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Un ricordo di Antonio, compagno di Acrobax

sabato 21 gennaio 2006

Una storia lunga 28 anni ...

di Keoma

Tanti anni fa, era il mitico 1977 o i primi mesi del 1978, in una strada di Torrevecchia, il mio quartiere, tracciai, insieme a quella che e’ oggi mia moglie, una scritta su un muro.

La scritta recitava "Franca e Antonio Salerno liberi !" ed e’ tuttora visibile su quel muro.

La scritta era riferita a Franca Salerno, militante dei Nap allora detenuta ed al suo piccolo Antonio, appena nato e pure lui detenuto insieme alla madre nelle carceri speciali.

Mesi fa, in occasione dlle mobilitazioni antifasciste che ci sono state prima a Centocelle e poi all’ Aurelio, ho conosciuto Antonio di Acrobax, un simpatico e bravo compagno con due incredibili occhi azzurri.

Antonio e’ morto due giorni fa in assurdo incidente stradale a Roma, mentre da lavoratore precario correva sul suo scooterone a consegnare provette di analisi cliniche per miseri 70 euro giornalieri e "neri", col rischio, se la consegna avesse tardato, di non lavorare il giorno successivo.

Conoscevo appena Antonio e, quando - paradossalmente allo stadio, dove vado di rado, e dove alcuni compagni della curva Sud avevano inteso onorarlo con uno striscione - ho appreso della sua tragica fine ho sinceramente pianto quel ragazzo generoso incontrato solo qualche mese fa.

Oggi, leggendo "Il Manifesto", ho appreso che Antonio era lo stesso Antonio, allora neonato, per cui avevo fatto quella scritta tanti anni fa.

Non mi sento di aggiungere altro, la rabbia ed il magone hanno il sopravvento .....

Messaggi

  • Vedi Dario che strano destino...
    Oggi mi ha chiamata Vittoria e il suo compagno Antonio, sono a Montefiascone, li ho
    conosciuti solo una settimana fa e siamo diventati amici..
    Mi dice Vittoria che era morto Antonio e che sarebbero andati a Roma alla camera ardente,
    all’Acrobax.
    Io non conoscevo questi compagni,i Saleno, se non di nome, non sapevo quasi nulla di
    questa storia, di questo pezzo della vostra storia. Ma la tenerezza e la tristezza per
    questa fine è anche mia.
    Ci ritroviamo e grazie per aver scritto, inoltro come sempre...
    Doriana

  • Parlanno’e libertà..

    Che dire Antò..perché non ci voglio credere, perché è impossibile, perché non posso..ti ho conosciuto qualche anno fa e da allora ogni tanto c’incontravamo, quasi sempre soli, e poco a poco quasi senza capire come, siamo diventati amici. Dopo un pò ci siamo voluti bene così, senza un motivo senza un fine.non ci vedevamo tutti i giorni, ma appena riuscivamo ad incontrarci partivano sorrisi abbracci e via..mi raccontavi la tua vita, i tuoi amori e disamori, i tuoi dolori e le tue follie, le tue varie scattanti passate e future passioni, di politica me ne parlavi poco forse perché iniziavo con le mie incomprensibili domande e finivi sempre a parlare d’altro. In giro, a roma, al mare e nei parchi con e senza Chiotti, nei laghi o nei cinema, con una birra, con un gelato in ospedale o con niente e solo sigarette. Le cose che pensavi di me le dicevi con semplicità e sincerità in faccia. Quelle poco carine e quelle belle. Mi hai raccontato di tua mamma, di certe canzoni, di tuo papà, di e cerca ’e me capi’, di quanto eri innamorato di Alice, di come era talmente bello allenarsi, di quanto avresti voluto una bambina,e tante altre millioni di cose, e ultimamente stavi meglio, più sereno.E quanto sei romantico Antò!e così attento ai dettagli inusuali, e così timido a volte..

    E come cazzo è possibile allora..ci vediamo e ridiamo, ci siamo sempre presi in giro, ho pianto con e davanti a te, e proprio ultimamente ho pensato che la mia amicizia con te era così a sprazzi e fuori dal resto che ero stranamente certa che sarebbe durata a lungo. Era una finestra sul mare che ogni tanto aprivamo con altri, ogni tanto insieme. Non solo per vedere meglio l’orizzonte, ma per chiudere gli occhi e ascoltarne il rumore. per sentire il vento e immaginare una barca a vela. Per percepire il sale e appiccicarcelo addosso. Proprio il sale.Il sale, che s’incontra nelle lacrime e nel mare..

    Antò, mi devi spiegare bene come devo mettere le dita della mano per dare quei pugni che non sono mai riuscita a dare.

    Poi ti prometto che ti porto allo zoo a vedere il tuo caro amico gorilla che non c’è più. peccato che l’altra volta sono arrivata tardi, (come al solito e in tutto), e non facevano più entrare. Peccato. Tu sei arrivato sempre prima, non agli appuntamenti certo, ma in tutto il resto.
    Vorrei abbracciarti forte Antò, e darti quella carica che mi hai dato a volte tu, ma non si può. Stavolta non si può.

    Dove sei? dove cazzo sei?

    ma stai sicuro che ti trovo Antò! perché quello che ti fa brillare gli occhi, la faccia e tutto quanto da qualche parte non so come non so dove ma c’è. Non posso non pensarlo.no. Forse continuerò a parlarti all’infinito, chissà. Basta che ogni tanto mi ascolti.Basta che mi dici come darli bene sti pugni,e se li do dove servono.e non ai lati delle cose.

    Io non ti saluto Antò. magari domani ma adesso no. Ancora per qualche ora non ti lascio andare.

    Ma hai visto quante persone ti vogliono bene veramente,è bellissimo vederlo.

    Con la musica in testa Antò, con la musica in testa e il sorriso ovunque. Ricordalo e portalo energico a chi ne ha più bisogno, ma inutile che te lo dico!

    Vorrei abbracciare e abbraccio fortissimo la mamma, il papà, e tutti quelli a cui manca.

    e il mare il mare sta sempre llà..

    e cammine’mmiezo’a via

    parlanno’e libertà..

    cèl

    • stamattina, è stato un momento importantissimo...per Antonio, perchè se lo meritava, per gli acrobati ed i familiari, ma anche per tutti quei compagni e compagne che si sono stretti intorno agli acrobati, che si sono stretti tra loro...generazioni diverse, storie passate e presenti...storie di lotta e di voglia di libertà...

      perchè questa morte non sia vana, perchè le nostre idee non moriranno mai, stamattina Antonio ci ha detto come fare....stringerci in questa comunità ribelle, rompere la frammentazione delle nostre vite, far prevalere il desiderio...

      una giornata indimenticabile...in tutti i sensi..come recitava lo striscione...di rabbia e di amore...
      perchè cambiare le nostre vite, questa società, questo mondo è possibile...è necessario...

      un saluto a pugno chiuso alle centinaia di compagni e compagne presenti questi mattina che hanno saputo onorarlo, che hanno saputo accompagnare con amore i compagni e le compagne di Acrobax, i suoi familiari e amici...

      ad Antonio una carezza...

      un compagno

    • Io,
      che ti ho incontrato quasi 10 anni fa, più cerco di domare il dolore che mi consuma senza farmi respirare, dormire, mangiare penso alla frase maledetta che mi hai detto pochi mesi fa, cioè che la tua vita era un film e tu da protagonista del film saresti morto giovane... Ti odio per quella frase Anto, però poi parlando con gli altri ieri ho scoperto che la dicevi un po’ a tutti, perché eri un gran fifone sulle stronzate tipo la paura di volare e poi invece sprezzante verso i pericoli veri, quelli insidiosi davvero.
      Io non so farmi una ragione, non riesco non riesco. So che non sei andato via e che ieri ci guardavi tutti e facevi un sacco di commenti....
      Sei qui, lo so.
      tua, ovunque
      C.

  • antonio era speciale. riusciva a trasmettere un’ energia incredibile, a essere sempre se stesso , a dare sempre tutto se stesso. era una di quelle rare persone libere e pure ....
    nonostante conoscesse il dolore, riusciva ad apprezzare e a sorprendersi per tutte le cose all’ apparenza piu’ piccole e di poca importanza...
    antonio aveve lo sguardo di un bambino, gli occhi azzurri e appassionati, che ti trasmettavano subito la sua trasparenza d’ animo.
    era un sognatore , un grande sognatore.
    per me era un amico importante , oltre al bene infinito , lo stimavo incredibilmente ..
    ora antony e’ dentro al mio cuore, non lo vedo ma e’ con me...
    simo