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Un eroe italiano : real tv o stupid tv?

martedì 22 marzo 2005

di Giancarlo Pacchioni

Ricordo che anni fa un giapponese filmò un uomo che stava annegando. Avrebbe potuto salvarlo, ma decise che era meglio filmare un momento così drammatico.

Erano gli anni in cui in televisione si trasmettevano video amatoriali, era nata la real tv.

Invece di filmare, non si poteva prestare soccorso?

Quanti reporter abbiamo avuto durante lo tsunami? Tanti, anzi tantissimi, sicuramente troppi.

In quei momenti è facile lasciarsi prendere dal panico, bisogna fuggire, bisogna cercare di salvarsi.

In preda al panico ci si può dimenticare delle persone che come noi sono in pericolo, mors tua vita mea.

Quante telecamere hanno filmato la tragedia provocata dallo tsunami? Troppe.

Quante vite si poteva tentare di salvare? Tante, sicuramente non troppe.

La piccola Denise è viva. E’ una notizia bellissima, esiste anche un video...

Già, una guardia giurata l’ha filmata....

Provate ad immaginare la scena.

Vedete una bambina in compagnia di due zingari, pensate che sia Denise. Chiamate il 113, l’operatore vi dice di aspettare la volante.

In attesa che arrivi la volante filmate la bambina.

La volante non arriva, gli zingari stanno andando via con la bambina, cosa fare?

Domanda difficile, risposta semplice: filmare la fuga?

La settimana scorsa un camion è finito in una scarpata.

A bordo ci sono due uomini, divampa immediatamente un incendio, tutto lascia pensare al peggio. Un uomo che ha assistito all’incidente, si cala nella scarpata, sfida le fiamme e riesce a salvare i due uomini.

Un eroe, un eroe per caso, un eroe sconosciuto.

Un eroe sconosciuto, ma se invece di voler fare l’eroe avesse filmato il tutto? Oggi sarebbe ricco e famoso, conteso da tutte le trasmissioni televisive.

Grazie eroe sconosciuto, grazie per aver rischiato la tua vita per salvare quella di due persone, grazie eroe italiano.

Grazie per averci insegnato qualcosa, grazie per averci restituito la speranza di un mondo migliore, grazie anche se di te non parla nessuno.