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SCIOPERO NAZIONALE LAVORATORI DELLO SPETTACOLO: iniziativa a Bologna 30 novembre 2004

lunedì 29 novembre 2004

A Bologna, presso il Cinema Arlecchino, via delle Lame 57, dalle 15.30 alle 17.30

Assemblea regionale delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo dell’Emilia-Romagna in occasione dello Sciopero generale dello spettacolo per l’intera giornata

I numeri e l’impostazione politica di questa Finanziaria ci dicono che questo Governo nei fatti e nelle scelte non assume la cultura come elemento identitario e strategico per la crescita sociale ed economica del Paese accentuando così un processo involutivo e destrutturante per il cinema, la musica, la prosa, la danza. Si mortificano, nel sostegno finanziario, elementi strategici che hanno connaturato in positivo la nostra economia e cardini importanti e portanti per il futuro del Paese quali l’innovazione e la ricerca che si intrecciano indissolubilmente con temi quali la cultura, la formazione, l’istruzione.

Per il sistema culturale italiano permane il dato di continuità, in questa legislatura, dell’erosione delle risorse dirette (FUS) destinate al sostegno della produzione e fruizione culturale ed una impostazione delle leggi di bilancio, ormai consolidata in questi ultimi anni, del tutto strumentale su tetti e tagli ai trasferimenti agli Enti Locali che determinano pesanti ripercussioni negative sui finanziamenti a livello locale, con forti penalizzazioni sulle attività decentrate di promozione-produzione culturale.

I tagli progressivi del finanziamento pubblico, strumento indispensabile per chi crea cultura e per chi ne usufruisce, il calo delle risorse decentrate, la non attivazione piena per via legislativa delle leve fiscali per attrarre risorse dei soggetti privati nel settore ed una macchina ministeriale inceppata nell’attivazione di Comitati di settore e delle Commissioni deliberative danno il segno di un profilo basso al limite della paralisi in cui si è cronicizzata l’emergenza nel settore della produzione e fruizione culturale e dell’intrattenimento.

Occorre contrastare l’emergenza, ormai di natura strutturale, per riaffermare il valore sociale ed economico del settore coinvolgendo tutti i soggetti interessati a partire dalla Associazioni Professionali ed incalzare questo Esecutivo ed il Ministero dei Beni e Attività Culturali su politiche settoriali definite ed all’altezza dei gravi problemi che investono il sistema Paese.

L’impoverimento nelle capacità di spesa determina pesanti ricadute sui consumi sia materiali sia immateriali e impone l’apertura di un confronto a «tutto tondo» sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulle politiche dei prezzi con l’obiettivo di salvaguardare i diritti del mondo del lavoro ma anche i diritti dei fruitori di cultura.

Sull’iter del testo di legge unificato dello Spettacolo dal vivo, pende, in spregio alle prerogative legislative in capo al Parlamento, l’ipoteca della delega legislativa data al Governo con voto del Senato. Senza leggi di sistema il Ministro esercita ampie prerogative unilaterali e attraverso lo strumento della decretazione legislativa naviga nella pura ottica di scambio lobbystico, ricalcando percorsi già sperimentati nel riordino del settore cinema.

In occasione dello sciopero generale dell’intera giornata che riguarderà l’intero settore della produzione e fruizione culturale e dell’intrattenimento, e in contemporanea con l’iniziativa nazionale che si terrà a Roma presso il "Teatro dell’Opera", le Organizzazioni Sindacali regionali di categoria intendono aprire, con l’ASSEMBLEA GENERALE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO dell’Emilia-Romagna, un confronto con la cittadinanza, gli operatori dello spettacolo, le Istituzioni locali, le Associazioni datoriali e le Associazioni professionali sulla totale latitanza del Governo e del Ministero in merito a politiche settoriali di sistema che riguardano le risorse, la legislazione ed il federalismo

LE SEGRETERIE REGIONALI : SLC - CGIL, FISTEL - CISL, UILCOM - UIL