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SANS PAPIERS: Appello a manifestare il 23 giugno, alle 18.30, in Piazza della Bastiglia, a Parigi

giovedì 23 giugno 2005

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di Sans Papiers tradotto dal francese da karl&rosa

Appello a manifestare giovedi’ 23 giugno alle 18.30 in Piazza della Bastiglia (sui gradini del Teatro dell’Opera) per la regolarizzazione dei sans papiers ed un vero dibattito sull’immigrazione.

Prime adesioni: CSP 77, CSP 92, CSP 11° Arrondissement, CSP 18° Arrondissement, CSP 19° Arrondissement, IX Collettivo, MRAP, LDH, Droits Devant, SUD-Education, CGT, Les Verts, PCF, LCR, FSU, Collettivo Bellaciao...

Degli uomini, delle donne, dei bambini vivono in Francia senza documenti. Ognuna di queste persone é fuggita da una situazione che non le consentiva più di vivere nel suo paese. Non hanno commesso alcun crimine, non hanno che un desiderio: vivere degnamente.

Tentano di sopravvivere. Lavorano, ma sono sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli, pagano un affitto, spesso in dei tuguri e rischiando la vita; si sposano, quando non lo si vieta loro. Si ammalano, ma non possono curarsi normalmente. I loro figli vanno a scuola ma vi possono essere arrestati.

Le leggi successive sul soggiorno degli stranieri, sempre più repressive, aggravano questa precarietà. Oggi sono braccati dal governo.

I sans papiers, capri espiatori

Di fronte all’impopolarità della sua politica, il governo volta le spalle alla realtà e sceglie la fuga in avanti repressiva, insediando un comitato interministeriale di controllo e creando una polizia dell’immigrazione. Questo comitato, posto sotto la direzione di Stefanini (segretario dipertimentale dell’UMP a Parigi, direttore aggiunto della campagna presidenziale di Chirac nel 2002, NdT), intende unire gli sforzi di una dozzina di ministeri per "gestire" l’immigrazione con un arsenale di misure scandalose. Queste misure sono anche una minaccia per i diritti di tutta la popolazione: sospetto sistematico che pesa sui matrimoni con stranieri, restrizione delle possibilità di accoglierli, condanne per aiuto al soggiorno irregolare, stranieri braccati fin dentro le scuole...

Che fine fa il diritto di sposare uno straniero quando ogni unione viene sospettata di matrimonio bianco? Dov’é il diritto ad avere una vita privata e familiare se le compagne ed i compagni di stranieri sans papiers sono tradotti davanti ai tribunali per aiuto al soggiorno irregolare?

Che fine fa il diritto di accogliere uno straniero se ogni straniero che viene in Francia viene sospettato di volervisi stabilire illegalmente e se viene creato uno schedario delle persone che ospitano stranieri?

Che fine fa il diritto d’asilo se le procedure sbrigative, che sono già la norma nelle zone d’attesa, minacciano di essere estese ad un numero ancora maggiore di richiedenti in base ad una lista di paesi considerati "sicuri", negando completamente il carattere individuale della domanda di asilo?

Che fine fa il diritto di vivere degnamente se tutta una parte della popolazione é mantenuta artificialmente nell’illegalità ed abbandonata allo sfruttamento più vergognoso?

Che fine fa il diritto all’educazione se si arrestano nelle scuole i minori stranieri per far pressione sui loro genitori?

Che fine fa lo Stato di diritto se, per esibire dei risultati e solleticare la xenofobia di una parte dell’elettorato, viene creata una polizia speciale per braccare i sans papiers e moltiplicare le espulsioni?

Che fine fa l’individuo, quando perde tutta la sua complessità per diventare unicamente un "lavoratore scelto" in balia del mercato?

Un’altra politica dell’immigrazione é indispensabile

Basta con l’ipocrisia!

I Francesi, gli stranieri residenti in Francia in una situazione regolare, i sans papiers meritano una politica diversa da quella della paura dell’altro, dei tentativi di divisione e della xenofobia.

Domandiamo al governo di cessare di strumentalizzare l’immigrazione a fini elettorali e di tener conto finalmente della realtà della situazione dell’immigrazione e dei sans papiers oggi in Francia.

Esigiamo d’ora in avanti la regolarizzazione di tutti i sans papiers. Vogliamo l’apertura di un vero dibattito nazionale per un’altra politica dell’immigrazione basata sui diritti dell’Uomo