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LA MAFIA NON ESISTE!

martedì 13 settembre 2005

di Carmelo R. Viola Centro Studi Biologia Sociale

Il Quaderno 22 del Centro Studi Biologia Sociale dal titolo "Mafia per non dire capitalismo", autore il sociologo Carmelo R. Viola, è appena uscito e costituisce un grosso macigno nello stagno delle grandi menzogne del mondo borghese. Infatti, a dispetto dell’evidenza solare, l’ufficialità del potere borghese continua a ripetere che esiste un’organizzazione detta mafia, essenzialmente estranea al sistema capitalista e allo Stato come tale, contro la quale agisce perfino una specifica "antimafia" mentre la normale attività giudiziaria distingue i crimini in normali e mafiosi continuando a confondere il concetto di crimine. Infatti, se il crimine è l’offesa dei diritti naturali, ben poca importanza hanno la circostanza e la modalità che l’accompagnano.

Non c’è alcun dubbio che i crimini attribuiti alla "mafia" esistano. Il problema non è questo. Il problema è che se la "mafia in quanto altro del capitalismo" non esista. Infatti, sostenere che "la mafia come altro del capitalismo" esista significa sostenere che il capitalismo possa esistere come "criminalità morale" ovvero come sistema in cui il rispetto di certe norme legittima la ricchezza e giustifica la poverta! Tale "criminalità morale" - eqivalente economico ovvero predonomico della guerra giusta- non può ammettere che la mafia sia un prodotto ed uno dei suoi modi di essere.

Ciò che distingue il comportamento "mafioso" da quello normale è la possibilità di rapporti di violenza coperti dalla clandestinità, la quale consente anche formalità di potere che fanno pensare a ritualità ancentrali che sono più immaginarie che storiche e che comunque non hanno alcuna importanza atuale. Ciò che importa è che prodotto e uno dei modi di essere del capitalismo significa che tra legalità e paralegalità non c’è soluzione di continuità perché si tratta pur sempre di imprese finalizzate alla predazione-sfruttamento del proprio simile, di imprese di potere comunque naturalmente colluse e che pertanto processi come quello di Andreotti sono storicamente senza senso.

Stando così le cose, la mafia, nel senso ufficiale della parola, non esiste. Essa altro non è che organizzazione affaristica sui generis:: non c’è niente di attribuito alla mafia che non facciano lo Stato o enti autorizzati dallo stesso. Il pizzo di mafia è ben poca cosa di fronte alle molteplicità di pizzi estorti dallo Stato sotto forma di imposte, dirette o indirette o sotto forma di spese ordinarie come il ticket di farmaci, che raggiunge livelli notevoli anche per soggetti e famiglie povere o come il costo dei libri scolastici che assume perfino il sapore della rapina per nuclei familiari che non hanno i soldi per il pane quotidiano. Per non parlare delle bollette dei consumi che martellanno perfno cittadini disoccupati o come tali.

Di questo ed altro parlano le 240 pagine di "Mafia per non dire capitalismo" del Quaderno sopra indicato che può essere richiesto a crviola@mail.gte.it fornendo un recapito postale. A ricezione del plico si può spedire un contributo volontario per la copertura delle spese vive e, se possibile, per ricevere altri Quaderni.