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Uruguay e Argentina : cento fiori tenuti insieme da un nastro colorato

giovedì 25 agosto 2005

di Carlo Cartocci

Una visita rapida, limitata nel tempo, ma intensa, quella fatta in Uruguay e Argentina da una delegazione del Prc per incontrare i compagni che vivono in quei paesi. La decisione presa dal partito di intensificare le relazioni con gli "italiani nel mondo", non nasce soltanto dalla volontà di recuperare il ritardo rispetto alle iniziative di altri partiti che, da anni, tessono relazioni in vista del voto ai referendum e alle elezioni politiche che la legge consente agli italiani all’estero. Per noi si tratta soprattutto di andare oltre le consolidate relazioni che abbiamo con i partiti della sinistra antagonista in molti paesi e cercare anche contatti con i compagni e le compagne del Prc e con i molti a noi vicini che vivono e lavorano lontano dall’Italia.

Non una "operazione nostalgia", quella che si vuole attivare è una operazione politica alta. Il partito è impegnato in una rifondazione che per realizzarsi ha bisogno di presenze e di esperienze diverse.

Un partito che accoglie in sé posizioni differenti, che discute più tesi, è un partito che vuole "contaminarsi" ed arricchirsi con culture, riflessioni politiche, forme di lotta e di aggregazione sociale che provengono da esperienze anche lontane da noi e lontane fra di loro. Cento fiori tenuti insieme da un nastro colorato: i colori della lotta al neoliberismo, della lotta alla guerra, della lotta per l’uguaglianza dei diritti. Con questo spirito abbiamo avviato un programma di viaggi per incontrare le comunità italiane e i compagni che sono parte di queste comunità e che, nei paesi di accoglienza, operano al fianco dei partiti della sinistra antiliberista, marxisti e non.

Dal 22 al 29 maggio abbiamo avuto incontri a Montevideo, Buenos Aires e Cordoba. Abbiamo ascoltato i problemi, le richieste di solidarietà e i sogni degli emigrati, abbiamo conosciuto compagni attivi e generosamente combattivi. Abbiamo cominciato a far conoscere in assemblee numerose e attente le politiche del partito, abbiamo fatto controinformazione rispetto all’informazione faziosa e lacunosa che i canali televisivi in italiano e i media in genere diffondono.

Abbiamo parlato del referendum sulla fecondazione assistita e abbiamo scoperto quanto il sistema di votazione per corrispondenza debba essere migliorato nell’organizzazione e sottratto alla possibilità di brogli, oggi non solo possibili ma diffusi.

Abbiamo trovato una grande attenzione, un interesse e un desiderio di collegamento con la realtà italiana che contraddice clamorosamente la pur presente (e comprensibile) italianità di maniera. Quest’ultima, infatti, anacronistica e folklorica, è favorita dalla sincera nostalgia, ma è in realtà imposta dai media e dai comportamenti di molte istituzioni consolari, associative e culturali ancorate al passato, miopi rispetto alla concreta realtà italiana.

C’è molto lavoro da fare, ma le prospettive ci sono sembrate più favorevoli di quanto ci aspettassimo, almeno in questo primo viaggio.

L’ultima tappa, nella splendida Cordoba, ci ha riservato l’emozione più grande: la nascita del circolo del Prc "29 di maggio" che si affianca all’associazione "BellaCiao" già da tempo operante in questa città. Con questi compagni, preparati, attivi ed entusiasti, abbiamo concluso il nostro viaggio con una visita alla casa del Ché di Alta Gracia in un clima di forte fratellanza.

Non è escluso che, in un prossimo futuro, avremo altri circoli: a Buenos Aires, a Rosario e .... Se son rose -rosse - fioriranno.

Liberazione 8 giugno 2005