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In questi giorni si sta trattanto chi dovra’ gestire il Corriere della Sera, primo quotidiano italia

mercoledì 23 giugno 2004

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Di Viviana Vivarelli

RcsMedia Group rischia di fare un crac simile a quello di Parmalat e per evitarlo cede una quota azionaria, relativa a libri e giornali (Gemina).(per intendersi non solo Rizzoli ma tutti i libri e le enciclopedie che trivate in edicola, la Fabbri ecc)
Finora il suo riferimento era stato Giovanni Agnelli, poi Romiti, ma ora la famiglia Romiti cede la sua quota.

Avremo dunque un enorme passaggio da un grosso gruppo di potere che controlla editoria e stampa.

Come’ noto, Berlusconi tenta di controllare piu’ giornali che puo’ e mira al Corriere della sera.

Il suo uomo e’ Ligresti (il palazzinaro pulirinquisito?), che vorrebbe acquisire il 5% delle azioni, contro di lui abbiamo invece Della Valle uomo di Montezemolo nonche’ proprietario della Fiorentina dopo lo sciagurato Cecchi Gori.

Gli azionari in quota sono Della Valle (quello delle scarpe), Ricucci, Ligresti e
Pesenti.

Diego della Valle e’ uno degli industriali che avanzano sulla linea Montezemolo contro Berlusconi.

Insomma stanno avvenendo cose grosse, una generazioni di capitalisti italiani esce di scena e ne arriva un’altra. Sorge una volta di piu’ la necessita’ di difendere la liberta’ del Corriere della sera.Intanto si parla di cambiare il suo direttore, i candidati sono Mentana che da tempo e’ in conflitto con Mediaset e che e’ favorito da Montezemolo, Carlo Rossella o l’attuale direttore di Repubblica. Magari invece Berlusconi vorrebbe Mimun che sta gia’ facendo un pessimo lavoro su RAI al suo servizio.

Se Mediobanca , Pirelli e Banca Intesa si muovono come sembra, si dovrebbero riprendere Rcs e allora Berlusconi perde il Corriere, questo gli dara’ un brutto colpo.

L’arrivo di Luca di Montezemolo ai vertici della Fiat e di Confindustria mette da parte l’alleanza tra gli industriali e il Governo Berlusconi, e marcia su una nuova idea di patto sociale. All’orizzonte c’è un confronto con Cgil, Cisl e Uil per un nuovo accordo quadro e, in ogni caso, per la ripresa del dialogo. E’ finita l’epoca dello scontro. Anche nalla maggioranza Udc e Alleanza Nazionale stanno attaccando Tremonti e Berlusconi.

Dunque non c’e’ solo il risultato elettorale ma anche i movimenti di gran parte del mondo finanziario contro Berlusconi.

Il vento è girato e si cominciano ad avvertire i segni di una nuova stagione. E sta cambiando anche il quadro internazionale. La guerra in Irak tira alla disfatta tutti quelli che ci hanno partecipato. Il varo della Costituzione europea è un’altra botta a Berlusconi, in Europa lui e’ finito (al vertice per la Costituzione europea e’ rimasto isolato, nessuno ha voluto parlare con lui salvo Blair, tutti hanno parlato con tutti snobbandolo in pieno). Gli resta solo l’appoggio di Bush che pero’ a novembre potrebbe non essere rieletto e, perso il suo grande amico, e con Blair in difficolta’ e Azanar fuori gioco la sua posizione internazionale sparisce.

Insomma la situazione non e’ buona per lui, intanto domenica avra’ l’ulteriore tranvata del ballottaggio che sara’ a suo sfavore.

Se solo la sinistra fosse piu’compatta e governata da capetti meno personalistici e piu’ decisi, il momento sarebbe eccellente per attrarre altro consenso elettorale per le regionali del prossimo anno. Ma questi deficienti capeggiati da D’Alema e con i personalismi di Rutelli e Boselli invece di approfittarne si danno la zappa sui piedi. Non passa giorno che migliaia di italiani non imprechino contro questi degenerati.