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Dalla sconfitta di Messina al disastro totale

martedì 13 dicembre 2005

di Viviana Vivarelli

"Il ponte è stato un flop, ha disgustato l’elettorato di destra, che preferirebbe che l’enorme somma andasse in opere piu’ importanti come le strade e le ferrovie che sono scarse o inesistenti in gran parte del paese" Chi l’ha detto?

Non l’ho detto io, e sarebbe normale, lo scrive Feltri (e non cita neppure la mafia dell’acqua o l’ordine pubblico).

Insomma in Sicilia nemmeno la mafia si fida di Berlusconi e delle sue promesse.

Addirittura a Messina la Cdl aveva fatto corsi professionali per isegnare a fare il ponte! Come se nella mafia non ci fosse chi sa fare i piloni!

Ma a Messina non hanno vinto! E non e’ la prima volta che la Sicilia da’ segno di un cambiamento che avviene poi più ampiamente a livello nazionale, come se la Sicilia avesse la capacita’ di fare anticipazioni profetiche (la primavera di Orlando a Palermo anticipo’ la crisi della DC.)

Oggi la Cdl, e in essa l’Udc e An, sicure di avere in Sicilia la loro cassaforte di voti fedelissimi, vivono la perdita di Messina come una di queste anticipazioni funeste, la diserzione del movimento autonomista di Raffaele Lombardo sta squilibrando tutti i loro calcoli ma si sospetta che ci sia sotto molto di piu’, mentre fa specie vedere il riso divertito di un malizioso Follini che invece dovrebbe essere preda della comuna ambascia.

Si aprono scenari inquietanti (per Berlusconi, ovviamente).

Ecco perché la vittoria di Genovesi e’ una crepa inquietante nel sistema di potere messo in piedi dalla triade Cuffaro-Dell’Utri-Mafia.

Paradossalmente proprio il sistema elettorale fortemente voluto da Berlusconi per arginare la frana delle perdite spostera’ il confronto dagli schieramenti alle persone, sia verso gli elettori a cui la Cdl ha da mostrare pochi cannonieri, sia all’interno dove si verificheranno temibili guerre intestine (tre punte, 4 punte..) che finiranno per disintegrare la Cdl, proprio perche’ tra compari ognuno sa quali sono le zone difettose dell’altro e nella perdita comune ognuno tirera’ i colpi che ha.

Ma Berlusconi crede di essere un vincente per meriti legati alla sua persona, vivendo se stesso non come una ideologia o una umanita’ reale ma come il fittizio e fantastico protagonista di uno spot molto amato, come fa il bambino che reifica i suoi desideri, convinto che basti desiderare una cosa perche’ si inveri; Berlusconi ha voluto che la televisione fosse una favola e ha voluto che anche la politica si trasformasse in una favola, sostituendo un mondo fittizio a un mondo reale e vivendo se stesso come il Principe Azzurro in fluenti capelli e braghe di raso, un Principe eternamente convinto di essere il piu’ bello del reame con un narcisismo inquietante che va oltre gli anni e la carne e non deflette di fronte agli indici di gradimento in caduta libera, come quel Bush che, come appare, fa calare a picco l’audience e il consenso e procede inossidabile sopra i 30.000 morti.

In Fiera, davanti a mille imprenditori azzurri, Berlusconi mostra il desolante vuoto della sua zucca principesca ma un po’ carente di contenuti politico-economici.
Ripete con i suoi piu’ amabili accenti e tutta la varieta’ dei suoi vocalizzi cose trite e ritrite: ancora si appella alla popolare tassa di successione, si dice incolpevole dell’aumento del carovita, demonizza la sinistra richiamando dalla tomba Stalin, sventola la minaccia della patrimioniale (ma se la vuole anche Alemanno!), ripete ossessivamente e contro ogni indicatore possibile che ha governato bene, che ha aumentato l’occupazione, che ha reso il mondo del lavoro flessibile ma non precario (frase tolta di bocca a Fassino), che e’ vittima di una campagna di odio (il solito vittimismo patologico), e dice fino alla noia che il comunismo c’e’ ancora coi suo simboli del terrore (per quello, la Francia ha ancora la Marsigliese e gli USA gli inni dei nordisti!), attacca la menzogna e la denigrazione dell’avversario (che e’ poi quello che fa lui ogni di’).
E ripete la storiella che e’ stato in giro per negozi a Milano e a Roma e ha sentito l’entusiasmo della gente come nel ’94...Come se la gente non fosse pronta a ridere di qualunque buffone che gira per strada.
Insomma esternazioni senza costrutto. Paranoie.

Poco! Troppo poco! Se e’ tutto qui, e’ gia’ fuso e perduto.
La sinistra non deve fare nemmeno la fatica di mettere insieme un programma, si e’ fatto hara kiri da solo!

Ma poi basta vedere come i suoi soci si scantano, come si arriva a candidare a Roma un certo Antoniazzi o il portavoce Taiani.
Va male! Molto male!
Se non riesce a trovare nemmeno un candidato eccellente per Roma o Milano, vuol dire che e’ alla frutta!

E poi.. anche queste primarie... in un partito aziendalista e dunque monocratico come FI, che cosa deprimente! che confessione da sconfitta, con i suoi ex amici, prima che con gli elettori.

Piu’ che una tattica da tre o quattro punte (se ci si mette anche la Lega) la rissa elettorale fa sembrare la Cdl piu’ che la casa dell’amore un porcospino in crisi suicida.

Ma poi anche lo stesso frasario del calcio, che ieri sembrava una innovazione comunicativa, come suona oggi stantio e obsoleto, qualcosa che richiama gli scandali del calcio, il fascismo del calcio, la perdita’ di identità delle squadre, il marciume del calcio, le risse della tifoseria, Di Canio e il suo stupido braccio alzato.

..e il suo ordine di manganellare i Valsusini, che errore!
Che ricaduta di credibilita’ dei proclami democratici finiti nei manganelli fascisti che ha depresso totalmente l’immagine delle grande opere!

Ora basta aspettare che finisca di distruggersi da solo! Cedendo alla mezza promessa sulle primarie e alla tentazione del proporzionale e al suo indistruttibile narcisismo, distruggera’ la Cdl facendola dilaniare dalla competizione interna, dove esploderanno tutti gli odi sepolti ma non rinunciati e lasciandosi abbattere fatalmente dal dissenso esterno.

Implosione interna, perdita di consenso degli elettori, violazione dei diritti fondamentali dei cittadini, biasimo dell’Europa, dati economici a picco... un disastro!

E ora stanno per arrivare al traguardo la penalizzazione di Fini per le droghe che aggiungera’ migliaia di carcerati per drogra alle migliaia di recidivi con pena aggravata dalla Cirielli! E la Lega gia’ preme per la devoluzjone fiscale, mentre un No europeo al traforo dell’Ambin farebbe rotolare anche l’assurdo carrozzone della TAV, messo in piedi con i soldi non si sa di chi.

Gli ultimissimi segnali sono tutt’altro che confortanti: un concordato fiscale che abbuona i pagamenti di tre anni riducendoli a un 30%, ( e voleva anche ipotecare pagamenti futuri!) da inserire negli emendamenti alla finanziaria per far acchiappare subito al governo un miliardo di euro, la stessa cifra che e’ stata dilapidata alla Cei col regalo dell’ICI!

Intanto, mentre la riforma della costituzione ridurra’ i parlamentari, si aumentano pero’ i consiglieri regionali portati alla astronomica cifra di 1200, con tutta la coda di prefetture, questure ecc. Le province, nel nuovo sistema, si dovevano abolire (ma non si dovevano abolire gia’ nel 70?) invece aumenteranno, aggravando le spese locali, proprio mentre si marcia verso la costituzione di un sistema fiscale federale!

E intanto quel gran comis delle farmaceutiche e delle cliniche private, quello Storace che, pur avendo quintuplicato le spese della sanita’ del Lazio e pur essendo stato bocciato dagli elettori e che ha lasciato due miliardi di debito nel Lazio, promosso a ministro per manifesta incapacita’, nel mondo all’incontrario di Berlusconi, Storace dunque continua il suo amorazzo con i privati interessi bocciando la vendita liberalizzata dei farmaci da banco, quello Storace che mentre sparla a sproposito dell’influenza aviaria per incrementare le vendite di vaccini, si mostra stranamente reticente a fare controlli sull’Itx, sui dolcificanti cancerogeni, sulle uova marce, negando ogni informazione sulle ditte che ne usano e ostacolando quella chiarezza che darebbe tranquillita’ al consumatore.

Mala gente! Molto brutta e del tutto impresentabile, dal mafioso Dell’Utri al corruttore Previti, dallo stolido Gasparri al manganellatore Pisanu, dal gran maestro dei trafori Lunardi al Gran Maestro degli incappucciati neri Gelli, da nullità come Bondi o Giovanardi a persone come l’introvabile Provenzano, dal tossico Miccicche’ al colluso Cuffaro... ma chi puo’ amare eprsone simili?

In uno stato in crisi dove ormai ogni settore e’ allo sfascio e dove non ci sono nemmeno i soldi per piangere, un federalismo in accanimento suicida intende moltiplicare leggi, spese, apparati, carrozzoni, burocrazia, conflitti.. e intende pure ipotecare in modo vergognoso gli spazi del governo futuro, con nomine, patti, promesse, concessioni, condoni, promozioni, contratti, riforme ... fino al 2011!

E si impongono in modo roboante o con la forza della peggiore polizia grandi opere inattuabilii e terrificanti come la TAV in Valsusa, il Mose o il Ponte di Messina con una sproporzione inaudita tra mezzi e scopi che dimostra una megolamia manicomiale, una sindrome da Munchausen ossessivo-compulsiva, un furore senza limite.

E corre voce che Berlusconi stia lavorando anche a una commissione per la censura! Non ha censurato abbastanza?

Come dice articolo 21 "Ognuno ha il suo talento. Il talento di Silvio Berlusconi e’ distruggere!"

Il nostro sara’ resistere e insorgere.

Messaggi

  • Alle urne,da cinque anni berlusconi prende una mazzata dietro l’altra.
    Ma lui vuole assolutamente restare al potere,malgrado la volontà contraria del popolo italiano.Che sarà ingannato un’altra volta,con la legge golpe elettorale che domani sarà votata in Parlamento.
    Di questo golpe bisogna avere veramente paura.
    Oggi Prodi ha denunciato in una conferenza stampa la pericolosità di questa legge,una vendetta dice,della destra in fuga,non solo contro l’opposizione,ma soprattutto contro il popolo italiano.
    Il quale popolo avrebbe dovuto presiedere il Parlamento,come in Ukraina,per non farla passare.
    Ma i girotondi sono rimasti in silenzio.E domani passa il golpe,che forse permetterà a berlusconi di continuare a devastare il Paese:

    Dal sito di Romano Prodi:

    "£"La legge elettorale diviene una legge proporzionale con premio di maggioranza nazionale alla Camera e regionale al Senato, perché vuole trovare il modo di sottrarsi al duro giudizio dell’ elettorato. Di un elettorato che, se potesse votare con lo stesso sistema che ieri diede a questo Premier una grande maggioranza, ratificherebbe oggi una pesantissima e sonora sconfitta di chi, di illusione in illusione, e di inganno in inganno, ha provocato un generale impoverimento del Paese e una delle più drammatiche crisi strutturali che l’Italia abbia mai conosciuto.

    Ma non basta.

    Cinque anni fa, questa stessa maggioranza, che allora era opposizione, gridò con tutta la forza di cui era capace che mai e poi mai avrebbe accettato una riforma della legge elettorale imposta dalla maggioranza di allora. Cinque anni fa gridò che mai e poi mai il Presidente della Repubblica avrebbe potuto promulgare una legge elettorale approvata contro l’opposizione.

    Queste medesime forze politiche sembrano invece pretendere ora, con minacce neppure molto velate che talvolta si alternano a lusinghe neppure troppo eleganti, che il Presidente della Repubblica assicuri senza indugio la promulgazione di una legge di comodo, adottata dalla sola maggioranza nel suo evidente interesse di bottega e di parte.

    Una legge che tradisce la volontà popolare espressa col referendum del 93 quando fu sanzionata la abrogazione del principio proporzionale stesso, visto come la ragione di fondo della instabilità di governo del Paese e della mancanza di rispetto della volontà popolare da parte di un sistema che di fatto privava gli elettori del diritto di scegliere chi li dovesse governare. "

    http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=582
    Patrizia