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Carmine Iuorio : muore di freddo mentre protesta contro la discarica

giovedì 24 febbraio 2005

Carmine Iuorio, 34 anni, stroncato nella notte. L’autostrada A3 resta bloccata.

di Antonella Palermo

Campagna (Sa)

Carmine Iuorio, 34 anni, è morto mentre manifestava contro la discarica di Basso dell’Olmo. Alla seconda notte di presidio sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, alle due e trenta circa, Carmine si è accasciato sotto una delle tende presso cui, assieme a centinaia di suoi concittadini, aveva cercato nelle ultime ore riparo dal freddo. Inutile la corsa al vicino ospedale di Eboli.

L’amarezza e l’angoscia, la commozione e la disperazione, sul tratto autostradale occupato tra Sibari e Battipaglia, si sono presto mescolate alla rabbia. La protesta di Campagna, nonostante tutto e forse, anzi, anche per Carmine, va avanti. Incessante, come la neve. In città resteranno chiusi, per il terzo giorno, anche i negozi. Solo gli alimentari apriranno. E lo faranno per poche ore, appena il tempo necessario alla popolazione per approvvigionarsi di pane, latte e generi di prima necessità.

I collegamenti diventano sempre più complicati; le agenzie battono i comunicati della società autostrade per i percorsi alternativi. Dopo la notizia della morte del giovane, tanti altri si sono aggiunti al presidio sulla Salerno-Reggio Calabria, molti hanno rafforzato quello sulla statale 18; altri ancora, sindaco compreso, si sono allontanati solo pochi minuti per portare la solidarietà di tutti alla famiglia Iuorio. Sull’asfalto dell’A3, ricoperto di neve e ghiaccio, resta il blocco degli oltre trecento manifestanti; con le tende, i falò e i fornellini da campeggio. E le forze dell’ordine. «C’è molta tensione - racconta uno dei manifestanti - ma andiamo avanti perché la discarica non la vogliamo; c’è pericolo per l’inquinamento dell’acqua, delle coltivazioni e per la salute. Aspettiamo delle risposte che non vengono e con tutta questa polizia ci sentiamo assediati». La città di Campagna attende risposte dal commissario straordinario Corrado Catenacci. Catenacci, invece, si aspetta un po’ di aiuto. Tanto aiuto, da tutti. «Se nessuno ci aiuta i rifiuti arriveranno al terzo piano dei nostri palazzi - fa sapere- ed è sotto gli occhi di tutti che nessuno ci aiuta. Dovunque andiamo ad aprire una discarica abbiamo opposizioni terribili e nessuno tiene presente la linea aggressiva delle popolazioni nei nostri confronti». Poche parole sulla morte di Carmine («Mi dispiace, non ho più nulla da dire»), ma ci ha tenuto a sottolineare che «le stesse opposizioni non si verificano, purtroppo, nei confronti di altri soggetti, che preferisco non nominare e che spesso attivano discariche e attività del genere».

Il Governo, invece, è dalla sua parte. Catenacci è andato ieri a Roma dove qualcuno pensa di affidargli i Cdr sequestrati dalla magistratura alla Fibe. In questo modo, sostengono nella Capitale, si eviterà il peggio. Anche il ministro dell’Ambiente è con lui. Al question time della Camera, Altero Matteoli viene "interrogato" da Giovanni Russo Spena e annuncia: «La struttura commissariale ha disposto la chiusura a rotazione dei sette impianti di produzione del Cdr, al fine di consentire l’effettuazione delle necessarie attività di manutenzione volte a garantire il miglioramento qualitativo della produzione e ad adempiere alle richieste formulate dalla procura della Repubblica di Napoli». Ma la situazione dei rifiuti in Campania, ricorda il deputato del Prc, «è drammatica; entro due giorni, saranno pieni negli stoccaggi. Cosa si aspetta ancora che debba accadere per decidere che la società concessionaria Fibe ha fatto bancarotta, per rescindere, perciò, il contratto e per definire il nuovo piano di rifiuti?». Tace sulla Fibe, Matteoli, mentre sul nuovo piano rifiuti passa la mano: è competenza, sostiene, della Regione. Poi promette: nel 2007 saranno in funzione i due termovalorizzatori di Acerra e Santa Maria la Fossa. E così, mette il dito in un’altra piaga. Le cariche di Acerra sono ferite ancora sanguinanti. «Ci hanno imposto con la forza Acerra - ricorda Ciro Pesacane, del Forum Ambientalista - , ci hanno detto che con Acerra avevamo risolto il problema, e quando noi dicevamo che il problema era la Fibe ci davano dei pazzi. Eccoci ora qui: con il dramma di un giovane morto, con una situazione ambientale addirittura peggiorata». E la differenziata? All’anno zero.

http://www.liberazione.it/giornale/050224/LB12D6A9.asp