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FRANCO FRATTINI : COMMISSARIO ALLA GIUSTIZIA UE

mercoledì 17 novembre 2004


di Patrizia

CE L’HA FATTA.

Franco Frattini, l’autore della LEGGE FRATTINI o del conflitto d’interessi che accorda al premier la proprietà di tre canali televisivi,da far prosperare e fruttare con l’incarico di Primo ministro, sarà il commissario alla giustizia in UE. Quale giustizia? Quella di Berlusconi che perseguita i giudici e controlla l’informazione?.

Durante l’audizione il furbo e ipocrita Frattini ha saputo abilmente deviare su questi argomenti con una sola risposta: "io non so niente,io son forestiero,adesso non rappresento più il mio Paese(e neanche la legge Frattini), ma saro’ commissario europeo alla giustizia e alle libertà". Brutti tempi si preparano per la giustizia e la libertà in Europa.

Ecco un articolo dell’associazione Articolo21 che si batte per la libertà d’informazione violata in Italia (grazie anche alla LEGGE FRATTINI o legittimazione del Conflitto d’interessi)


Lo slalom di Frattini sulla pista di Strasburgo

di Belgafor

Si, é vero che per parlare di slalom bisognerebbe aspettare Torino 2006 (quanta attesa per questo fatidico anno...), ma Monica Frassoni, europarlamentare verde italiana, non poteva trovare metafora migliore per definire la performance del quasi ex ministro, aspirante commissario Europeo Franco Frattini.

Infatti, gli é stato chiesto di tutto e lui a tutti ha risposto schivando le domande ad altissima velocità come un provetto maestro di slalom. Non appena nominato da Berlusconi al Ministero degli Esteri, il nostro sollevó il sarcastico commento di un giornalista inglese che, per commentare la sua prima conferenza stampa in cui non aveva detto assolutamente niente, ma lo aveva detto con grande garbo, cortesia e professionalità, parafrasó una celebre battuta riferita al successore di Winston Churchill come primo ministro britannico, « il taxi si fermò e non scese nessuno: era Clemente Attlee ».

Il nostro Ministro degli Esteri é stato interrogato diligentemente su quasi tutto lo stesso campionario di argomenti che erano stati sottoposti a Buttiglione ma a differenza del Crociato di Gallipoli, Frattini non ha preso alcuna posizione, si é detto d’accardo su tutto (salvo stranamente che sul conflitto d’interessi, quasi come se la famigerata legge italiana che ha fatto ridere il mondo non l’avesse firmata lui), e ha reso impossibile qualunque tipo di replica, riducendo grandemente il rischio che qualcuno dei deputati intervistatori rimanesse scontento. Anzi a dire la verità qualcuno scontento ci sarà sicuramente. Sarebbe sorprendente ad esempio se Lilli Gruber, che lo ha torchiato su argomenti di calibro come la Cirami o la depenalizzazione del falso in bilancio si dichiarerà soddisfatta dele evasive risposte ricevute in merito da Frattini «membro del governo in tuttora carica».

Egualmente insoddisfatta sarà presumibilmente la battagliera Rosa Diez González, che ha posto questioni precise sulla riluttanza del governo italiano a approvare il mandato d’arresto europeo, agomento principe dell’attività della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (abbreviata per comodità in Commissione LIBE). A questa domanda, il biscione Frattini, pur slalomando come un pazzo, non ha potuto esimersi dall’ « impiccarsi » alla data di Giovedí prossimo, quando, pare, dico pare, il Senato Italiano dovrebbe esaminare il provvedimento. Conoscendo la Rosa Diez González, saranno spine, se ció non avverrà.

A domanda dell’on. Catania su Echelon, il famoso «grande orecchio» che tutto ascolta per conto dell’amico anglo/amerikano, lo sgusciante Frattini si é prodotto in tripli salti mortali di disapprovazione dell’operato dei servizi di oltre oceano, in un modo talmente convincente che lo stesso Catania sembrava frastornato, non essendo abituato ad essere scavalcato a sinistra da un rappresentante di peso del governo Berlusconi. Altro ostacolo altro slalom: Santoro pone la questione di una direttiva europea sul pluralismo nei media, e l’anguilloso Frattini ne apprezza l’importanza ma rovescia la decisione finale sugli Stati Membri e dunque sul Consiglio, notoriamente non sensibilissimo all’argomento, visto che sui media quello che Berlusconi é riuscito a realizzare in Italia, é oggetto di malcelata invidia da parte di mezzo consiglio e di tiepida opposizione da parte dell’altra metà.

L’unico albero che il bravissimo maestro di slalom Frattini non é riuscito ad evitare é stato quello posto sul suo cammino dalla ostica baronessa Ludford ; «Ministro, Lei é Massone?» Risposta «Assolutamente no!» Perentorio. Ricorda l’altrettanto netta perentorietà di un certo Presidente del Consiglio tuttora in carica, che avendo dato la medesima risposta al tribunale di Venezia, venne poi condannato per falsa testimonianza. Per cui Frattini farebbe meglio a mettersi d’accordo con Buttiglione, qualora il Commissario Rifiutato ne avesse un barlume di prova. E proprio nel paragone con quest’ultimo Frattini esce vincente, essendo riuscito a schivare tutti i trappoloni nei quali invece il primo era caduto. Alla fine mi intrattengo con un influente responsabile del PSE, e gli domando che ne pensa. L’interlocutore allarga le braccia come a dire «più di questo non si poteva fare». Ma non si poteva insistere sul conflitto d’interessi ? In fondo la questione é di scottante attualità. La Commissaria Neelie Kroesen (la dirigente aziendale prestata all’antitrust, che andrà a raffreddare i dossier caldi di mario monti) é in evidente conflitto di interessi, passato e presumibilmente anche presente e futuro.

Ma per i Socialisti Europei, più preoccupati di far passare il loro Commissario all’energia Kovac, da più parti giudicato incompetente, il gioco é durato abbastanza. Anche se ha fatto la più vergognosa presa in giro di legge sul conflitto d’interessi a memoria d’uomo, mettendoci la faccia e il nome, se poi glissa su libertà d’informazione e pluralismo nei media, in fondo Frattini non ha manifestato alcuna intolleranza verso minoranze, donne, gay «e suon di man con elle» (mi sia permessa questa citazione dantesca in stile Breriano). E allora ben venga accolto con tutti gli onori, mentre il crociato di Gallipoli, il Commissario Rifiutato rimane a meditare sulla sua maldestra performance e dolersi di non aver preso lezioni di sci prima di presentarsi all’esame della Commissione LIBE del Parlamento Europeo, come quel pariolino ben abbronzato anche d’inverno che sparge la sua aria fritta con incredibile cortesia, garbo e professionalità.

http://www.articolo21.com/notizia.php?id=1252