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Aventino ottant’anni dopo

venerdì 6 febbraio 2004

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AVENTINO: OTTANT’ANNI DOPO (1924/2004)

di Ida Sconzo

Primi voti in Senato sulla "devolution" (che non è una vecchia canzone di Adriano Celentano).
Il primo articolo del "nuovo ordinamento federalista" afferma che "il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica".
Il secondo dice che la Camera dei deputati sarà composta da 400 membri più 12 delle circoscrizioni all’estero.
Il coordinatore della segreteria della Quercia, Vannino Chiti, ha affermato: "La riforma costituzionale presentata dalla destra è un confuso progetto che, se approvato, provocherebbe un disastro". In particolare, Chiti ha sottolineato che "è stata sottovalutata la proposta della destra, secondo la quale ogni Comune e ogni Provincia potrebbe chiedere di staccarsi dalla propria Regione e crearsene un’altra. Con questa norma - ha detto Chiti - potrebbero nascere anche ottomila nuove Regioni, una per ogni Comune".
Sembra che anche il Senatore a vita, Giulio Andreotti (!) abbia chiesto al centrodestra di fermarsi a riflettere perché "se passa questa riforma abbandoniamo la repubblica parlamentare e non sappiamo quale repubblica avremo".
Il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, parla di "svendita della Costituzione, suicidio del Parlamento e distruzione dello Stato unitario".
Ricordo un articolo nel quale Giorgio Bocca, subito dopo l’affermazione elettorale, scrisse: "siamo in pieno fascismo", o qualcosa del genere. Montanelli invece scriveva che "gli italiani, sarebbero usciti "vaccinati" da questa esperienza, ma forse era ottimista.

Vecchie pagine di storia....

"Due giorni dopo la marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre 1922, il re Vittorio Emanuele III, affida a Benito Mussolini il nuovo governo. Il capo del fascismo arrivò al potere in modo legale. I primi provvedimenti del primo governo Mussolini riguardavano l’organizzazione dello Stato, che con poche ma repentine trasformazioni, si avviò a diventare da Stato democratico e liberale a Stato autoritario e quindi totalitario.
Nacquero due nuovi organismi: il Gran Consiglio del Fascismo e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.... Infine, nel 1923, il duce, fece varare una nuova legge elettorale in base alla quale i due terzi dei seggi venivano assegnati alla lista più votata, quindi a quella fascista.
Ostacolando la propaganda avversaria e truccando pesantemente i risultati, i fascisti ottennero quasi il 66,3% dei voti nelle elezioni dell’aprile 1924.
Il 30 maggio, il deputato socialista Giacomo Matteotti denunciò alla Camera i soprusi e i brogli elettorali e chiese che le elezioni venissero invalidate.
Il 10 giugno 1924, sicari fascisti rapirono e uccisero Matteotti. Il suo corpo venne trovato il 16 agosto dello stesso anno.
Questo crimine scatenò le proteste dell’intera opinione pubblica: molti fascisti si allontanarono dal partito, i giornali, (Corriere della Sera, diretto da Luigi Albertini e La Stampa) attaccarono duramente il partito fascista.
In segno di protesta i rappresentanti dell’opposizione uscirono dal Parlamento e dichiararono che, vi sarebbero rientrati soltanto quando nel paese fosse stata ripristinata la legalità. Questo ritiro passò alla storia come secessione dell’Aventino. Da un punto di vista morale - spiegano gli storici - da parte delle opposizioni fu una presa di posizione forte ma da un punto di vista politico si rivelò un errore. Il 3 gennaio del 1925, in un discorso pronunciato alla Camera, Mussolini annunciò di aver deciso di riformare lo Stato.
Tra il 1925 e 1l 1926 i deputati dell’Aventino furono dichiarati "decaduti", fu abolita la libertà di Stampa (Sic!) e di riunione, furono sciolti i partiti, al capo del governo fu assegnato il potere di formulare le leggi....

Strane coincidenze...

Molti italiani incazzati, nel corso di manifestazioni, riunioni e dibattiti, propongono che i deputati e i senatori dell’opposizione, per protesta, abbandonino l’aula...

NON LO FATE MAI!