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Grandi opere? Mandare a casa questo governo..

lunedì 10 gennaio 2005

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di Giancarlo Pacchioni

Grandi opere?

L’incidente ferroviario di Crevalcore non è stato causato da una tragica fatalità.
Si può discutere sull’errore umano del macchinista (che in genere è sempre il primo a pagarne le conseguenze), ma non si può tacere davanti al mancato rispetto delle norme di sicurezza, come non si deve tacere sulla fatiscenza della linea ferroviaria.

A breve verrà aperta l’alta velocità, ma con quali garanzie per i viaggiatori?

E’ un fatto ormai noto che laddove si tagliano delle spese, di pari passo diminuisce la sicurezza: la sicurezza viene vista come una spesa accessoria ed infatti troppi sono i morti sul posto di lavoro.

Il governo parla di grandi opere, ma taglia la spesa.
Investire sulla sicurezza non sarebbe una grande opera?

Ma poi, di quali opere ha realmente bisogno l’Italia?
Abbiamo acquedotti che fanno acqua da tutte le parti, le centrali andrebbero convertite in centrali che sfruttano fonti energetiche rinnovabili, bisognerebbe rendere sicuri luoghi come scuole, ospedali, aeroporti...., bisognerebbe investire su sanità e istruzione.

Ci sono poi bambine che muoiono di stenti proprio mentre i telegiornali ci raccontano che abbiamo passato tutti le ferie a cortina o ai tropici.
Ci sono senza fissa dimora che muoiono di freddo proprio mentre in tv ci raccontano che abbiamo preso d’assalto i negozi per via dei saldi.
C’è poi Berlusconi che si candida alla presidenza della repubblica proprio mentre Di Canio si esibisce nel saluto romano.

A questo punto sorge spontanea una domanda: se questo governo se ne andasse a casa non sarebbe una grande opera?

Hasta la victoria, siempre.

Giancarlo Pacchioni