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Dell’Utri : nove anni di reclusione per associazione mafiosa

sabato 11 dicembre 2004


di Red

Il senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, è stato condannato a 9 anni
di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. A Gaetano Cinà, l’unico
altro imputato, accusato dello stesso reato, sono stati inflitti sette anni.
La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Palermo dopo 13 giorni di camera
di Consiglio.

Il Tribunale, presieduto da Leonardo Guarnotta (a latere Giuseppe Sgadari e Gabriella di Marco) si era ritirato in camera di consiglio il 29 novembre scorso, nell’aula bunker del carcere di Pagliarelli, a conclusione dell’udienza numero 256. Per Dell’Utri i pm Antonio Ingroia e Domenico Gozzo avevano chiesto la condanna a 11 anni di reclusione, mentre la pena di 9 anni era stata sollecitata per l’unico altro imputato del processo, Gaetano Cinà, presunto mafioso di Malaspina, finora incensurato, ma considerato il trait-d’union tra Palermo e Milano, tra Cosa Nostra e la Fininvest.

«È evidente che è una sentenza che conferma la validità del materiale probatorio presentato ed è una sentenza che spazza via tutti gli insulti che ci sono stati rivolti durante questi sette anni», ha commentato il pubblico ministero Antonio Ingroia. Domenico Gozzo ha lasciato l’aula bunker di Pagliarelli senza fare dichiarazioni dopo la lettura della sentenza.

«Prima di commentare va letta attentamente la sentenza, detto questo le condanne come le assoluzioni vanno rispettate», ha commentato a caldo il capogruppo Ds alla Camera Luciano Violante. L’esponente invita al rispetto sia «per la sentenza di Palermo che per quella di Milano».

La requisitoria è durata per 18 udienze e al termine è stata depositata dai pm una memoria conclusiva di 2.500 pagine. Il collegio difensivo del senatore di Forza Italia, composto dagli avvocati Enzo ed Enrico Trantino e Roberto Tricoli, ha tenuto 25 udienze, producendo una memoria di 1.280 pagine.

L’invito a comparire a Marcello Dell’Utri fu spedito il 20 giugno del 1996 e il dibattimento è iniziato il 5 novembre dell’anno dopo. Ben 270 i testimoni ascoltati, e fra loro una quarantina di collaboratori di giustizia, da Salvatore Cancemi a Francesco Di Carlo, fino a Gaspare Mutolo, Nino Giuffrè, Giovanni Brusca e Tommaso Buscetta, quest’ultimo sentito come teste della difesa. Era stato Cancemi a fare le prime dichiarazioni su Dell’Utri già il 18 novembre del ’94. Fu così aperto il fascicolo-contenitore numero 6031/94, in cui sono confluiti via via moltissimi atti processuali, fino a formare un dossier processuale di centinaia di migliaia di pagine. In quest’ambito Silvio Berlusconi è stato indagato per cinque volte, e altrettante sono state le archiviazioni decise dalla Procura.

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