorio.

      Poi entrerà in scena Luisa Ranieri, con la quale l’anziano gagà ha chiesto espressamente di essere lasciato solo. Pare che abbia in mente di ammaestrarla al galateo della Casa della Libertà, quello sfoggiato l’altro giorno in piazza Montecitorio dalla molto onorevole Daniela Santanchè. Un modo come un altro per mostrare l’unica parte del corpo non ancora rifatta: il dito medio. Poi, se la Ranieri mostrerà di apprezzare, l’attempato cascamorto darà fondo alle sue “virtù di playboy”, già sperimentate ultimamente con un’operaia russa e con la presidentessa finlandese che però non hanno gradito. Se anche la Ranieri dovesse reagire male e magari denunciarlo, c ‘è ancora tutto il tempo per depenalizzare le molestie sessuali con un emendamento alla Salvapreviti.

      In chiusura, gran finale. Accompagnato alla chitarra dall’usignuolo personale Apicella e avvolto in una bandiera di Forza Italia, Bellachioma eseguirà la sua canzone preferita: “Azzurro”. Con alcune variazioni sull’originale. La strofa “Cerco un po‘ d’Africa in giardino” proibita dalla legge Bossi-Fini e sgradita a Pera e Fallaci, è abolita. Rimane invece la successiva:’ “Sembra quand’ero all’ oratorio...” Ma con un ritocco sul finale, in omaggio alla ex-Cirielli: “Neanche un Previti da condannar”.
      patrizia

    • iL SILENZIO E’ D’ORO E VALE PIU’ DI MIRIADE DI PAROLE

    • Cara Patrizia e cosa non hai azzeccato con la desrizione di questo articolo???Con un linguaggio cosi’ appropriato,raccontato in modo preciso e scrupoloso,non mi sento che dirti,magari ti capitasse l’occasione di un faccia a faccia con il Bellachioma,o pelatino trapiantato,o meglio ancora,Grande Cavalire.....Da non paragonarlo al Primo Cavaliere,( film piacevole per altro),per l’arroganza di Premier che gia’ lo ha accecato,figuriamoci proporsi anche come ruolo di primo attore!!!Poche righe per esprimerti l’amarezza di uno scenario un po’ squallido,dove il protagonista o l’eletto (ricordiamoci che a oggi,il nostro illustrissimo,pare sia arrivato al Governo per opera dello spirito santo e non per i voti di piu’ di meta’ popolo),è riuscito a vestire i panni di tanti personaggi,un po’ di uno ed un po’ dell’altro....Ma quale sara’ poi,dopo tanto marasma la sua collocazione?Suggerirei in Tunisia,di fianco di cio’ che ne rimane delle fam. Craxi,a versare una lacrima triste e sconsolata (per essere mal riuscito) nei suoi "grandissimi intenti",sulla tomba dell’amatissimo nonche’ amico e garante Bettino....FEDERICA