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CHIUSURA IMMEDIATA DELL’INCENERITORE DI CASTELNUOVO GARFAGNANA

martedì 10 gennaio 2006

Questa non è una richiesta provocatoria, ma semplicemente la conseguenza dell’attuazione del Piano provinciale di gestione dei rifiuti nella sua versione più ‘annacquata’ che proprio al 2006 prevedeva lo scenario più lontano e più favorevole agli ammortamenti di Se.Ver.a per la chiusura dell’impianto.

E’ questo, infatti, un impianto che oltre ad inquinare, come del resto tutti gli inceneritori, prevede i costi di trattamento più elevati dell’intera provincia. Costi che verrebbero ulteriormente ad aumentare in coincidenza con l’anno appena cominciato nel quale cesserà la vendita agevolata di energia elettrica prevista dagli ormai scaduti Cip 6.

Davanti a questa situazione rimaniamo sbalorditi nell’apprendere dello sciagurato proposito di aumentare la potenzialità dell’impianto!

Anche qui la più netta opposizione non risponde unicamente alle preoccupazioni sanitarie conseguenti al numero crescente di interventi, volendo parlare solo di rifiuti, che gravano il già notevole carico ambientale:

- stiamo parlando oltre che dell’inceneritore anche della discarica per ceneri di Molazzana che, nata per accogliere le scorie dell’inceneritore di Castelnuovo Garfagnana, per mero calcolo economico, si è trasformata anche in ricettacolo delle ceneri dell’inceneritore di Pietrasanta e dell’Alce’ di Fornoli, in contrasto con le prescrizioni del Piano provinciale;

- stiamo parlando dell’impianto di Bricchettaggio di Gallicano che non solo accoglie gran parte dei rifiuti della provincia di Massa Carrara, ma che ha nelle previsioni la realizzazione di un impianto di gassificazione, equi8parabile per l’impatto ambientale alla realizzazione di un inceneritore;

- stiamo parlando, infine, del progettato inceneritore Lucart di Diecimo che rappresenta un pericolo incombente nonostante la battuta d’arresto provocata dalla mobilitazione della popolazione.

L’opposizione risponde inoltre alla necessità di fare assoluta trasparenza sulla gestione della Se.ver.a che da un lato non riesce nemmeno a garantire il raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata e dall’altro punta su operazioni in netto contrasto con gli interessi delle comunità della Valle del Serchio, a fronte di costi molto elevati per i cittadini.

Per questo motivo l’ATO, che rischia di sostituirsi al compito di pianificazione che spetta al Consiglio provinciale, deve fermamente respingere la proposta di ampliamento dell’impianto di Castelnuovo.

Per questo la Provincia deve rompere il silenzio e attivare finalmente le procedure per la dismissione dell’inceneritore.

La strada maestra per raggiungere l’autosufficienza dei comuni della provincia nella gestione dei rifiuti passa solo attraverso la riduzione dei rifiuti ed il loro massimo recupero con le raccolte differenziate, come del resto, sotto la spinta delle mobilitazioni dei Comitati popolari di tutta la Toscana, finalmente è stato recepito dalla stessa Regione nelle previsioni di raggiungere entro il 2010 il 15% di riduzione e il 55% di raccolta differenziata.

AMBIENTE E FUTURO

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA Federazione di Lucca

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