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Dalla stagione di lotta per il diritto all’educazione pubblica in Grecia

lunedì 26 marzo 2007

di Mariangela

Molto calda la situazione in Grecia dove continuano le manifestazioni settimanali che da quasi un anno stanno vedendo in piazza insegnanti e studenti contro il progetto di privatizzazione portato avanti dal governo Karamanlis.

Piu’ di 200 le Università occupate da mesi, estremamente partecipati i cortei che vedono nelle strade ogni settimana da 10 a 40 mila persone.

Per chi guarda venendo dall’esperienza italiana sembra di rivivere gli anni ’70. Striscioni enormi, quelli che di tagli devono averne una decina per contrastare il vento, bandiere a mazze corte con fazzoletti rossi, cordoni e slogan scanditi con determinazione per tutto il corteo.

I cordoni sono da queste parti d’obbligo visto che la repressione è stata ed è forte: utilizzando la provocazione di gruppi di “neri” come li chiamano da queste parti, la polizia ha spesso attaccato i cortei con nuvole di lacrimogeni che hanno avvolto il centro per ore, ha picchiato (anche Grigoris Kalomiris, segretario del sindacato dei professori delle medie è finito in ospedale due settimane fa) e arrestato anche a dieci o cinquanta per volta giovani studenti che con il gruppo di “violenti” non avevano nulla a che fare, arrivando fino a caricare i genitori di questi studenti che cercavano di entrare nell’aula del tribunale dove sarebbero stati processati i loro figli...

Il ’68 greco, come amano definirlo da queste parti, ha fermato il cambiamento della costituzione che avrebbe permesso la privatizzazione, riuscendo a spostare la posizione del PASOK (il partito “socialista” ma centrista greco) che ha votato contro, pur avendo dato inizialmente la sua disponibilità al voto.

Di per sé un successo questo visto che, per tutta la durata dell’attuale legislatura, non può essere riproposto il voto sull’ormai famoso art.16 che garantisce la gratuità del diritto all’istruzione, e pone dei vincoli ulteriori per la prossima. Infatti, la maggioranza qualificata per poter modificare un articolo della Costituzione si alza nella legislatura successiva.

Nonostante questo il governo ha comunque varato una legge, che consente la privatizzazione di parte delle università. Questa legge può rimanere inapplicata, dato che la responsabilità della decisione passa alle stesse università.

Intanto un gruppo di giuristi studia la possibilità di far intervenire la Corte Costituzionale per annullare la legge di (contro)Riforma approvata