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Brevetti e farmaci: una condanna a morte per i Paesi poveri

giovedì 15 dicembre 2005

di Vittorio Agnoletto

Hong Kong, 14 dicembre 2005 -«L’accesso ai farmaci rappresenta uno dei temi più discussi da chi si oppone al modello neoliberista perseguito dalla WTO. Pochi giorni prima dell’inizio della Conferenza di Hong Kong, il Consiglio TRIPS di Ginevra aveva deciso di inserire nell’accordo omonimo la decisione del 30 agosto 2003 per l’esportazione dei farmaci salva vita verso i Paesi in crisi sanitaria.

I Paesi in via di sviluppo (Pvs) e le associazioni di lotta all’AIDS avevano firmato un appello congiunto per chiedere alla WTO la modifica dell’accordo del 2003 e di non inserirlo negli accordi TRIPS. Infatti tale accordo, presentato in pompa magna da Lamy e Mandelson come soluzione definitiva per rendere disponibili i farmaci anti AIDS e gli altri farmaci essenziali ai Paesi non in grado di produrli, è così complesso che in due anni non é stato usato neanche una volta!

Nel frattempo la situazione è ulteriormente peggiorata visto che dal 1 gennaio 2005 l`India, la Tailandia e il Brasile non possono più produrre i farmaci anti AIDS come generici, né esportarli in altri PVS. Scadendo la moratoria, sono stati obbligati ad adeguare la propria legislazione alle regole del WTO e quindi a tutelare i brevetti delle multinazionali per vent’anni.

Concretamente questo significa cancellare ogni speranza di cura efficace per i trenta milioni di persone sieropositive che vivono in Africa e per altri sei milioni di malati di Asia e America Latina.

Una condanna a morte presentata a Hong Kong come una grande vittoria e un’ importante concessione ai PVS!

Durante la Conferenza Interparlamentare, a cui sto partecipando con la delegazione ufficiale del Parlamento europeo, moltissimi deputati africani e latinoamericani sono intervenuti a denunciare questa truffa ma senza ottenere alcun risultato. Non c’è miglior sordo di chi non vuole sentire».