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L’art della Guerra : Voto Elettronico 1984

sabato 30 settembre 2006

La democrazia è, per definizione, la forma di governo in cui vige la sovranità del popolo...

...che esercita il suo potere con il diritto di voto tramite libere elezioni.

Ne consegue che, se in una democrazia non è possibile garantire la regolarità delle elezioni, allora vengono meno anche i prerequisiti per considerare legittime le decisioni prese dai rappresentanti eletti.

Il meccanismo è semplicissimo: una testa, un voto. E’ sufficiente che i voti siano conteggiati correttamente e che il conteggio sia verificabile per garantire la regolarità dell’elezione; eppure ad ogni tornata elettorale si moltiplicano le lamentele per brogli.

Quasi sempre vengono alla luce errori, impedimenti e situazioni paradossali che sembrano mettere in dubbio il risultato delle elezioni ma che, dopo qualche settimana, perdono di attualità e vengono relegati nel silenzio.

Ma erano state truccate le elezioni? Nessuno può dirlo con certezza.

In alcuni casi, però, sono evidentissimi gli errori e le manipolazioni a senso unico che mettono in serio dubbio la legittimità del risultato. Come non ricordare il voto decisivo della Florida nelle elezioni presidenziali del 2000 in cui è stata la Corte Suprema, non gli elettori, a decretare la vittoria di George W. Bush, oppure il caso dell’Ohio, quattro anni dopo, sempre decisivo e sempre condizionato da episodi e vicende molto strane.

Come i risultati degli exit poll, infatti, che davano Kerry in grande vantaggio e che sono stati ribaltati proprio là dove le votazioni avvenivano tramite il voto elettronico,

http://www.whatreallyhappened.com/a...

o come la contea di Franklyn, Ohio, in cui nella sezione Gahanna 1b sono stati registrati 638 votanti e ben 4258 voti per la coppia Bush/Cheney!

Ma molte altre sono le sezioni in cui si è verificata una situazione analoga, con più voti che votanti, o che hanno riscontrato altre irregolarità, come il voto di alcune centinaia di... morti!

Le proteste ci sono state, le accuse anche, da parte di cittadini come Clinton Curtis o di senatori come Robert F. Kennedy Jr., ma il risultato elettorale è rimasto quello certificato e le accuse di brogli sono state sdoganate dai media mainstream come ennesime teorie della cospirazione.

Basta parlare del passato, però, e diamo un’occhiata al futuro.

Tra meno di due mesi ci sono le elezioni, negli Stati Uniti, per rinnovare la Camera dei Rappresentati ed un terzo del Senato ed i dubbi sulle macchine per il voto elettronico sono riaffiorati.

Il direttore al marketing della Diebold, Mark Radtke, ha però assicurato che “se si guarda indietro e si compara l’attenzione riservata alla sicurezza delle elezioni oggi e prima del 2004, è come confrontare la notte con il giorno”.

Ci sarebbe da star tranquilli, quindi, se non fosse che il Center for Information Technology Policy della Princeton University ha analizzato una delle macchine di voto elettronico, la Diebold AccuVote-TS, che conteggerà il voto di circa il 10% degli elettori ed ha riscontrato diverse vulnerabilità, che permetterebbero di falsificare i risultati senza venire scoperti.

Ecco, in breve, che cosa hanno scoperto:

Un programma apposito che gira su una singola macchina può modificare tutte le registrazioni ed i contatori permettendo di rubare voti senza essere rintracciabili nemmeno da un’accurata analisi forense. E’ stato anche realizzato un software dimostrativo per mostrare l’attacco.

Chiunque abbia accesso fisico alla macchina, o ad una memory card che sarà inserita successivamente nella macchina, può installare il programma precedente in meno di un minuto.

Le macchine AccuVote-TS sono vulnerabili a virus che possono installare e diffondere il programma di macchina in macchina. E’ stato costruito un virus dimostrativo per illustrare questo procedimento

Se alcuni di questi problemi possono essere risolti migliorando il software delle macchine, altri tuttavia richiedono la sostituzione dell’hardware della macchina ed il cambiamento delle procedure di sicurezza delle elezioni.

Il saggio si conclude spiegando che non vi è tempo a sufficienza per correggere queste vulnerabilità in tempo per le elezioni di novembre e che quindi l’amministrazione ha di fronte due opzioni:

a) Utilizzare per novembre, provvisoriamente, vecchi metodi di voto (scheda cartacea), in attesa che questi problemi vengano risolti.

b) Implementare qualche contromisura parziale e sperare che tutto vada bene

Il saggio della Princeton University, però, non menziona la terza opzione, quella più probabile:

Far finta di nulla e mettere a tacere queste insinuazioni, aspettare con fiducia le prossime elezioni e poi condannare come “teorie della cospirazione” le accuse di brogli che, immancabilmente, seguiranno. Dopotutto queste vulnerabilità serviranno pur a qualcosa, no?

Marco Bollettino (Ashoka)