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Angelo Sodano, non ha escluso la possibilita’ di un referendum che bocci una eventuale legge sui Pacs

mercoledì 21 settembre 2005

In una intervista a "La Repubblica", il segretario di stato vaticano, il cardinale Angelo Sodano, non ha escluso la possibilita’ di un referendum che bocci una eventuale legge sui Pacs. "Se per queste tematiche cosi’ delicate si arrivasse a richiedere il pensiero dei cittadini tramite una consultazione popolare, non vedo il problema", spiega Sodano, "ma su questi aspetti noi come Chiesa non entriamo nel merito. È un normale esercizio di diritto democratico dello Stato e ricordo che il diritto e’ la gloria della nostra tradizione latina".

Gli risponde l’arcigay:

"Siamo pronti ad indire un referendum per l’abrogazione dell’istituto dell’Otto per mille, fonte surrettizia di finanziamento della Chiesa cattolica da parte dello Stato italiano". Questa la risposta del presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, alle parole del segretario di Stato vaticano, il cardinale Angelo Sodano, che ha minacciato un referendum se dovesse essere approvata una legge sul Pacs (Patto civile di solidarietà).

"Il Partito vaticano italiano si fa forte del risultato del precedente referendum sulla procreazione medicalmente assistita - osserva Lo Giudice - ma un conto è cavalcare l’astensionismo, altro sarebbe convincere gli italiani a votare in massa contro una norma di uguaglianza e di progresso, presente in tutta Europa, invocata da vent’anni dalle istituzioni europee e fortemente sentita dalla maggioranza del paese. Un sondaggio Eurisko del
maggio scorso, commissionato dalla Tavola valdese, ha mostrato che il 52% degli italiani è a favore di una legge che riconosca status giuridico anche alle coppie dello stesso sesso."

"Se il Vaticano si comporta come una lobby politica e interviene contro leggi dello Stato italiano che, come il Pacs, promuovono la parità dei diritti e della dignità sociale di tutti i cittadini, diventa ancor più inaccettabile che goda di smaccati privilegi economici, come nessun altra organizzazione nel nostro paese, che lo ricoprono di soldi a spese delle tasche degli italiani."

"Se si scegliesse, nostro malgrado, la strada della contrapposizione sul tema dei diritti fondamentali delle persone, saremmo pronti a chiamare il paese ad eliminare l’anomalia tutta italiana di una Chiesa finanziata con i soldi dei contribuenti anche non cattolici, attraverso il meccanismo truffaldino della redistribuzione delle quote non espressamente assegnate. Lo Stato libererebbe così risorse enormi da destinare a concreti interventi a sostegno delle famiglie".

http://www.arcigay.it/show.php?1565