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THE CONSTANT GARDENER

lunedì 12 settembre 2005

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di Enrico Campofreda

Il regista dei niños de rua guarda ancora ai bambini affamati, ammalati, assediati. Non solo dagli stenti, il panorama stavolta e keniano, ma afflitti da quei farmaci che industrie senza scrupoli imbarcano verso il Terzo Mondo. Medicinali che o non servono a nulla perché scaduti - ma sui quali le aziende potranno detassarsi - oppure di nuova produzione che vengono sperimentati sui poveri corpi già scarnificati dalla miseria. E spesso producono morte perché sono un rimedio peggiore del male. Ne scaturisce una chiara denuncia accanto a una profonda storia d’amore che coinvolge una coppia particolare: l’attivista politica Tessa e il diplomatico Justin, entrambi giovani, belli e sudditi di Sua Maestà Britannica.

La loro tragica vicenda sentimentale s’intreccia ai loschi affari e agli intrighi che apparati ufficiali e Service del governo britannico, uomini del governo locale, grosse aziende farmaceutiche come la KDH, bande tribali e malavita locale, realizzano ad ampio spettro con reciproche convenienze e connivenze. Meirelles denuncia col suo stile documentario lasciando comunque, pur fra duri colpi di scena che parlano il linguaggio d’una violenza cruda, crudele e assassina, spazio ai sentimenti fra i due amanti protagonisti.

Tessa è una passionale ragazza interessata alla politica estera del suo Paese, in una conferenza si scaglia contro il relatore Justin Quayle enumerandogli le ultime nefandezze degli interventi internazionali del governo Blaire, dall’Irak all’Africa. Restati soli, poiché tutti i partecipanti sgattaiolano di fronte all’irruenza di Tessa, i due finiscono a bere un drink e neanche a dirlo in branda da lei. Quando, dopo un breve periodo di frequentazione, Tessa chiede a Justin di poterlo seguire in Africa dove lui si reca con la delegazione della British Height Commission, le finalità della ragazza appaiono opportuniste e personali. Ma Justin l’asseconda a tal punto da sposarla e i due formano una coppia invidiata anche da altri membri della delegazione affascinati dalle grazie di Tessa. Lei è incinta, perde il bebè però non smette d’indagare su illeciti affari delle aziende farmaceutiche coperti da uomini dell’apparato. Uno dei più loschi è la somministrazione ai bambini del dypran, un farmaco sperimentale per la cura della tubercolosi.

Gli affari son più neri di quel che sembrano, i coniugi Quayle scoprono che chi rifiuta la somministrazione vede interrotta ogni altra assistenza sanitaria. Intanto di dypran si muore. Per queste controindagini che Tessa documenta ad associazioni di volontari in lotta contro le lobbies farmaceutiche lei e un medico di colore vengono assassinati facendo credere che fra loro ci fosse una relazione adultera.
Justin - fino a quel momento tranquillo diplomatico dedito all’hobby del giardinaggio - non accetta la versione degli uomini d’apparato, anche di chi si mostra falsamente amico, e riannodando i fili della fitta rete di contatti della moglie riesce gradualmente a risalire alle variegate responsabilità. Che sono transnazionali, riguardano governi e industrie, uomini ben al di sopra degli addetti all’Alto Commissariato. Justin non si ferma più: troppo tardi ha scoperto nella moglie scomparsa una donna di altruismo e spessore morale enormi; al suo impegno e alla memoria di lei è disposto a sacrificare la vita e non cede né a minacce né a consigli di rimpatrio reiteratamente ricevuti. S’immolerà sulle sponde del lago dov’era strato ritrovato il corpo martoriato di Tessa. Solo in questo modo la sua vita diplomatica per l’Africa acquisterà un senso.

Regia: Fernando Meirelles
Soggetto e sceneggiatura: Jeffrey Caine
Dall’omonimo romanzo di John Le Carré
Direttore della fotografia: César Charlone
Montaggio: Claire Simpson
Interpreti principali: Ralph Fiennes, Rachel Weisz, Hubert Koundé, Danny Huston, Daniele Harford, Pete Postlethwaite, Packson Ngugi
Musica originale: Alberto Iglesias
Produzione: Focus Features
Origine: Gran Bretagna/Kenia/Germania
Durata: 128’