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ALFIO NICOTRA : perché mi candido al Parlamento Europeo

martedì 4 maggio 2004

Ho deciso di accettare la candidatura al Parlamento europeo per la circoscrizione dell’Italia
centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche), solo dopo che è stata approvata la nuova legge elettorale
che consente l’espressione di tre voti di preferenza. La mia principale preoccupazione era infatti
quella di non danneggiare in alcun modo la rielezione a Bruxelles della compagna e amica di
tante battaglie Luisa Morgantini. L’adozione della preferenza plurima mi permette di svolgere invece
una candidatura di sostegno a Luisa e una più in generale di servizio per l’affermazione
dell’insieme della lista di Rifondazione Comunista.

Ho avuto la fortuna, in questi anni, di essere parte dello straordinario movimento che in tutto il
mondo ha riaperto una speranza per l’umanità. Ho lavorato fianco a fianco con compagni e compagne
di viaggio che avevano percorsi e provenienze diverse dalla mia, ma che andavano nella stessa
comune direzione. Personalmente ho imparato molto da loro e dalle cose che insieme abbiamo fatto.
Nella preparazione di Genova e nello sviluppo successivo del movimento contro il neoliberismo e la
guerra mi è stata affidata la responsabilità di rappresentare il Prc dentro le istanze di
coordinamento del movimento stesso. Ho cercato di farlo in modo unitario, lavorando pazientemente a tenere
insieme la rete plurima dei soggetti , cercando di evitare ogni settarismo e comprendendo che ogni
parte del grande mosaico, anche la più piccola, che giorno dopo giorno abbiamo messo insieme, era
una parte preziosa e fondamentale che meritava di essere ascoltata e valorizzata.

Tra la vasta pubblicistica sul movimento raramente questo lavoro di tessitura, che insieme ad
altri ed altre abbiamo compiuto, è stato citato o è stato riconosciuto. Segno che siamo stati
veramente "parte" del movimento, tanto da aver creduto alla contaminazione delle esperienze ed essersi
messi in gioco, senza per questo sgomitare per farsi largo davanti alle telecamere o ai taccuini
dei giornalisti.

Ho rappresentato un collettivo, uomini e donne di Rifondazione, che hanno animato i social forum,
le campagne contro le privatizzazioni e le guerre, le grandi manifestazioni nazionali ed
internazionali ma anche quelle - fondamentali e decisive- locali, di quartiere o di paese.

Il primo grande tentativo di costruzione dal basso di un’altra Europa lo abbiamo compiuto a
Firenze, con il Forum Sociale Europeo del Novembre 2002. I 60 mila delegati che hanno animato la
Fortezza da Basso, il fiume umano e di mille colori che ha "liberato" la città dalla campagna di terrore
(vi ricordate Oriana Fallaci e le "cinghiate" promesse ai no global dall’ineffabile Zeffirelli ?)
con la prima di una serie di oceaniche manifestazioni per la pace e contro la guerra all’Iraq,
hanno visto anche questo collettivo- Rifondazione Comunista- tra i principali protagonisti.

Firenze è cambiata in meglio da quella esperienza, anche se vi sono forze che si attardano a
credere che è stata solo acqua passata velocemente sul vetro delle finestre del potere. Che dire
infatti di un sindaco che continua a privatizzare, a proporre tuboni incompatibili con l’ambiente, che
si irrita per ogni luogo di base che vuole contare e partecipare?

In Europa c’è bisogno di dare forza alla sinistra di alternativa per dare forza al movimento
contro il neoliberismo, il razzismo e la guerra. Il voto è uno strumento di lotta e come tale va speso
bene.

Mi permetto di indicare nelle liste di Rifondazione comunista/Sinistra Europea e nei suoi
candidati e candidate un voto coerente con l’impegno di questi anni.