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APPELLO PER IL VOTO

venerdì 24 marzo 2006

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Alberto SIPIONE, Anna PICARDI, Arduino MONTI

di Carlo Cartocci Responsabile Italiani nel Mondo Prc

Care amiche e cari amici Care compagne e cari compagni

Siamo ormai cominciate le operazioni di voto, a molti di voi sono già giunti i plichi del consolato, ad altri arriveranno nei prossimi giorni.

È una grande occasione per affermare con il proprio voto che gli italiani all’estero non sono cittadini di serie B.

È l’occasione per intervenire da protagonisti nella realtà politica italiana e per contribuire a definire quali dovranno essere in futuro le relazioni, i rapporti e i vincoli fra l’Italia e i suoi cittadini all’estero.

Il Partito della Rifondazione Comunista partecipa all’alleanza dell’Unione con lealtà e con chiarezza e, proprio in nome della lealtà, vi invita a votare e a far votare per l’Unione. In nome della chiarezza vi chiede di esprimere una preferenza per i suoi candidati.

Il programma dell’Unione è frutto di mediazioni, ma è un buon programma. Pur tuttavia è necessario che venga realizzato senza eccessivi riferimenti alla logica centrista che potrebbe indebolirlo. La presenza dei nostri rappresentanti fra gli eletti dell’Unione garantirebbe una corretta realizzazione del programma stesso.

Per queste ragioni vi invitiamo a scrivere a fianco del simbolo dell’Unione questi nomi:

- per l’Europa, Camera dei deputati Alberto SIPIONE
- per l’Europa, Senato Anna PICARDI
- per l’America del Sud, Camera dei deputati Arduino MONTI

Questi candidati potranno, tra l’altro:

- in Europa rafforzare l’impegno della Sinistra Europea per la creazione di una Europa dei popoli e non dei capitali e delle merci.
- in America del Sud sostenere le relazioni politico-economiche fra l’Italia e quei paesi che cercano insieme la realizzazione di un nuovo mondo possibile (come l’Argentina, il Brasile, il Venezuela, il Chile, l’Uruguay e la Bolivia).

Buon voto a tutti e tutte

Messaggi

  • Molte ale dell’estremismo di sinistra criticano Rifondazione Comunista per aver adottato la nonviolenza come strumento di lotta. Domenico Schietti invece no. La nonviolenza non è un tradimento del comunismo duro e puro ma una scelta tattica adeguata all’epoca che stiamo vivendo. Meno marxismo, più comunismo: evolversi non è segno di debolezza, ma di intelligenza. Vediamo perchè. Una breve analisi sulla nonviolenza ed il comunismo.

    La nonviolenza è uno strumento di lotta che si è ormai dimostrato essere più efficace della violenza.

    - Uno sciopero è nonviolenza

    - Non acquistare prodotti che non rispettano i diritti dei lavoratori, dell’ambiente e dei consumatori, come la Coca Cola, è nonviolenza

    - Andare dalla gente a spiegare le problematiche ed organizzare incontri, assemblee, documenti scientifici ed organizzarla con metodi compatibili alle loro necessità esistenziali è nonviolenza

    - Costruire ospedali e garantire la salute gratuita è nonviolenza

    - Una grande manifestazione popolare è nonviolenza

    Storicamente l’unica forma di lotta che ha portato a dei progressi duraturi è stata la nonviolenza.

    Su altre scelte posso sentirmi molto in contrasto con rifondazione, ma su questa hanno ragione: la nonviolenza è uno strumento di lotta efficace.

    La violenza viene strumentalizzate dai media

    In un mondo di 6 miliardi se tutti organizzassero forme di lotte violente si andrebbe all’autodistruzione in una settimana e quindi bisogna dare il buon esempio.

    Quello che a nessuno piace del sistema è la violenza e se si vuole costruire un altro mondo migliore deve essere per forza con meno violenza possibile, e quindi dobbiamo cominciare dal nostro stile di vita e dalle nostre forme di lotta dobbiamo verificare come la nonviolenza sia applicabile mostrandolo ora subito nella pratica.

    La violenza nel 2006 è un comportamento antistorico, antiscientifico.

    Tutte le nostre lotte sono contro forme di violenza e poi non vogliamo modificare niente del nostro comportamento? Solo la violenza degli altri è sbagliata?

    Su questo con rifondazione sono compleamente d’accordo, d’altronde l’avrò spiegato personalmente ad almeno 10 mila rifondaioli uno ad uno dal 1988 in poi e che cazzo, ora che mi hanno dato ragione e fanno quello che gli proponevo dovrei dirmi in disaccordo?

    Ma vediamo alcune delle critiche che vengono poste alla scelta della nonviolenza:

    1) E’ una scelta tattica, è giusta ma non universale. In Iraq e Palestina non è possibile usare la non violenza assoluta. gli scioperi sarebbero repressi duramente e bisogna fronteggiare la repressione.

    Risposta: è vero il contrario, siccome in Iraq ed in Palestina non si adotta la nonviolenza non si riesce a venirne a capo.

    Come spiego già dai tempi della prima intifada, se al posto dei sassi lanciassero coriandoli, se invece di farsi saltare per aria, andassero a pisciare sul muro, vincerebbero.

    Il mondo era con i palestinesi, invece son passati tanti anni e siamo ancora lì al punto di prima.

    La nonviolenza è ancora più efficace dove la repressione è violenta perchè aiuta a chiarire chi siano i cattivi ( i violenti ) e quindi permette di schierarsi dalla parte giusta.

    La violenza è sempre sbagliata. In Palestina per esempio credono che nessuno li stia guardando e di essere ancora ai tempi di Davide e Golia.

    Invece c’è anche una guerra mediatica, l’informazione è più potente di una bomba atomica, la comunicazione globale poi è l’arma più forte del mondo.

    Se in tutto il mondo vedono gente che lancia sassi, che si fa saltare per aria, che uccide senza problemi: gioca a favore della causa o no?

    E’ evidente che anche quando si è in pochi deboli, contro tanti più forti che si debba usare l’arma mediatica, non quella della disperazione e della violenza. Siamo nel 2006, non nel Medio Evo o ai tempi di Giulio Cesare.

    2) Io non mi fido. sono d’accordo con la non violenza, ma se attaccato, a differenza del masochista Schietti, tenterò di difendermi ed attaccare. skerziamo?

    Risposta: . La nonviolenza non è cristianesimo, la nonviolenza non significa porgere l’altra guancia. Nonviolenza significa non fare quello che non vuoi facciano gli altri.

    Difendersi non significa attaccare il nemico per fargli male, perchè sarebbe la stessa identica visione del mondo di Bush che coerentemente diventa guerra preventiva. (siccome mi sono nemici perchè sto ledendo i loro interessi e perciò mi attaccheranno, li colpisco prima perchè chi mena per primo mena due volte).

    Difendersi significa adottare forme di lotta adeguate.
    Meglio che uccidere degli stupidi dirigenti Coca Cola è non acquistare Coca Cola e boicottare il prodotto in tutto il mondo.
    Meglio che uccidere Biagi o D’antona per esempio, è fare uno sciopero per rivendicare i propri diritti.
    Meglio che tirare un sasso ad un celerino è dargli un volantino o spiegargli a voce le radici storiche del fascismo, e le disastrose conseguenza per tutti.

    Poi ovvio che un singolo possa perdere l’autocontrollo se attaccato e difendersi come può: sto parlando ovviamente di violenza di parte, di un’organizzazione, di un partito, di metodo di lotta di grandi insiemi umani, non di un singolo attaccato che si difende come può.

    3) Nel 40/45 tt eran contro Hitler dovevano scioperare e farsi deportare?? o resistere!!! Nessuno teorizza la violenza preventiva, ma per difendersi. Se mi stanno caricando gli do i volantini mentre mi manganellano? O rispondo con un sasso e mi aspetto che i miei compagni facciano lo stesso?

    Risposta: i tempi cambiano, nel 1850 ai tempi di Marx non esistevano le mitragliatrici e le bombe al plastico, nel 1940 non esisteva la bomba atomica ed eravamo in tre miliardi sul pianeta terra.Ogni scelta va contestualizzata nell’epoca in cui si sta vivendo.

    Oggi si conosce il nazismo e si può prevenirlo con la nonviolenza eliminando le cause sociali che lo determinerebbero e per attirare ’attenzione dell’opinione pubblica è molto meglio un concerto, un grande spettacolo, un documentario scientifico che una manifestazione dove alcune persone mascherate spaccano tutto come bambini arrabbiati.

    4) La nonviolenza è un tradimento con il quale si abbandonano i compagni che lottano

    Risposta: La menzogna ha bisogno della violenza, la verità di tempo: i mezzi rivelano il fine.

    A nessuna persona intelligente interessa un nuovo tiranno che sostituisca quello vecchio.

    Un tiranno violento sostituito da un nuovo tiranno violento non aiuta la causa dei diritti.

    Chi adotta la violenza non può avere sostegno popolare perchè non offre nessuna garanzia di essere migliore di quello contro cui lottano.

    I violenti hanno l’occhio verso il potere, verso la conquista del potere.

    I nonviolenti invece verso i diritti, per tutti, anche per quelli contro cui lottano.

    I nonviolenti lottano anche per i propri nemici!

    Un violento dirige la sua lotta invece contro altri esseri umani come lui, verso dei suoi fratelli.

    Un violento tradisce il primo articolo della dichiarazione universale dei diritti umani che sancisce che si debba agire in spirito di fratellanza l’uno verso l’altro.

    Un nonviolento vuole eliminare il terrorismo, il violento invece i terroristi.

    Un nonviolento vuole eliminare il fascismo, il violento invece i fascisti.

    Un nonviolento vuole eliminare il capitalismo selvaggio, il violento invece i padroni ed i borghesi.

    Un nonviolento vuole eliminare la povertà, il violento invece i poveri.

    Un nonviolento vuole eliminare le guerre ed i contrasti, il violento invece poliziotti, militari e dissidenti.

    La nonviolenza è innanzi tutto uno stile di vita efficace e vincente, la violenza purtroppo invece è la risposta degli incapaci o più semplicemente di persone sole, isolate, con pochi mezzi, senza capacità di comunicare e farsi capire, utilizzate dai trafficanti d’armi per arricchirsi.

    Mentre un violento spara, un trafficante d’armi ride.

    Mentre un violento punisce, un impresario edile che costruisce prigioni ride.

    Mentre un violento spacca una macchina, un ricca multinazionale ride, ne dovranno comprare una nuova.

    La menzogna ha bisogno della violenza, la verità di tempo: i mezzi rivelano il fine.


    Rifondazione Comunista: bravissimi, viva la nonviolenza!

    Domenico Schietti
    2010: Eliminazione povertà
    Un Mondo a Misura di Bambino

  • Cara Redazione di Bella Ciao,

    Grazie del sito - molto utile per votare come si deve - vista la disinformazione che uno rischia stando all’estero e non leggendo i giornali di casa

    Poi: complimenti per tutto il lavoro fatto, e coraggio! continuate cosi’

    Pietro Roversi
    Oxford

    • ANDATE A VOTARE è IMPORTANTE

      Dialoghi immaginari
      Mormora l’asino alla mucca magra
      “Sai che il cavallo non sempre è veloce
      La grande macchina è più forte”.

      La pecora dice al gatto sapientone

      “Sai che la farfalla è morta
      L’ha schiacciata il terribile uomo”.
      La formica ferma il cinghiale distratto
      E le urla “ le nuvole non sempre sono felici
      L’uomo le inquina”.

      Il cane avvicina l’uccellino e chiacchierando

      L’uccellino dice all cane. “Il Gallo non sveglia più l’uomo
      Adesso lo sveglia la macchina DRIIN DRIIN”.

      L’uomo prende in giro la Donna grassa

      E LEI gli risponde “ tu non meriti essere degno della nostra razza
      Tu non rispetti le diversità anche noi sappiamo amare”

      La nuvola incontra spesso la pioggia intensa

      Loro discutono sul loro futuro incerto
      Sugli sprechi dell’uomo
      Una frase colpisce la nuvola

      “L’uomo abusa del suo potere ed un giorno quello
      che avrà faticosamente costruito crollerà”
      Immagino tutte le chiacchiere. Nella sofferenza della natura
      tu non lo noti?
      Penso che la via del non ritorno stia iniziando sta, a noi fermarla.

      By guido dedicata al mondo che soffre da sempre

      BY GUIDO ARCI CAMALLI