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Roma - I mapuche contestano Benetton - 6/12/2006

giovedì 7 dicembre 2006

I mapuche contestano Benetton
Le prime uscite di shopping natalizio, al centro di Roma, hanno avuto mercoledì 6 dicembre un fuoriprogramma. Due rappresentanti del popolo indigeno mapuche, Rogelio Fermin e Dina Huincaleo, arrivati dall’Argentina, hanno contestato la multinazionale italiana Benetton, con un’azione davanti al negozio dell’azienda, a Piazza di Spagna. Le foto sono di Simona Granati.

http://www.carta.org/

Roma: indigeni Mapuche protestano contro la Benetton
mercoledì, 06 dicembre, 2006

Terre ancestrali dei Mapuche - da nadir.org
Una delegazione di indigeni Mapuche, popolo nativo della Patagonia Argentina ha manifestato oggi contro la Benetton di fronte ad una delle sue principali filiali, a Piazza di Spagna - informa l’associazione A Sud. Il popolo Mapuche, che vive nella regione della Patagonia, denunciato il gruppo italiano Benetton - proprietario di oltre 900 ettari nel sud dell’Argentina - perchè responsabile dell’espropriazione e dello sfruttamento delle terre indigene.

Il conflitto risale all’ottobre 2002 quando la famiglia mapuche Curiñanco-Nahuelquir, proprietaria di 250 etteri di terra nella provincia di Chubut, 1500 chilometri a sud est di Buenos Aires, venne espulsa dalle proprie terre per volontà della compagnia italiana. In quella zona, è stato dimostrato, sono presenti giacimenti minerari d’oro. La denuncia della famiglia Curiñanco-Nahuelquir si risolse, nel maggio successivo, con una sentenza del tribunale locale che proclamò proprietaria della terra la Compagnia Tierras Sud Argentino, impresa di orgine britannica appartenente al consorzio tessile italiano dal 1991.

In seguito alla sentenza intervenne il premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel. In una lettera pubblicata sul quotidiano La Repubblica, Pérez Esquivel denunciò che la Benetton, come altre grandi imprese straniere presenti nella zona, appropriandosi dei territori indigeni impedisce alle comunità native l’accesso all’acqua e alle vie di comunicazione.

“Provo stupore e dolore a sapere che lei, un imprenditore di livello internazionale, si è avvalso dei soldi e della complicità di un giudice senza scrupoli per togliere le terre ad una povera famiglia di fratelli Mapuche, nella provincia di Chubut, nella Patagonia argentina” - scriveva Pérez Esquivel. “Le cittadine e i cittadini di Treviso, sede delle sua azienda, non so cosa pensano delle sue attività. Mi auguro che reagiscano con senso critico e pretendano che lei si agisca con dignità, restituendo questi 385 ettari ai suoi legittimi proprietari, ponendo fine a questo furto. Sarebbe un gesto di grande levatura morale e le assicuro che ne riceverebbe di più che con le terre” - concludeva il Premio Nobel. A distanza di anni il conflitto è ancora aperto. [GB]

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