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Il successore di Bertinotti? Candidato Franco Giordano

lunedì 24 aprile 2006

Nel Prc si è svolta una consultazione per scegliere il nuovo segretario.Il presidente dei deputati ha i maggiori consensi.

di Checchino Antonini

Sarà Franco Giordano a guidare Rifondazione comunista se e quando Fausto Bertinotti sarà eletto presidente della Camera. Il condizionale, naturalmente, è ancora d’obbligo. Precisa Bertinotti, in una pausa del Cpn di ieri, che quel "se è impegnativo. Vedremo se il condizionale darà luogo al presente".

Poi anticipa: "Dalle consultazioni uscirebbe fuori il nome di Giordano".

E’ vero, l’ultima parola spetta agli organismi di partito ma la sua anticipazione è il segnale importante di una candidatura unitaria del capogruppo del Prc a Montecitorio. Infatti non c’è stata alcuna conta interna. Le consultazioni dei membri della direzione e dell’esecutivo del partito, ossia delle rappresentanze politiche e di quelle territoriali - una settantina di compagne e compagni - si sono concluse alla vigilia della riunione del comitato politico nazionale. Sono durate una settimana e sono servite a individuare il percorso per gestire la fase nuova che si aprirebbe con l’elezione di Bertinotti alla presidenza della Camera.

Una fase che prevede per Rifondazione sia ruoli di rilievo istituzionale che cariche di governo oltre alla gestione della autonoma vita del partito.

Subito interpellato da Liberazione, Franco Giordano adotta un profilo schivo che non stupisce chi lo conosce. E, «in segno di rispetto nei confronti degli organismi del partito che dovranno eleggere il nuovo segretario», sceglie di non rilasciare interviste sul nuovo incarico. Giordano, quarantanove anni ad agosto, a diciotto anni era segretario della Fgci di Bari, la sua città. La passione politica lo ha strappato agli studi di filosofia ma anche a una promettente carriera calcistica.

A 17 anni, infatti, giocava in quarta serie guadagnando già cifre più consistenti di quelle che toccavano a un funzionario di partito. Ma era il 1975, l’anno della grande avanzata delle sinistre. Sull’onda del movimento studentesco, il giovane Giordano, e con lui Nichi Vendola, si batte per la riforma della scuola e, d’estate, con la Fgci condivide le lotte dei braccianti agricoli. «Il mio ricordo più intenso è drammatico: la morte di un giovane operaio di Bari vecchia, di famiglia poverissima», scrive nella breve autobiografia inviata a Liberazione dopo la rielezione a deputato.

Quell’operaio si chiamava Benedetto Petrone, accoltellato dai fascisti il 28 novembre del ’77. Quella mattina s’erano incontrati e l’operaio gli aveva confidato di avere paura. Una folla immensa, ai funerali, chiese disperatamente giustizia. Per una generazione intera, a Bari, fu un punto di svolta. Quasi trent’anni dopo, Giordano ripete che «cancellare dalla politica l’idea della violenza» è ancora la sua priorità. E’ dentro quell’aspirazione che trovano forza le battaglie per la pace, per i diritti dei migranti e contro la precarietà.

Per ora Franco Giordano è stato confermato presidente dei deputati di Rifondazione. La direzione del partito lo ha deciso ieri fornendo un’indicazione transitoria, visto che sembra destinato ad altro incarico, che è doverosa alla vigilia della convocazione del nuovo parlamento. Una doverosa formalità in una riunione che ha visto anche la designazione di Giovanni Russo Spena alla guida dei senatori. L’organigramma del Prc è comunque destinato a essere rimodulato in seguito alle eventuali cariche istituzionali e di governo relative alla nuova fase politica.

La riconferma di Gigi Malabarba, infatti, è resa impossibile dalla rinuncia dello stesso capogruppo uscente a Palazzo Madama che da tempo ha annunciato l’intenzione di dimettersi per lasciare lo scranno ad Haidi Giuliani, la mamma di Carlo. E la staffetta avrà luogo proprio il 20 luglio, quinto anniversario dell’uccisione del ventitreenne genovese coinvolto negli scontri innescati dalle cariche senza ragione dei carabinieri a un corteo regolarmente autorizzato.

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