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VULESSE ADDEVENTARE....

domenica 23 aprile 2006

di Doriana Goracci

E diventare un topo che rode le catene che fanno schiavo
un pesce spada che porta nel fondo del mare i nostri nemici
una colomba che fa volare liberi i divisi
una tamorra che scuota chi guarda e sta fermo
una bandiera che liberi questa terra...

Quando liberi oltre il 25 aprile?

Un’antica ballata per una speranza che non muore.

********************************************************************

Vulesse addeventare suricillo
pé li rusecàre sti caténe
cà m?astrigneno lu péde
e ca me fànno schiavo.

Vulesse addeventare pesce spada
pé poterli subito squartàre
?ntr?à lu funno de lu màre
sti nemìci nuòstre.

Vulesse addeventare na paloma
pé putere libero vulàre
è ?nguacchiare li divìse
a tutte e Piémuntìsi.

Vulesse addeventare na tamorra
pé scetare a tùtta chella génte
cà nun ha capito niénte
e ce stà a guardàre.

Vulesse addeventare na bannera
pe dàre uno culòre a chesta guérra
ca la lìbera sta térra
o ce fà murìre.

Vulesse addeventare nu brigante
ca po? sta sulo a là montagna scùra
pe te fà sempe paùra
fino a quànno mòre.

Messaggi

  • Ciao Doriana,
    la ballata a cui fai riferimento è un canto tradizionale calabro che incita alla rivolta contro i Borboni (nella ballata i piemontesi) e il testo è un po’ differente da quello che hai riportato, anche se il senso non cambia.
    Se ti interessa il brano fammelo sapere che te lo procuro.
    Sai come contattarmi.

    Ciao
    CaLmBiG

    • ciao sono originario delle zone sudiste.;.mi fai pensare alla triste storia della "spigolatrice di sapri",a, Pisacane,(carlo,...che volevano riconstituire nel sud le prime comunità socialiste anarchiche in europaleto nella storia dell’anarchismo di malatesta etc)),i primi socialisti anarchici veri, che ,morirono per l’ignoranza della gente strumentalizzata come al solito dai preti(chiesa complice del potere dominazione) e compagnia bella dell’epoca.;.Purtroppo la storia si ripete .IN america bush é circondato da estremisti delle destre religiose fondamentaliste evangelistietc etc;,in italia ,la chiesa ha contribuito alla tenuta del regime berlusconiano(voti udc,voti anti laicismo del centro sinistra,anti pacs- italiani,alla zapatero,etc etc)/Povero sud costretto sempre a subire tutte le dominazioni.ciao :un simpatizzante di SUD ribelle (italie)...residente in francia./militant pour l’.A.D.S.L., gratis per tutti/(Autonomia democratica,socialista libertaria)democrazia radicale,ASR(alternativa socialista rivoluzionaria)/Unità proletaria,democrazia proletaria....bye bye un singolare plurale..//.meravigliosa splendida autentica, la ballata!
      e che la poesia entri nella vita/The poetry enters in the to life.:.beat beep bit generations cyberdada...

    • A dire il vero il canto appartiene alle popolazioni meridionali, tacciati come " Briganti" dalla storiografia ufficiale, che si ribellavano al nuovo regime imposto dai Piemontesi. E’ un movimento politico espressione di un profondo e diffuso malcontento per le disastrose condizioni socio economiche. E’ la presa di coscienza di un popolo desideroso di cambiare la propria vita ribellandosi ad uno stato che lo penalizzava fortemente.
      in sintesi fu la guerra tra due classi sociali, briganti e galantuomini, i cui contrasti hanno caratterizzato la società meridionale prima e dopo la caduta dei Borboni.
      Il popolo italiano si è liberato il 25 aprile del nazi-fascismo, i"briganti" non sono riusciti a fare altrettanto dalla "dittatura dei Savoia", che come disse Gramsci fu un periodo tra il 1860 e il 1870 in cui " lo stato italiano ha messo a ferro e a fuoco l’Italia meridionale e le isole crocifiggendo, squartando, seppellendo vivi i contadini poveri che gli scrittori salariati tentarono infamare col marchio briganti".
      Il "cafone" meridionale diventò dopo l’unità o brigante o emigrante

      La canzone magistralmente interpretata da Eugenio Bennato descriva un popolo che non stà nè con i Borboni nè con i Savoia ...............vuole essere libero.

      ciao

      Rocco

  • Voggh addvndà nu guerrier ca batt tutt l nmeisc du crvidd, ca batt tutt i
    carciarir d la cap compres la cape mè.
    voggh addvnddà nu eserct p vengie tutt le battagl d la vait e p
    romp u cazz a tutt l nmeisc d la terr, chessa terr ca è d tutt sol a
    chiacchier e la stonn a fà stuzz stuzz.
    Vless stzzà le nmeisc d la terr prciè capiscn na parol sol:
    VIULENZZZZZZZZZZZZZ!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Tenn assol m voggh calmà, la pasc du guerrier ca scttat u fciail ind a la foss. Oh, ce pasc!

    Michele

    trad: voglio diventare un guerriero che batte tutti i nemici del cervello, che batte tutti i carcerieri della mente, compresa quella mia.
    Voglio diventare un esercito per vincere tutte le battaglie della vita e per rompere il cazzo a tutti i nemici della terra, questa terra che è di tutti solo a chiacchiere e la stanno a spaccare perzzo pezzo.
    Vorrei spaccare i nemici della terra perchè capiscono una parola sola: VIULENZZZZZZZZZZZZZ!!!
    Solo allora mi voglio calmare, la pace del guerriero che ha buttato il fucile nella fossa.
    Oh, che pace!

  • Scrivevo stamattina vulesse addeventare...mi era piaciuta questa canzone che entra nel parlare dialettale, schietta ed autentica come un sospiro, speranza forte, nell’immagine e nell’intento...i puntini stavano a significare tante cose, tante emozioni, quando tutto sembra fermo e di fatto niente è fermo. Si stanno cercando candidature valide alle cariche maggiori dello stato e allora aggiungo a fine giornata: e se una donna diventasse Presidente della Repubblica? perchè no, perchè inascoltate, perchè ininfluenti? e allora vedo giungere in rete una proposta e un nome, lo stesso che poche ore prima proponeva altre e ancora leggo la storia di un’altra donna, Maria, la stessa che è circolata nella rete delle donne: perchè noi capiamo meglio? perchè
    abbiamo una sensibilità diversa ? Allora copio, incollo, inoltro...

    E che escano queste storie dal silenzio, escano queste proposte!
    Che vulesse addeventare i nostri sospiri, sogni, progetti, REALTA’.

    Vulesse addeventare...una donna.
    Doriana


    =

    Non mi incaponirò, perchè la recente vicenda politica ci ha messo in una specie di gabbia stretta nei tempi e nelle procedure e non si può sgarrare, tuttavia come stanno andando le designazioni dei nomi per le tre somme cariche dello stato (Presidenza della Repubblica, della
    Camera dei Deputati e del Senato ) è ben lontano dall’essere soddisfacente. Dichiaro in ogni modo che cercherò di spingere nel senso che ora verrò esponendo, e chiedo formalmente comunque che la procedura che sarà seguita non costituisca precedente e che -subito dopo le
    elezioni di chi sarà stato/a designato/a- si apra anche un vero dibattito su come si farà in futuro.

    Come se quel futuro fosse già il presente chiedo che la prima clausola da rispettare sia il riequilibrio della rappresentanza, che con una esposizione visibile di donne esprimerebbe una volontà precisa: attuare l’art.3 della Costituzione rimuovendo gli ostacoli che finora
    hanno impedito che ciò avvenisse; e farebbe cosa molto utile non privando la politica dell’apporto di cittadine decisamente degne di nota. Se si pensa a donne candidabili non c’è che l’imbarazzo della scelta sia tra le politiche, che tra scienziate, scrittrici, economiste, giuriste ecc. Faccio nomi quasi a caso: Tina Anselmi, Marisa Rodano, Giglia Tedesco, Finocchiaro, Rosy Bindi, tra le scienziate Margherita Hack, tra le scrittrici Dacia Maraini, tra le filosofe Adriana Cavarero, tra le economiste Antonella Picchio, tra le sociologhe Chiara Saraceno e via discorrendo. Sono solo i primi nomi che sono venuti in mente a me, ma se non ricordo male Valeria Ajovalasit di Arcidonna compose tempo fa un vero Archivio di donne eccellenti e non ci sarebbe da fare altro che andare a consultarlo.
    Anche il Cnel, se si vuole una fonte più "oggettiva" ha un registro del genere. Comunqne tutte quelle elencate sono brave esperte intelligenti colte dotate di umorismo, non pompose. Potrebbero fare ostacolo condizioni di salute o non interesse per la carica o altri elementi
    personali, ma certo la loro vita è priva di ombre, limpidissima e le loro opinioni sempre dichiarate e anche quando non condivise sempre confrontabili civilmente..segue
    Lidia Menapace


    EDITORIALE. CI PIACEREBBE-dal centro di ricerca per la pace di Viterbo

    Ci piacerebbe un Presidente della Repubblica che avesse fatto la Resistenza
    .
    Un Presidente della Repubblica che avesse fatto la scelta della nonviolenza
    .
    Un Presidente della Repubblica femminista.
    Una Presidente della Repubblica.
    Lidia Menapace.


    Vidalencia Maria Batista Brito una ragazza dominicana che, fino all’8 marzo scorso, viveva a Livorno.
    Aveva un lavoro come badante presso una famiglia e come domestica presso un’altra.

    Aveva anche un fidanzato italiano e con questi progettava di sposarsi a settembre, una volta trovata una casa abbastanza grande e confortevole per entrambi.

    Nel frattempo Maria viveva assieme a sua sorella ed al marito italiano di questa.

    Maria aveva casa e lavoro, conviveva con suo cognato cittadino italiano, ma la Bossi - Fini le impediva egualmente di poter richiedere un permesso di soggiorno.

    L’8 marzo, mentre si stava recando al lavoro veniva fermata da due agenti della Questura di Livorno e, una volta accompagnata in Questura veniva prima espulsa e poi tradotta al CPT di Modena per essere riaccompagnata a Santo Domingo.

    Il Giudice di Pace di Modena convalidava, nonostante tutto, il trattenimento disponendo, perche l’espulsione non fosse eseguita prima del 5 aprile, costa consentire a Maria ed al suo fidanzato di poter chiedere la pubblicazioni di matrimonio e celebrare il rito.

    Nel mentre, si impugnava anche il provvedimento di espulsione comminato a Maria dal Prefetto di Livorno: il Giudice di Pace di Livorno, per nonostante esplicita istanza del difensore, non riteneva opportuno concedere la sospensione del provvedimento che disponeva
    l’allontanamento di Maria dall’Italia.

    In tutta fretta si preparavano le tante "carte" necessarie per la celebrazione del matrimonio di un cittadino straniero in Italia.

    Il 4 aprile, finalmente, il comune di Livorno affiggeva le pubblicazioni di matrimonio.

    Con un nuovo ricorso, quindi, si chiedeva al Giudice di Pace di Modena di rimettere in libertaria, costa consentirle di sposarsi e, quindi, di ottenere finalmente anche un permesso di soggiorno per motivi di famiglia.

    Questa volta, per il Giudice rigettava il ricorso.

    In tutta fretta si chiedeva, quindi, alla Curia modenese di celebrare il matrimonio senza il rispetto dei termini delle pubblicazioni in quanto l’espulsione sarebbe potuta essere stata eseguita in qualsiasi momento.

    Il Vescovado rispondeva negativamente non riscontrando nel caso reali motivi d’urgenza.

    Si chiedeva, quindi al Comune di Modena di attivarsi per celebrare il matrimonio all’interno del CPT.

    Il Prefetto comunicava solo ieri il proprio benestare all’ingresso dell’Ufficiale di stato civile nel Centro.

    La cerimonia si sarebbe dovuta tenere oggi, alle 11 e 30.

    Oggi, però non si è celebrato nessun matrimonio perchè ieri sera Maria è stata trasferita a Malpensa ed imbarcata su un aereo per Santo Domingo.

    Mancavano 14 ore e 30 minuti alla celebrazione del suo matrimonio.

    Avv. Erika Vivaldi del foro di Livorno

    Avv. Gian Andrea Ronchi del foro di Bologna

    • Vi sembrerà strano ma non mi importa molto della presidenza della repubblica, donna o uomo per me è quasi lo stesso; mi importa invece moltissimo delle storie di quelle come maria, e sto male a pensare quella ragazza che se ne torna al suo paese, lasciando il suo amore in Italia, sto male a pensare che prima l’abbiamo fatta venire perchè risolvesse i nostri problemi e poi lasciata andare di nuovo per il balletto osceno delle varie burocrazie e per via di una legge orrenda.
      Nessuna presidenza femminile potrà pareggiare quello che le è stato fatto, per quelle come lei avere rosi bindi o margherita hack o giuliano amato o giorgio napolitano non cambierà nulla.
      maria

    • La storia di Maria è una storia dalla disorganizzazione tipicamente italiana, accompagnata da una legge scellerata e da una visione miope e "piccola" del mondo. Tuttavia non mi sembra attinente col tema della parità tra donne e uomini: lo stesso trattamento può essere riservato a qualsiasi immigrato irregolare che non rientra nelle "quote", indipendentemente dal sesso. Maria, nella sfortuna, è fortunata ad avere l’opportunità - comunque - di sposare un italiano
      e poter tornare in Italia come cittadina.
      Flavio

    • Dopo parecchio tempo, stasera ho "resistito" davanti al televisore
      alcune ore...Prima Biagi da Fazio, poi in visione condivisa con amici
      "Reporter" sui finanziamenti ai giornali ed editoria e poi tardi, tardi
      uno speciale da poco finito"Le ragazze con il mitra", quelle della
      resistenza...e due donne a raccontarla e le immagini...
      Vi sembrerà strano a me importa molto sperare che la presidenza della
      repubblica vada a una di quelle "ragazze",quelle che dalle città o
      nate nei paesi, facevano le staffette, poi c’erano quelle che
      diventavano balie,o le servette che erano le ragazze nostrane del nord
      o del sud o del centro fa lo stesso...
      Non solo, ma credo che siano sempre molto fortunati i maschi italiani
      ad avere le Marie di turno,sempre più raramente nostrane, quelle che
      vengono da lontano, quelle che ti curano e seguono quando sei anziano,
      quelle che vengono adesso da molto lontano, quelle che lasciano i loro
      padri, uomini e figli a casa e gli mandano i soldi, quelle che
      incontrano a volte anche l’amore, quello vero o quello che
      generosamente sposa per salvare...
      le Marie di turno, le donne che continuano a fare resistenza, neanche
      pagata con il riconoscimento della dignità di persona.Le schiave
      badanti, che curano i nostri affetti...
      Vi sembrerà strano ma per me non è lo stesso...e vulesse addeventare
      ...una donna, lo ribadisco. Una "Maria"...
      Doriana

    • flavio non hai torto ma anche un uomo sposandosi può avere la cittadinanza, e in ogni caso sono intervenuta perchè si parlava di donne, accostando l’ipotesi di una donna presidente, alla storia di maria come se tra loro ci fosse appunto un collegamento di genere che io non vedo. Quello della rappresentanza nelle istituzioni è solo una parte dell’emancipazione o della parità o come vuoi chiamarla delle donne e ripeto dubito che se ci fosse Bonino presidente uomini e donne di altri paesi starebbero nell’immediato molto meglio. Anzi ti dirò che mi dispiace un po’ che ormai il tema femminile sia soltanto riferito al fatto di avere un posto in più nelle diverse istituzioni, un discorso che lascia il tempo che trova, e che accomuna donne delle più svariate tendenze politiche nel senso di una visione della società e dei rapporti sociali a volte opposti.

      Per il resto sono d’accordo con te, ci sono anche molti marii e ciò dimostra quanto conti poco chi c’è al Quirinale.
      La risposta è anche per Doriana a cui vorrei ricoredare che le varie marie quando vengono in Italia fanno un favore agli uomini e alle donne.
      maria

    • "Ho visto, solo dall’esterno perchè ero candidata e non ancora eletta, un CPT, quello di Gradisca d’Isonzo, costruito in tutta fretta dal governo (se lo sentivano che stavano per essere mandati a casa?) e contro il volere della Regione Friuli-Venezia giulia, che si era espressa -con voto del Consiglio- contro la possibilità che il proprio territorio potesse ospitare strutture di quel tipo: anche solo vista da fuori è peggio di una galera, e -una volta che ne avremo ottenuto la chiusura non sarà "utilizzabile" nemmeno come prigione ordinaria. La storia di Maria è un paradigma della orribile crudeltà e disumanità della legislazione contro immigrati e immigrate: credo che ci attriveremo subito, appena entrate in carica alle due camere, per cercar di mettere rimedio alla storia ormai comsumata (Mercedes Frias appena eletta con noi è dominicana, se no mi sbaglio)chiedendo prima di tutto scusa alla giovane lavoratrice d’oltreoceano, così "accolta" nei Centri di permanenza temporanea (CPT ) del nostro paese"
      lidia menapace