clicca qui per Bellaciao v.3.0 ;)

Archives Bellaciao IT - 2002 -2018 Archives : FR | EN | ES

50 deputati in rivolta: "Chiudiamo Lampedusa"

giovedì 13 ottobre 2005

di Stefano Bocconetti

Un’ora, un’ora e mezza. Non di più. Nel pieno della battaglia contro la legge elettorale delle destre. E’, insomma, bastato poco, perché Titti De Simone, deputata di Rifondazione, raccogliesse cinquantun firme di «onorevoli» dell’Unione sotto un appello. Brevissimo, due righe e mezza: chiedono l’immediata chiusura del Cpt di Lampedusa. E vogliono che Pisanu racconti alla Camera, subito, ora, quel che sa. Quel che avrebbe dovuto comunque sapere visto che sulle torture subite dai prigionieri nello scoglio davanti alla Tunisia c’è una lunghissima bibliografia.

Sotto quell’appello stringatissimo, le firme di tanti e tante. Le firme davvero di tutta l’alleanza: da Fulvia Bandoli, da Gloria Buffo dei diesse, a Pino Pisicchio dell’Udeur, da Pietro Folena all’ex ministro dell’Interno, Enzo Bianco della Margherita. Da Rosy Bindi a Luana Zanella dei verdi, da Franco Giordano a Fabio Mussi, da Maura Cossutta, dei comunisti italiani a Ermete Realacci, l’ex presidente di Legambiente.

Due righe e mezzo, si diceva. Che bastano ad allontanare i sospetti che l’Unione, in queste ore, fosse distratta da altro. O peggio, che neanche su quest’argomento riuscisse a trovare una posizione unitaria. Un «sospetto» cresciuto dopo un’intervista a Livia Turco, diessina, e ministro nella scorsa legislatura, madre di quella legge da cui discendono i Cpt. Nella quale sosteneva che neanche l’inchiesta realizzata da L’Espresso, con la testimonianza diretta delle brutalità a cui sono costretti i detenuti - accusati di reati amministrativi, beninteso - bastava da sola a giustificarne la chiusura. Livia Turco ha chiesto una commissione, ha chiesto che si svolga un’indagine, prima di decidere sulla chiusura.

Katia Zanotti è dello stesso partito di Livia Turco. Ma lei non ha dubbi. «Esattamente come non ha dubbi chiunque abbia visitato un Cpt - dice - E ancora meno dubbi ne ha chi, come me, ha vissuto la drammatica esperienza di una "visita" in quel centro a Lampedusa». Ma Katia Zanotti dice di più: «Molti di noi, anche nel mio partito, si erano illusi che magari se costruiti in regioni democratiche, avrebbero potuto essere meno brutali. Ma non è così: è sbagliata l’idea stessa di Cpt». Lo dice l’Europa, lo dice Amnesty International, lo dice la Conferenza delle Regioni, lo dice qualsiasi democratico.

«Vanno chiusi», aggiunge. Tutti? «Se lei - dice Rosy Bindi, rivolta a chi l’intervista, parlando senza però mai perdere di vista quel che sta avvenendo nell’aula di Montecitorio - se lei mi vuole trascinare in polemiche, neanche le rispondo. Davvero davanti allo spettacolo di una destra arrogante come questa è da irresponsabili andare a cercare il pelo nell’uovo fra le nostre fila». Ma comunque i Cpt vanno chiusi o no? «Intanto va chiuso quello di Lampedusa. Anch’io ci sono stata e anch’io non ho il minimo dubbio: va chiuso. Ma non domani. Oggi, subito. Ora». Il resto, lo si discuterà attorno ad un tavolo. «Al tavolo dell’Unione».

Di più non dice ma pare di capire che anche lei sia per cancellare una volta per tutte l’obbrobrio dei lager per migranti. «Questo non lo so - spiega Titti De Simone che della raccolta di firme è stata l’animatrice - ma so che sotto quell’appello abbiamo raccolto cinquanta firme in un pomeriggio dedicato ad altro, in pochissimo tempo. Ma con tanti altri abbiamo parlato, e molti, moltisssimi ci hanno chiesto come fare per sottoscriverlo. Sì, credo di poter dire che non la grande ma la stragrande maggioranza dei deputati dell’Unione ci sta a a condurre questa battaglia». Che può cominciare.

http://www.liberazione.it/giornale/051012/LB12D6E0.asp