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Tav, la Polizia presidia il cantiere ; scontri, Agnoletto ferito

martedì 29 novembre 2005

I manifestanti raccolti in Valle di Susa dalle prime ore del mattino
Il parlamentare europeo vittima degli scontri con gli agenti
Tav, la Polizia presidia il cantiere
Scontri, Agnoletto ferito

di BRUNO PERSANO

VALLE DI SUSA (Torino) - Dalle prime ore del mattino, circa duecento dimostranti stanno bloccando la statale per il Moncenisio all’altezza di Venaus, diretti al cantiere della Tav, l’alta velocità ferroviaria. Un imponente servizio d’ordine segue i manifestanti mentre un cordone di agenti e carabinieri in assetto antisomossa presidia già il cantiere da stanotte alle tre. Scontri con i manifestanti. Vittorio Agnoletto, parlamentare europeo, è rimasto leggermente ferito ad un ginocchio.

Insieme a lui, due parlamenti europei, sono stati autorizzati a superare il cordone di polizia. Il grosso dei manifestanti si muove lentamente rallentato dai cordoni degli agenti. Scioperi spontanei di
protesta sono stati proclamatti contro i presidi delle forze dell’ordine in alcune fabbriche della Valle di Susa.

"E’ una grave militarizzazione". "E’ la più grave militarizzazione del territorio che ci sia mai stata. I cittadini non possono nè entrare nè uscire da Venaus": Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana Bassa Valle Susa, non ha peli sulla lingua. Sia lui che i manifestanti, che stanno raggiungendo la località, denunciano i disagi della popolazione, soprattutto di Venaus e di Novalis: i ragazzi stamattina non sono riusciti ad andare a scuola, molti lavoratori non hanno raggiunto i posti di lavoro perché non sono accessibili le strade principali. Con il passare delle ore sono sempre più numerosi coloro che, attraverso sentieri sterrati, cercano di raggiungere l’area del presidio.

Agnoletto: "Hanno cercato di colpirmi". Vittorio Agnoletto, europarlamentare di Rifondazione Comunista, è infuriato: "Sono stato spinto dalla polizia, hanno cercato di colpirmi con un manganello. Sono finito a terra e mi hanno preso a calci, mentre insieme ad altri europarlamentari cercavo di mediare tra la popolazione e le forze dell’ordine. Stavamo discutendo in Località Passeggeri, vicino al bivio che porta a Venaus - spiega Agnoletto - dove le forze dell’ordine bloccano l’accesso. Chiedevamo che si facesse passare la gente, tenevamo le braccia alzate. All’improvviso la discussione è degenerata e mi sono ritrovato a terra".

Scioperi spontanei. Scioperi spontanei di protesta contro i presidi delle forze dell’ordine sono stati proclamati in alcune fabbriche della Valle Susa: lavoratori della Azimut di Avigliana, della Irem di Sant’Antonino, della Savio di Chiusa San Michele, della Roatta e della Cord3 di Bruzzolo, hanno lasciato il posto di lavoro per raggiungere i manifestanti.

Protesta Legambiente. Legambiente Piemonte giudica l’intervento della Polizia che ha ostacolato l’arrivo degli eurodeputati "un insulto": "Gli eventi dellanotte a Venaus sono un gigantesco insulto alla delegazione della commissione petizioni del parlamento europeo che ha tenuto un atteggiamento di particolare diplomazia a causa della situazione. Questi eventi confermano un’assoluta necessità di una valutazione del progetto a livello europeo".

http://www.repubblica.it

Messaggi

  • Redazione, lettori,

    Sono un migrante piemontese in Belgio che, in passato ha lavorato su temi quali viabilità ed ecologia in zona alpina come responsabile della progettazione di INTERREG III.
    A parte la mia vicenda professionale vorrei ricordarvi che una linea ferroviaria seria per la Francia è un passo avanti in termini economici ed ecologici per il Piemonte: + treni - camions- bus.
    Inoltre, visto che sempre + il baricentro economico e dei trasporti si sta spostando su un asse tipo Barcellona -Strasburgo/BENELUX - Colonia- Francoforte -Polonia; con il potenziamento della linea per il sud si potrebbe dare ossigeno ad una prospettiva piu’ mediterranea con una linea piuttosto articolata come Francia, Piemonte, Valle Padana, Austria ex Jugoslavia.
    In ogni caso le alpi devono essere valicabili e o Valle Susa o Valle Stura una soluzione bisogna trovarla. Venendo da una provincia di immobilismo cronico ed incapacità progettuale leggendaria, CUNEO, mi rendo sempre piu’ conto di come il Piemonte o cerca ossigeno oltre le alpi od altrimenti si troverà relegato ad una posizione di tipo secondario
    Le PMI francesi sono in questo periodo sotto pressione e meno competitive di un tempo; un migliorarmento dei collegamenti sarebbe di cruciale interesse per le nostre aziende ed un’occasione per potere scardinare un blocco fisico ( le alpi) non da poco per l’espansione della nostra economia locale.
    Concordo con voi che la militarizzazione del territorio e la gestione di TRENITALIA Spa sono sicuramente allarmanti. Sicuramente con Trenitalia sarebbero da contrattare fermate in area piemontese dei treni ad alta velocità, l’istituzione di piu’ contatti giornalieri con Torino anche a livello locale per permettere all’utenza locale di godere di questo servizio al 100%. Questo è il compito delle amministrazioni locali: NON BLOCCARE MA SFRUTTARE, OTTENERE, CONTRATTARE.
    Sono nato in zona alpina e quello che assolutamente trovo disastroso e nocivo per la vita nelle alpi è la carenza di investimenti nel trasporto pubblico, questa è la prima maniera per fare si che i giovani se ne vadano.

    Saluti

    Andrea De Andreis

    andrea.deandreis@brp.com