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Credo che quello che è successo a Parigi debba farci riflettere!

lunedì 5 dicembre 2005

di Mariangela Manchester,UK

Non mi appassiona prendere una parte o giudicare chi ha fatto cosa, chi ha ragione chi ha torto.

Quello che vorrei sottolineare e che credo ci tocchi è una riflessione precisa e partecipata sulla situazione di Rifondazione Comunista all’estero.

Sono iscritta a Rifondazione e ho dovuto decidere di fare la mia tessera in Italia perchè la mia presenza nel partito qui, precisamente nel circolo di Rifondazione di Londra non era piu’ possibile.

Io mi sono iscritta a Rifondazione dopo una lunga militanza nel PCI e nel PDS (area comunista) fino al ’95.

Ho continuato a fare politica nei movimenti e poi ho deciso di iscrivermi a RC il 1 maggio del 2003.

Nel periodo in cui sono stata iscritta a Londra nulla è stato fatto come circolo, neanche riunioni per discutere le esperienze che vivevamo.

Il processo di costruzione del Forum Sociale Europeo a Londra ha poi segnato definitivamente la rottura con un gruppo di compagni che ’faceva la linea’ senza discuterla o condividerne i processi di costruzione e che ha avvallato, senza mai prendere la parola, pratiche politiche molto discutibili di "alcuni gruppi della sinistra inglese".

Noi compagne impegnate nel processo di costruzione dell’ESF siamo state pubblicamente attaccate senza che si entrasse nel merito degli obiettivi di democratizzazione che noi ci prefiggevamo per poi invece ritrovarci l’appoggio della composita delegazione italiana nelle riunioni dell’EPA (European Preparatory Assembly)

I tentativi di arrivare ad un chiarimento anche con responsabili del partito non hanno dato molti frutti.

Alla fine una compagna non ha rinnovato la tessera e due hanno trasferito l’iscrizione in Italia.

Ho come l’impressione che il fatto che i circoli siano formati da poche persone con cariche e relazioni che finiscono per essere importanti porti alla formazione di piccoli luoghi di potere che nulla hanno a che fare con le pratiche e le elaborazioni del nostro partito.

Se pensiamo a quello che successo a Parigi, alla nostra esperienza in Gran Bretagna ci rendiamo conto che uno spazio di discussione va individuato e che non possa che essere uno spazio che possa coinvolgere esperienze diverse delle tante compagne e compagni che vivono all’estero e che qui lavorano anche politicamente.

Perchè non pensare di organizzare una riunione a livello europeo aperta agli iscritti e alle iscritte di Rifondazione Comunista che vivono all’estero?

Lasciare che le situazioni si avvitino su sè stesse (come forse per troppo tempo è stato fatto!) non è una soluzione, non fa altro che aumentare tensioni e conflitti per poi stupirsi delle modalità con cui questi si esprimono.

Messaggi

  • Tu rifletti su Parigi vivendo a Londra io rifletto su Roma vivendo vicina a Viterbo. Ma rifletto, dopo che leggo i report dall’estero , dopo che ho camminato in lungo e largo, riunioni in cui arrivo sempre troppo presto, da cui esco e mi dico a cosa è servito? Io non ho un "passato" politico come il tuo, ho vissuto il partito dal 2001 dopo Genova, ho vissuto il movimento, la vita di ogni giorno da una qualunque ma che voleva esserci e insieme. Ho dato pochi giorni fa le dimissioni dalla segreteria della federazione di Viterbo dove mi sarei dovuta occupare di "donne pace movimenti".Le mie emozioni le scrivo su questo sito e le puoi vedere, puoi leggere anche la mia amarezza che non deriva dall’agire dell’uno o dell’altra (ma spesso è così), ma dall’indifferenza spesso complice che riveste le nostre esistenze. Non mi piace fare l’opinionista, ma amo parlare leggere incontrarmi vicina o lontana da chi come te, tenta e ritenta di capire e decostruire logiche che non gli appartengono, dove non ci paga nessuno e dove noi paghiamo in termini di messa in gioco come donne, che si impegnano al massimo nel cercare un dialogo , un confronto, un costruire qualcosa, magari di piccolo ma andando avanti, non da sole come facciamo da sempre...L’ora è tarda e forse dico scemenze ma sono sicura che mi hai capita. E’ nato un sito da pochi giorni, www.usciamodalsilenzio.org spero che vada avanti, in ogni caso l’immagine letteraria è suggestiva. Stiamo tentando. Ma è molto molto faticoso.
    Spero in giorni migliori di questi. Le tue parole sono preziose e mi auguro che "altri" ne facciano buon uso. Un abbraccio
    Doriana

  • proprio ieri si parlava nel collettivo del rapporto tra ’enunciati’ e pratica politica.

    Per me, dopo anni nel PCI, nelle strade, nei movimenti, nele reti delle donne, e dopo anni di delusioni, di amarezze, di speranze tradite, dopo anni fuori dal PCI a lavorare a possibili ponti da costruire su temi per riallacciare ’a sinistra’ uomini e donne con storie diverse i cui dirigenti si erano dimenticati le parole della sinistra, per me dopo Genova e Firenze e le nuove speranze delle nuove reti a livello mondiale, dicevo per me l’iscrizione a Rifondazione è stata come per tutti credo il frutto di un percorso.

    Ci sono arrivata solo quando ho letto che Rifondazione rifiuta un ruolo di leader dei movimenti ma diventa uno spazio in cui questi possano agire.

    E’ per questo e con questa grande speranza che mi sono iscritta assolutamente a conoscenza dei ’meccanismi della politica’ e assolutamente ancora convinta della fondatezza di un’idea che è quella che ’un agire della politica diverso è possibile’

    Leggendoti ho sentito la nostra vicinanza, ho sentito le amarezze ma soprattutto le speranze.
    Non so perchè tu ti sia dimessa ma so perchè io mi sono spostata da una realtà di cui sentivo i limiti approdando a una vita diversa che mi tiene da 10 anni lontana dall’Italia.
    Non importa perchè ..molto probabilmente le nostre storie si assomigliano nella loro differenza.
    Quello che mi fa piacere è che mi segnali il sito www.usciamodalsilenzio.org l’assemblea del 29 a Milano, donne con cui io sono in relazione che si riprendono la parola, che affollano una sala, che partono per un nuovo vibrante percorso.

    Ecco questo mi ha fatto molto piacere e volevo dirtelo pubblicamente
    Ecco usciamo dal silenzio fuori e dentro questo partito e questa sinitra
    Riallacciamo le parole alle pratiche! Da sole le parole non cambiano il mondo!
    Ciao
    Mariangela

  • ma non sarebbe meglio che in base al territorio in cui uno/a si trova ed in base alla situzione politica locale ecc. addottasse forme di organizzaizone politica adeguate alla bisogna locale?
    Nulla contro Rifondazione, anzi! Ma ha senso stare a Londra - ad esempio - e preoccuparsi di creare un circolo affiliato a Rifondazione italiana e non piuttosto integrarsi con qualche gruppo locale o costituirne uno - per piccolo che sia - che si concentra sul terriotrio in cui vive e sulle contraddizioni locali? Boh! scusate, son provinciale e forse certe cose non le vivo sulla mia pelle ma a volte sembra un po’ che i circoli Rif Com od altri all’estero nascano più per l’esigenza di "far comunità" tra italiani con un po’ di nostalgia per la madrepatria che per esigenze politeche vere e proprie... Se tutti facessero così in una città come Parigi o Londra ci si troverebbe con i "comunisti divisei per gruppi entnici"... Scusate la battunia finale :-)

    pippi calzelunghe

    • cara Pippicalzelunghe

      ti sbagli di grosso. Innanzitutto io sono a Manchester e ci lavoro e ci lavoro anche politicamente.
      Ho lavorato e continuo a lavorare nel Manchester Social Forum e nel forum per la palestina e anche al tavolo dei migranti..quindi hai sbagliato indirizzo.

      Ho organizzato manifestazioni che ti puoi se vuoi andar a cercare in Indymedia contro la guerra, il muro in Palestina e altro e altro ancora.

      Sto lavorando per sfondare il muro dei settarismi che caratterizzano i gruppi di sinistra di questo paese e per stimolare azioni comuni

      Se sento l’esigenza di lavorare anche in Rifonadazione nel collettivo Bellaciao non è per ritagliarmi il mio pezzo d’Italia qui ma perchè non sono un’emigrata.

      Non ho deciso di lasciare l’Italia ma sono temporanemente all’estero. Partecipo alle elezioni in Italia e sono iscritta alla CGIL visto che il mio lavoro all’estero è per conto del MAE, insegno italiano al’estero.
      Credo quindi di dover oltre che volere continuare a partecipare alla politica italiana e a quella europea e a quella di questo mondo.
      Mi piacerebbe che frontiere e confini reali e politici saltassero una volta per tutte e che l’idea di essere cittadini di questo mondo dovunque si viva abbia un senso come quello di provare a cambiarlo.

    • Però quanta bella gente scrive a bellaciao! Sono veramente ammirata!
      E sono orgogliosa che ci siano al mondo tante persone bellissime. Se penso a loro mi passa la tristezza e spero di nuovo nel meglio. Se solo tutte queste persone potessero far convergere i loro sforzi in qualcosa di comune anche a livello dirigenziale! Lo so che quello che fanno ha comunque valore ovunque siano e comunque operino, ma non riesco ad accettare che tutto questo slancio non riesca ad arrivare alle segreteria di certi partiti e si afflosci improvvisamente, allargando questa terribile crepa tra chi lavora in basso e chi decide in alto. Riusciremo mai ad avere una democrazia meno gerarchica, più partecipata anche nel settore decisionale, meno ancorata a quei due capetti che stanno in alto, sempre gli stessi, sempre piu’ marziani, e che troppo spesso sembrano dimentichi e quasi persi in un pianeta solo loro?
      vi

  • spero solo di non essere stata "offensiva", non era nei miei fini, ne caso mi scuso... ma a parte il tuo caso personale, la domanda che mi/vi facevo era che senso avesse "Rifondazione Comunista" (o qualsiasi altra organizzazione nazionale) esportata all’estero? Tutto qua. Ben vengano i locali SF, ci mancherebbe....
    Scusami ancora se sono risultata poco sensibile
    ora devo scappare perché tra poco vado al lavoro (accidenti!)
    un salutone a tutte (e tutti) ciao

    • La risposta alla tua domanda è che la legge elettorale italiana prevede da qualche anno che gli italiani residenti all’estero votino per le elezioni legislative italiane, eleggono i loro deputati e senatori. Quindi i partiti politici italiani all’estero hanno senso perchè ci devono fare campagna elettorale e quindi (si spera) anche politica. In più Rifondazione Comunista è nel progetto della Sinistra Europea, di cui un giorno spero vedremo nascere i circoli in tutta europa.

      Antonio dall’Argentina