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E’ partita l’ignobile campagna mediatica contro Giuliana Sgrena

mercoledì 9 marzo 2005

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E’ PARTITA L’OSCENA CAMPAGNA MEDIATICA CONTRO LA SGRENA

di Patrizia

Il bos dei media berlusconi ha dato il via a un attacco mediatico virulento, A TUTTO CAMPO, contro Giuliana Sgrena.

La sua servitù, pardon, i suoi giornali, la sua destra, sono in piena attività. Dal losco il Giornale, all’abietto Libero, dal Tempo al Messaggero, dal Corriere alla Rai, è tutto un tiro di fuoco, paragonabile solo a quello che Giuliana ha subito a Bagdad dai cari alleati di Berlusconi che hanno ucciso Calipari.

SGRENA/ SCOLARI SI ARRABBIA CON ’PUNTO A CAPO’: CON VOI...

"Non fate servizio pubblico, voi fate propaganda"

Roma, Pier Scolari, compagno di Giuliana Sgrena, se la prende con la trasmissione Punto e a capo. Intervistato dal giornalista di Rai2 Parisi fuori all’ospedale del Celio, Scolari ha accusato la trasmissione di criminalizzare la Sgrena. "Con la trasmissione Punto e a capo non intendo parlare perchè la ritengo una trasmissione disdicevole. Voi non fate servizio pubblico, voi fate propaganda". Giuliana ha ricevuto una sventagliata di mitra, ha sottolineato Scolari incalzato dal giornalista, "è stata poi accusata di essere stata troppo... Ma cosa doveva dire? Le puntavano un fucile.

Cosa doveva fare, dire che i rapitori mi stanno trattando male? No, ha detto, i rapitori mi stanno trattando bene". Infuriato, il compagno della giornalista del Manifesto ha proseguito: "Ciò nonostante c’è qualcuno che si è permesso di dire che è stata troppo tenera con i rapitori". Alla domanda di Parisi sul perchè non fossero andati all’ambasciata subito dopo il rilascio della giornalista Scolari ha detto: "Chiedetelo al Sismi e non a noi. Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza. Parlate con lui e lui vi spiegherà perchè sono state fatte delle scelte. Vi pare possibile che Giuliana Sgrena dopo 30 giorni di prigionia è in grado di dire andiamo di qui, andiamo di lì".

Scolari ha poi continuato dicendo "E’ evidente che c’è stata una strategia da parte del Sismi che io non conosco, e lei tantomeno conosceva e che ha fatto sì che fossero fatte delle scelte. Se voi poi ritenete queste scelte legittimamente sbagliate, parlate con Letta o con Pollari".

"Quello che si sta facendo a Giuliana è una cosa ignobile, la si sta facendo passare come se non fosse lei la vittima", ha continuato sempre più alterato Scolari, che ha concluso dicendo ai giornalisti "lasciateci in pace, tra qualche giorno faremo una conferenza stampa e vi saranno date le spiegazioni che volete".Rbr/Clb

Articolo21 cerca di sottrarre Giuliana Sgrena al linciaggio di Berlusconi,Fini e codazzo della destra

Un Osservatorio per la verità sul caso di Giuliana Sgrena e Nicola Calipari

La tragedia di Baghdad

E’ iniziata una campagna mediatica e politica per delegittimare Giuliana Sgrena e Nicola Calipari. A portare il primo attacco è stato martedì sera Emilio Fede in apertura del suo TG4. Il più fedele trombettiere di Berlusconi ha aperto la strada su cui la destra giornalistica (Libero e Il Giornale in testa, ma non solo) vuole percorre con le armi della mistificazione e della disinformazione, nel tentativo di “addomesticare” la verità dei fatti sulla tragedia della sparatoria avvenuta a Baghdad, nella quale il valoroso dirigente del SISMI è morto e giuliana e un altro uomo dei servizi sono rimasti feriti.

Tutte le ipotesi in cantiere sono valide e verosimili, per ora. Certo, non si può parlare di “fatalità o tragico incidente”, dovuto a mancanza di comunicazioni tra i nostri e i vertici americani né all’imperizia e improntitudine di giovani marines, che troppo arbitrariamente interpretano le “regole d’ingaggio” come libertà di uccidere chiunque si muovi nelle vicinanze di obiettivi sensibili, come può essere l’aeroporto della capitale irachena.

Articolo 21 vuole che la verità sia in tempi strettissimi ricercata e per questo apre un Osservatorio permanente, affinché quanti siano in grado di fornire notizie, fatti, circostanze di quanto è accaduto in Iraq, abbiano la possibilità di scrivere e documentare la propria versione.

Non vorremmo che un fatto di così grave e inaudita gravità finisca nell’oblio della realpolitik delle versione di comodo, per non turbare i rapporti di amicizia tra Italia e Stati Uniti, che nessuno ha mai messo in discussione né vuole intaccare.

La destra, a partire da alcuni trombettieri del regime per arrivare a quei “maggiordomi” di Sua Emittenza, come alcuni leader di Alleanza Nazionale (Fini, Gasparri e La Russa) e della Lega (Caparini, Calderoli e Castelli), sta cercando di sviare l’attenzione mediatica dal rigoroso accertamento dei fatti alla delegittimazione delle testimonianze di Giuliana.

Come se il rapimento fosse dovuto a sue colpe e da quell’atto terroristico fanno derivare anche le responsabilità della sparatoria. Come se le versioni finora fornite da Giuliana fossero intrise di antiamericanismo e di “fumus ideologico” comunista, da pacifista incallita, che antepone la sua ideologia alla ricerca razionale della verità giornalistica.

Oggi si cerca di colpire e rendere inaffidabile la figura di Giuliana, per poi avvalorare la tesi che uno stimato e prudente dirigente dei servizi segreti come Nicola, in realtà si sia lasciato prendere la mano ed abbia perso la sua proverbiale professionalità, mettendo a rischio la sua vita e quella degli altri due che viaggiavano con lui sulla Toyota Corolla.

Non vorremmo che sull’altare della “pax armata irachena”, dell’inossidabile amicizia tra Berlusconi e Bush, venisse sacrificata la verità, venisse calpestato il diritto - di tutti noi e quello sacrosanto dei familiari di Nicola - a conoscere come sono andati veramente i fatti.

Non vorremmo che con questa campagna si cercasse di coprire manovre per una resa dei conti all’interno dei servizi segreti italiani. Non vorremmo che diventasse occasione per tagliare delle teste (a partire dal capo del SISMI, Pollari) per rendere di nuovo la nostra intelligence un “micino cieco”. E questo a tutto favore degli ambienti più destabilizzanti della CIA e del suo nuovo supercapo, quel John Negroponte - ancora ambasciatore plenipotenziario di Bush in Iraq - ma in passato gran manovratore di trame golpiste in Centro e Sud America.

E’ l’ora, invece, di riaccendere la fiaccola della verità, che Nicola ha saputo tenere viva fino alla sua morte. Che la libera stampa, le istituzioni italiane e quelle internazionali tengano acceso il faro che permetta di trovare la verità. E’ un auspicio, per evitare di trovarci di fronte ad un nuovo Cermis.

http://www.articolo21.com/notizia.php?id=1725

Messaggi

  • Cristiani, islamici ed ebrei: “Via le truppe dall’Iraq”
    Continua il digiuno con un nuovo appello per fermare il massacro iracheno. Le modalità su PerGiuliana.org

    La fine della guerra in Iraq, è questo l’obiettivo per cui i religiosi cristiani, islamici ed ebrei impegnati per la liberazione di Giuliana Sgrena rilanciano il digiuno pubblico e comunitario promosso il 1° marzo scorso e che ha raccolto in una settimana circa 700 adesioni. Con un nuovo appello, dove si denuncia lo sconcerto per la morte di Nicola Calipari, chiedono alle persone e alle realtà che avversano la violenza della guerra e del terrorismo di digiunare e di rendere pubblica questa azione per fare pressione sul parlamento e sull’esecutivo italiano. Una richiesta chiara per dire basta alla guerra in Iraq, una richiesta che passa inevitabilmente dal ritiro delle truppe italiane.
    Per rendere più efficace possibile questa iniziativa i promotori dell’appello invitano a manifestare a Roma tutti i venerdì dalle 17.30 alle 19.30, presso la Camera e Palazzo Chigi. Raccomandano anche di segnalare sul sito Pergiuliana.org i giorni in cui avrà luogo il digiuno e le iniziative e i presidi nelle altre città italiane. Chi dispone di mail o fax può anche inviare al governo un messaggio utilizzando l’indirizzo notizie@governo.it o il numero 06.67793169. A tutti viene chiesto nel momento del digiuno di legare un laccio bianco al braccio.

    • Articolo21 invita a sottoscrivere l’appello in difesa di Giuliana Sgrena:

      A difesa di Giuliana Sgrena

      “E’ davvero inconcepibile e sembrava persino inimmaginabile che Giuliana Sgrena potesse essere attaccata come sta accadendo in queste ore.
      Non solo non si ha rispetto verso chi ha sofferto e soffre come Giuliana ma si utilizza la sua terribile vicenda per fare una penosa e orribile propaganda politica. Persino da chi sta facendo una simile iniziativa tanto infruttuosa ci si poteva aspettare qualcosa di meglio o di meno peggio. Dobbiamo stare tutti vicino a Giuliana e al suo straordinario compagno Pier che comunque stanno reagendo con grande compostezza e hanno la solidarietà, per fortuna, delle più alte cariche istituzionali, civili e morali del Paese e della stessa Chiesa. Noi, più sommessamente, vogliamo sollecitare una presa di posizione di tanti, amici e non, per Giuliana in queste ore. Non cali il sipario di quella bella iniziativa di mobilitazione democratica che c’è stata nei giorni passati e che si è ritrovata magnificamente anche ieri nel Consiglio Comunale in Campidoglio a Roma. E si faccia tutto perché da questa storia il nostro Paese possa uscire meglio e non ripiegato in una miserevole discussione

      http://www.articolo21.com/appelli_form.php?id=34