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ALLERTA GIALLA PER IL NICARAGUA : In arrivo l’Uragano Beta che si dirige verso la Costa Caribe

domenica 30 ottobre 2005

di Giorgio Trucchi

In Nicaragua si risvegliano gli incubi legati all’Uragano Mitch del 1998 che, pur non entrando nel paese, lasció morte e distruzione anche a causa dell’incapacità e l’ottusità politica del Governo di allora.

A quei tempi, l’attuale Presidente Bolaños ricopriva il ruolo di Vicepresidente della Repubblica e stava a carico della Protezione Civile.

In una conferenza stampa, il Presidente Bolaños, affiancato da Claudio Gutierrez, Direttore dell’Istituto Nicaraguense de Estudios Territoriales (Ineter), ha confermato che nel 1998 il Governo non aveva saputo prevedere l’impatto del Mitch sul territorio nicaraguense a causa della mancanza di un Sistema di Prevenzione ai Disastri e che fu proprio quell’esperienza che convinse il governo di Arnoldo Alemán a creare il Sistema Nacional de Prevención y Mitigación de Desastres Naturales (Sinapred).

Ora il pericolo potrebbe ripresentarsi, anche se per ora la Tormenta tropicale "Beta" sembra avere una forza molto inferiore al "Mitch".

Il Direttore di Ineter, Claudio Gutierrez, ha annunciato che "Beta" ha una traiettoria che lo porterebbe a colpire direttamente la parte nord della Costa Caribe e che attualmente (ore 13 di venerdí 28 ottobre) si trova a circa 200 chilometri dalla costa nicaraguense e con venti di circa 30-40 Km/h.

Lo spostamento lento della tormenta (5 km/h) la potrebbe trasformare ben presto in uragano di categoria 2 (il Mitch era categoria 5), con venti intorno ai 100 Km/h e farlo approdare nella zona di Puerto Cabezas verso le 7 di mattina di domenica 30 ottobre coincidendo cosí, 7 anni dopo, con la stessa data del Mitch.

Dopo l’impatto con la zona nord del Caribe nicaraguense, l’uragano attraverserebbe l’intero Nicaragua da nord-est a nord ovest per poi finire nell’Oceano Pacifico.

Le zone direttamente interessate sarebbero quindi quelle di Puerto Cabezas e Prinzapolka, proseguendo poi con la parte nord de Las Minas, Matagalpa ed Estelì e infine la regione di Chinandega.

Nel caso in cui si mantenesse questa traiettoria, le zone coinvolte soffrirebbero ingenti piogge con venti elevati e quindi è stata preventivata la possibilità di inondazioni e smottamenti su montagne, colline e vulcani della zona.

Il Presidente Bolaños ha decretato "l’allarme giallo" in tutta la Costa Caribe con corrispondente sospensione delle lezioni e dei voli.

Circa 350 membri dell’Esercito si sono già spostati nella zona dell’Atlantico nicaraguense per preparare le condizioni di prevenzione ed appoggio alle comunità della zona e l’eventuale evacuazione di decine di migliaia di persone.

La zona dell’Atlantico Nord dovrebbe essere quella che riceverà il maggior impatto dell’uragano e questa emergenza si innesta su una situazione già molto critica della zona per il recente passaggio della Tormenta "Stan" e per il perenne stato d’abbandono in cui vivono le popolazioni della zona, tra cui le popolazioni indigene ancora esistenti in Nicaragua.

E’ prevedibile che le condizioni già di per sé difficili (proprio in questi giorni esisteva già un’emergenza nella zona che aveva fatto scaturire forti proteste contro l’abbandono da parte dello Stato) potrebbero rendere ancora più grave l’impatto dell’uragano.

In 117 municipi dei 153 esistenti sono stati attivati i Comitati Municipali di Prevenzione e si è fatto appello ai venditori affinché non alterino i prezzi dei prodotti basici, come era successo durante il Mitch.

Brigate del Ministero della Sanità si sono già trasferite sulla Costa Caribe con ingenti quantitativi di medicinali e si sono attivati i sistemi per preparare i locali dove verranno alloggiate le persone evacuate.


"Beta" si sposta verso nord est : potrebbe entrare in territorio nicaraguense questa notte (sabato 29 ottobre)

Nelle ultime ore la Tormenta tropicale "Beta", prossima a trasformarsi in uragano, ha cambiato direzione puntando verso nord-est (rispetto alla traiettoria di ieri). Le previsioni di Ineter indicano che potrebbe toccare la Punta Gracias a Dios durante la notte del sabato e poi spingersi verso l’Honduras, evitando così di attraversare l’intero Nicaragua come si pensava ieri.

Beta continua a procedere molto lentamente (7 Km/h), con venti di 100 Km/h e sembra che già questa notte possa trasformarsi in Uragano di categoria 2 (venti fino a 160 Km/h).

Continuano intanto i lavori di prevenzione del Sistema Nacional de Prevención y Mitigación de Desastres (Sinapred) e dell’Esercito che stanno cercando di evacuare il maggior numero di persone, anche se risulta che molte comunità abbiano dovuto allontanarsi da sole, dato che nessuna istituzione si era ancora presentata nelle zone più isolate ed impervie della Costa Atlantica Nord del Nicaragua.

Secondo vari reportage, gli abitanti delle comunità Wawa Bar, a pochi chilometri da Puerto Cabezas e Prinzapolka, avevano deciso di allontanarsi con le proprie barche portando con sé vestiti e cibo ed avevano raggiunto Puerto Cabezas dove sono stati alloggiati all’interno dell’Università Uraccan.

Più di due mila persone hanno abbandonato la zona di Laguna de Perlas (Atlantico Sud) e si sono dirette verso Bluefields in cerca di riparo.

Sempre nell’Atlantico Nord, circa 2 mila persone sono state evacuate dai villaggi circostanti Puerto Cabezas e Prinzapolka.

In totale sono già state evacuate 11 mila persone e riunite in quartieri sicuri del capoluogo della regione e una parte inviata nella città interna di Rosita.

Nella zona sono presenti circa 600 soldati dell’Esercito per coordinare le operazioni di evacuazione e durante una conferenza stampa, l’Esercito ha presentato al Presidente della Repubblica, Enrique Bolaños, il piano d’emergenza che si sta effettuando.

Il Presidente si è messo alla testa del Sinapred e sta coordinando tutte le attività e durante la giornata di ieri sono stati inviati alimenti per la gente che è stata riunita a Rosita, mentre a Puerto Cabezas hanno già garantito alimenti per 15 giorni.

Nonostante l’uragano Beta sembra non essere diretto all’interno del Nicaragua, la preoccupazione è altissima dato che si sa perfettamente che una buona parte del territorio sarà investito da violente piogge e ciò potrebbe originare enormi disastri a queste zone, che lascerebbero ancora una volta allo scoperto le colpe di una politica governativa totalmente assente nella zona Atlantica e fin troppo benevola e compiacente con quei privati e quelle imprese che da decenni stanno distruggendo le risorse naturali di questa parte del Paese.

"Beta" sarebbe il primo uragano ad entrare in territorio nicaraguense dopo il "Juana-Joan" del 1988.