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Tornare a sognare

venerdì 10 giugno 2005

di Giancarlo Pacchioni

Auto pirata investe bambina di quattro anni e fugge, la conducente della macchina viene rintracciata ore dopo. Davanti ad una giovane vita spezzata, davanti alla fuga di una donna pirata, davanti al dolore di una famiglia distrutta, è difficile parlare di maternità e di procreazione assistita.

La vita ha fondamenta fragili, che possono essere spazzate via dallo tsunami di un attimo. Niente più compleanni, niente più primo giorno di scuola, niente più sorrisi o pianti, niente primo bacio, solo un vuoto incolmabile.

Poi però penso all’emozione di una ecografia, ai battiti di un cuoricino, le paure e le emozioni che accompagnano una gravidanza. La scelta del nome, la ricerca di un pigiamino e di vestitini formato gnomo, le speranze, i sogni, le paure e poi la corsa in ospedale, l’attesa interminabile, il dolore del parto.

Il primo sguardo della mamma verso quell’esserino cresciuto nel suo grembo. Momenti unici, straordinari, probabilmente indimenticabili, momenti unici che non tutti possono provare.

Allora interviene la medicina, analisi costose, colloqui da specialisti, speranze spesso disattese.
Talvolta ci si confronta con altre coppie, si cerca di capire segreti dall’esperienza altrui.
Dopo tanto cercare non sempre arriva una nuova vita e allora si potrebbe anche valutare la fecondazione assistita.

Fecondazione assistita? Sì, può essere una strada percorribile, ma non in Italia. Già in Italia la legge 40 mette a rischio la vita della donna, dei nascituri ed è perfino impedita a coppie completamente sterili. Poi c’è la raccolta di firme per il referendum e si torna a sperare. Il 12 e 13 giugno inizia la speranza di tante coppie, il 12 ed il 13 giugno inizia il sogno di tante nuove giovani vite, il 12 e 13 giugno inizia la corsa al quorum.

Il 12 e 13 giugno voterò quattro sì per tornare a sognare.