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Articoli dal 2022

LA NOSTRA INDIGNAZIONE - I NOSTRI FISCHI

lunedì 1 maggio 2006

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di Doriana Goracci

Sopra le teste dei cosiddetti "rappresentanti" dei lavoratori non lavoratori aspiranti tali precari garantiti, in piazza a casa dovunque siano, cadono a pioggia con effetto boomerang i fischi e la contestazione al 1 maggio e alle figure più o meno istituzionali che lo celebrano.

Sembra non esserci più spazio al dissenso, alla libera espressione critica di date che ci appartengono.

Si "indignano" a destra e sinistra.

Solidarietà a tutti coloro che sono FUORI da questa logica repressiva e si esprimono.

IL PENSIERO CONIUGATO ALL’AZIONE NON PIACE AL POTERE.


Prima pagina 1 maggio 2006 1 maggio. Torino, fischi a Buttiglione. Milano, Moratti
costretta a lasciare il corteo. Ferrante: presenza provocatoria

1 maggio. Torino, fischi a Buttiglione. Milano, Moratti costretta a lasciare il corteo.
Ferrante: presenza provocatoria
Letizia Moratti nel corteo a Milano

Locri, 1 maggio 2006

Nuovi episodi di intolleranza dopo quelli del 25 aprile. A Milano il ministro
dell’Istruzione Letizia Moratti è stata costretta a lasciare il corteo che si dipanava
nelle strade del centro, per la dura contestazione dei manifestanti, nonostante avesse
annunciato l’intenzione di non salire sul palco in piazza Duomo per motivi di ordine
pubblico. A Torino, fischi e insulti al corteo del 1 Maggio per il ministro Rocco
Buttiglione, candidato con la Casa della Libertà a sindaco. Lavoro, sviluppo, legalità e lotta alle mafie, intanto, sono le parole d’ordine della Festa del Lavoro organizzata da Cgil, Cisl e Uil a Locri in occasione del Primo maggio.

A Milano Un altro candidato sindaco della Cdl, Letizia Moratti, intendeva unirsi al
corteo organizzato da Cgil, Cisl e Uil per festeggiare all’altezza di piazza San Babila e
abbandonarlo dopo aver percorso Corso Europa a piazza Fontana. La decisione della Moratti, che inizialmente aveva annunciato la sua partecipazione alla testa del corteo accanto al candidato del centrosinistra, Bruno Ferrante, era motivata in seguito alle richieste dei segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil che le avrebbero chiesto di percorrere solo quel tratto e non arrivare a piazza Duomo dove, inizialmente era previsto che lei salisse sul palco insieme agli organizzatori.

Moratti, tuttavia, appena incrociato il corteo in piazza San Babila, pochi minuti dopo che era partito da Corso Palestro, è stata duramente contestata con manifestazioni di dissenso, fischi, urla dei manifestanti. Il ministro è stata costretta ad allontanarsi verso la testa del corteo protetta dalle guardie del corpo mentre i manifestanti aggressivamente la contestavano.

Lasciando il corteo, Letizia Moratti ha ringraziato la Cgil, la Cisl e la Uil, che hanno
voluto e consentito la sua partecipazione alla manifestazione del Primo Maggio. Durante il breve tratto di corto percorso è stata accompagnata dai tre segretari confederali milanesi, dopo che al suo ingresso era stata quasi protetta dal segretario cittadino dei Ds, Pierfrancesco Maiorino. "Ringrazio Cgil, Cils e Uil - ha detto Moratti - e la stragrande maggioranza del sindacato favorevole alla mia partecipazione". Alla domanda di un giudizio sulle contestazioni, la candidata sindaco ha replicato: "I fischi fanno parte della democrazia".

Ferrante: una provocazione venire qui "La partecipazione di Letizia Moratti diventa una provocazione per le tante persone che oggi partecipano al primo maggio" ha detto il candidato sindaco per il centrosinistra Bruno Ferrante dopo le contestazioni in corteo a Letizia Moratti. "Credo comunque che sarebbe meglio che non ci fossero i fischi - ha sottolineato Ferrante - ma quando si partecipa in queste condizioni a una manifestazione come questa, era prevedibile che ci fossero i fischi. Ribadisco ancora oggi il mio no alle strumentalizzazioni, perche’ anche i fischi possono servire in campagna elettorale.
Bisogna essere coerenti sui valori e sui principi ed evitare ogni opportunismo politico proprio per non confondere i valori e i principi". "Tra l’altro ritengo che Letizia Moratti fosse consapevole di quello che sarebbe successo - ha proseguito l’ex prefetto - Non si può giocare su valori e principi per comodità elettorali".

La contestazione interna alla Cgil Sull’invito dei sindacati a partecipare alla festa del primo maggio, esteso al candidato per il centrodestra a sindaco di Milano, Letizia Moratti, il sisessno interno alla Cgil è forte. Antonio Lareno, segretario milanese della Camera del Lavoro, ha apertamente contestato il segretario generale Onorio Rosati, che ha rivolto l’invito a Ferrante (candidato dell’Unione) e Moratti: "Più che fischiare la ministra - ha detto - da fischiare sarebbe l’apprendista stregone che ha gettato benzina sul fuoco piuttosto che rasserenare la situazione".

Mentre era in corso il concentramento a Porta Venezia, Antonio Lareno, assieme all’altro segretario della Cgil milanese Nerina Benuzzi, ha detto che sfilera’ ma "non alla testa del corteo, ne’ insieme alla Moratti, ma insieme ai lavoratori". Anche il segretario della Cgil Lombardia Giacinto Bossi ha espresso "disappunto e totale dissenso rispetto all’invito alla Moratti". "Questo invito pur fatto con le migliori intenzioni - ha affermato - è sbagliato e controproducente. Il pensiero, la cultura e la funzione recente dell’ex ministro Moratti sono nei fatti in antitesi con tutto cio’ che rappresenta per noi lavoratori il 1 maggio".

Bonanni: comportamento infantile Per il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni,
l’allontanamento dal corteo di Milano di Letizia Moratti risponde a "un comportamento infantile e minoritario".

"Il movimento sindacale italiano e’ sempre stato molto unitario e ha sempre rispettato le opinioni di ciascuno, facendo un punto di forza della tolleranza. Cio’ che si muove al di fuori appartiene a realta’ minoritarie, spesso fuori dal sindacato. Il 1 maggio e’ una festa di liberta’ e unita’: liberta’ per tutti i lavoratori e unita’ per tutti. Chiunque si riconosce in questi valori non puo’ che avere comportamenti conseguenti".
Prodi: inevitabile l’indignazione Critico anche il leader dell’Unione Romano Prodi: "Già ho espresso la mia indignazione quando è accaduto l’altro giorno. Non posso che essere ancora indignato".

A Locri "Locri - spiega Epifani - è il simbolo e la capitale del cambiamento. La prima cosa che chiederemo al nuovo governo è intanto di fare ualcosa". "Abbiamo bisogno - commenta da parte sua Luigi Angeletti - di un buon governo della politica economica e sociale di questo Paese, a partire dal Mezzogiorno, sapendo che se non si riprende la strada dello sviluppo non si potrà andare molto meglio".

Un primo maggio che sarà anche un momento di cordoglio e insieme un impegno per la pace dopo l’attentato di Nassiriya.

Il sindacato sceglie dunque di fare quadrato, rilanciando il suo impegno a favore dello sviluppo, del lavoro, contro tutte le mafie, la criminalità organizzata che continuano a rappresentare un ostacolo al vivere civile e alla crescita produttiva del Mezzogiorno.

Cgil, Cisl e Uil hanno scelto Locri (la Ugl terrà invece la sua manifestazione a Terni) come città simbolo della battaglia per la legalità: sarà qui che i tre segretari
generali, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti terranno il comizio
finale. "Abbiamo voluto continuare - ha ricordato Bonanni da pochi giorni alla guida
della Cisl - l’impegno contro la mafia. Per ricordare alla classe dirigente italiana che la mafia si combatte attraverso lo sviluppo e non solo la repressione". Il numero uno della Uil Luigi Angeletti ha sottolineato la necessità di non cedere alla rassegnazione a fronte di una situazione economica negativa.

Messaggi

  • IL CONFLITTO SOCIALE COME ALTERNATIVA CONCRETA

    Stiamo assistendo in questi giorni ad una analisi approfondita sulle cause
    di una vittoria così risicata da parte dell’UNIONE e soprattutto sul nostro
    territorio di una vittoria netta delle destre che mettono in allarme i
    dirigenti del centro-sinistra in vista del voto per le comunali.
    Una prima risposta a questa situazione sta nel tentativo in parte riuscito
    da parte di Berlusconi di trasformare la composizione della società italiana
    creando un vero e proprio black out culturale.
    Ha inoltre avuto la capacità di portare a votare il popolo dei condoni che
    non è la borghesia (i cosiddetti poteri forti) che da tempo hanno stretto in
    un abbraccio mortale l’Unione ma
    strati ampi di abusivismo popolare,presente nelle periferie urbane con la
    mentalità da piccoli proprietari ma che comunque sono costretti a vivere con
    il problema della precarietà del proprio lavoro e del futuro dei loro figli
    e che hanno visto nel "populismo berlusconiano" una forma di protezione.
    A questo si aggiunge la crisi che attraversa la società europea davanti
    all’avanzata della globalizzazione capitalista che provoca squilibri sociali
    devastanti avvertiti maggiormente nelle periferie delle metropoli e che
    avvolgono ampi strati di popolazione in un senso di sicurezza e di paura
    del nuovo.
    In questo scenario si può comprendere maggiormente il successo da parte
    delle destre nel nostro territorio. Ci sembrano alquanto assurdi gli
    interventi di esponenti politici di Forza Italia e di Alleanza Nazionale che
    parlano di trionfo e di ottimo lavoro svolto sul territorio, quando tutti
    sanno che questi partiti sono privi di strutture organizzate reali e che in
    questi anni si sono distinti soprattutto per una silenziosa collaborazione
    con il centro sinistra. Un’altra considerazione che va fatta riguarda
    l’affermazione anche nel nostra città della sinistra cosiddetta radicale,
    questo
    risultato significativo lo si deve maggiormente alla capacità dei Movimenti
    di portare alla ribalta un nuovo protagonismo politico sociale che ha saputo
    innervare il conflitto sociale nela nostra città.
    Noi come Network per i Diritti Globali pensiamo sia importante partire
    proprio da questo,cioè dalla capacità di costruire il conflitto sociale per
    sconfiggere le politiche neo liberiste portate avanti sia dal Governo
    Berlusconi che dal Governo di Centro Sinistra che verrà.
    La sinistra radicale deve uscire dalla trappola paralizzante impostagli da
    anni dal centro sinistra a livello locale e ora anche a livello nazionale
    per farsi attraversare e contaminare dalle istanze portate avanti dalle
    realtà di base.
    C’è bisogno in questo momento di ripartire dai territori per ricostruire i
    legami sociali e dare un segnale di rottura culturale per fermare l’avanzata
    neoliberista rimettendo al centro dell’agenda politica temi come la lotta
    alla precarietà con la cancellazione della legge 30 e del pacchetto Treu,
    del no alla guerra con il conseguente accaparramento di risorse naturali
    promovendo invece concrete politiche di tutela ambientale.Solo così è
    possibile costruire una vera alternativa per il nostro paese.

  • La signora Bricchetto ( o come c..zo si chiama !!) segue diligentemente il copione predisposto per la campagna elettorale dai suoi consulenti pagati dal Berluska !! Va a cercarsi i sacrosanti fischi della gente per accreditare un immagine mediatica di vittima dei comunisti, che hanno vinto le elelezioni con i brogli, e dei "bruciatori" di bandiere con la stella di David (oh eresia !!). Questa signora, che usa ed abusa del nome del marito perchè più famoso e prestigioso, è una povera anima candida che per salvare Milano dal truce Prefetto Ferrante, al soldo dei bolscevichi, si immola sull’altare della democrazia affrontando a petto soperto e facendosi scudo soltanto dell’anziano padre in carrozzella le rosse falangi dei mangiatori di bambini e dei violatori di vergini!!
    MaxVinella

  • 1 Maggio 2006
    Letizia Moratti Martire
    http://www.beppegrillo.it/2006/05/letizia_moratti.html
    Giornata convulsa per il primo maggio a Milano. Letizia Brichetto Arnaboldi
    Moratti, partita a piedi insieme alle sue 23 guardie del corpo da San
    Babila, è riuscita a percorrere 50 metri in 10 minuti e 20 secondi a causa
    dei tacchi a spillo. Poi è stata fermata da fischi, campanacci e
    tricchetracche.
    Ferrante ha cercato inutilmente di raggiungerla, ma è stato riconosciuto e
    preso a calci dal servizio d’ordine. Il segretario della Cgil che l’aveva
    invitata ha cercato invano di raggiungerla. Un gruppo di studenti e di
    operai ha cercato invano di raggiungerla.
    Inseguita nella sua amata via Montenapoleone ha però trovato i negozi
    chiusi. Un gruppo di precari l’ha acclamata allora con cori da stadio
    ricordandole i suoi successi: “aver precarizzato i ricercatori", "umiliato i
    lavoratori della scuola con la riforma" e "sostenuto la legge Biagi".
    La Moratti non ha però pianto per l’emozione come le successe il 25 aprile
    quando spinse tra la folla plaudente e fischiante suo padre in carrozzella.

    I commenti dei politici non si sono fatti attendere. In realtà li avevano
    preparati prima non sapendo che c..o di altro dire per la festa dei
    lavoratori. Romano Prodi dopo una passeggiata con la moglie Flavia ha detto:
    “Queste cose non si fanno” e non ha aggiunto altro. Castelli e Calderoli
    hanno accusato il fascismo rosso, lanciando la politica cromatica,
    seguiranno il comunismo nero e il leghismo marrone. Il venditore di cianuro
    elettorale Schifani ha dichiarato: “La Sinistra avvelena il clima”.

    La Moratti, che ha capito tutto degli operai, si è espressa con queste
    parole: "Aperta nuova era relazioni industriali". Affaticata dalla
    dichiarazione ha fatto due passi in via della Spiga accompagnata dal marito
    petroliere e da alcuni simpatizzanti di Alternativa Sociale e della Fiamma
    Tricolore con i quali ha discusso la sua candidatura a sindaco di Milano e
    la strategia elettorale dei prossimi giorni.

    Le indiscrezioni fatte filtrare da Buttiglione sono che la Moratti si
    denuderà in un campo nomadi per accusarli di violenza carnale, si recherà in
    visita alle case popolari durante gli sfratti del Comune per farsi insultare
    a sangue e, infine, si proporrà come cavia umana ai ricercatori che ha
    umiliato durante la scorsa legislatura.

  • Da (ecumenici@tiscali.it) Maurizio Benazzi, ricevo ed inoltro...
    *
    La ministra Letizia Moratti, che non ama i fischi di Milano, doveva solo
    ultimare il suo "capolavoro", alleandosi anche col segretario della CGIL di
    Milano

    UCEBI : L’IMMISSIONE IN RUOLO DI 3.077 INSEGNANTI DI IRC È UNO SCHIAFFO
    ALLA LAICITÀ DELLO STATO

    Roma (NEV), - Altri 3.077 insegnanti di religione cattolica verranno
    assunti nella scuola pubblica. Si tratta "dell’ultimo contingente" di
    assunzioni per raggiungere la quota, promessa dal ministro Moratti, di
    15.383 docenti precari di religione immessi in ruolo. Hanno dato
    comunicazione dell’avvio delle procedure - il cui iter non dovrebbe
    verosimilmente trovare intoppi - i tecnici del Ministero dell’istruzione
    durante l’ultima riunione tenuta con i sindacati prima delle elezioni.

    Rispetto al provvedimento si sono levate le proteste dei sindacati per il
    discrimine che tale decisione comporta rispetto agli altri precari della
    scuola che si vedono scavalcati da chi gode di una corsia privilegiata.

    Sull’argomento è intervenuto anche il pastore Salvatore Rapisarda, vice
    presidente dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI),
    secondo il quale la decisione del Ministero "è uno schiaffo alla lacità
    dello Stato", oltreché alle sue finanze, perché "il costo degli insegnanti
    di religione fa mancare risorse per servizi essenziali quali quelli agli
    anziani, per gli asili nido, per la tutela dell’ambiente". Rapisarda
    ribadisce poi "la posizione secondo cui l’insegnamento della religione deve
    essere a carico delle singole famiglie e delle singole confessioni
    religiose. Siamo contrari al fatto che ai giovani si forniscano modelli
    secondo cui la scuola e lo Stato si sostituiscono al ruolo primario dei
    genitori e delle comunità di appartenenza. La religione non può essere un
    affare di stato o di privilegi, bensì una scelta di vita, da perseguire con
    coerenza". (nev/lb)

    Questa è l’agenzia battuta da NEV ma sorpresa a Milano una parte della
    CGIL invita il Ministro dell’Istruzione al corteo dei lavoratori del primo
    maggio: crediamo che come cittadini iscritti a questo sindacato sia
    legittimo chiedere a tutti e a tutte una valutazione attenta sulla
    sospensione delle iscrizioni per il 2007 proprio alla CGIL. Salvo
    novità,ovviamente, che comunque attendiamo quanto prima.

    Vi chiediamo per questo motivo di girare questa e.mail all’indirizzo
    elettronico <mailto:info@cgil.milano.it> info@cgil.milano.it e
    <mailto:cdlm@mi.lomb.cgil.it> cdlm@mi.lomb.cgil.it per invitare il
    segretario milanese alla riflessione e ad un serio esame di coscienza, in
    primis sindacale oltre che politico.

    Ci si domanda solo se il trasformismo si debba ripagare oggi al prezzo di
    una tessera? Nessun problema. Lo faremo. In democrazia è comunque ancora
    legittimo esprimere forme di dissenso non violento, come i fischi. Chi fa il
    sindacato lo sa bene. E lo sa bene in questi giorni proprio la CGIL ad
    Arese, uno degli ultimi poli industriali: nessuno gli da più credito.

    Rimane la constatazione amara che solo in Cina il Sindacato serve a
    controllare i lavoratori e non a difenderli.

    Aspettiamo una risposta del sig.Onorio Rosati.

  • Posto qui un commento mio al May-Day(la Giornata dei Precari), anch’esso fissato per l’1 Maggio a livello internazionale e in cui su Indymedia c’è una cronaca su come è andata a Milano.


    Quest’anno molta meno gente alla Mayday di Milano
    by la metà circa rispetto all’anno scorso Tuesday, May. 02, 2006 at 12:21 AM mail:

    Anche per la concomitanza di altre mayday a Napoli, Torino, Firenze, quest’anno alla Mayday di Milano hanno partecipato molte meno persone rispetto agli anni scorsi.

    Fino a quest’anno la Mayday di Milano è stata una manifestazione unitaria e unica in Italia, l’anno scorso infatti c’erano più di 100.000 persone; quest’anno forse ce ne era la metà e comunque bisognerebbe già da ora pensare a qualcosa di diverso per l’anno prossimo perchè ormai la Mayday sta diventando un rito stantio e ripetitivo che ha perso quella carica dirompente e di novità che aveva negli scorsi anni; e soprattutto deve cercare di porsi come obbiettivo quello di incidere veramente nelle politiche del lavoro del prossimo governo.

    Purtroppo la Mayday ora è diventata una semplice sfilata di carri con musica, birra e panini a ottimi prezzi. E’ una bella festa, indubbiamente, e ben organizzata come sempre, ma non basta più e infatti anche la minore partecipazione ne è un segnale.


    La mia risposta:

    Chiaro che quest’anno la May-Day ha visto molte meno presenze dell’anno scorso. Lo stesso scrivente racconta dela ripetitività e ormai ritualità dell’"evento" e ne parla come di "una bella festa, con carri, ecc.".

    E’ ridicolo! Se son venuti la metà dell’anno scorso mi stupisco pure, dato che la metà equivarrebbero comunque a ben 50.000 persone.
    Ma il punto è: CHE CI STANNO A FARE QUELLE (PRESUNTE) 50.000 PERSONE? CHE OBIETTIVI, CONCRETAMENTE, SI PONGONO?
    CON QUALI MEZZI, IN TERMINI DI LOTTA, QUESTI 50.000 SONO SCESI IN PIAZZA? Lo dice chi ha postato per primo il commento: cari allegorici, immagino anche la penosa statua di S.Precario e quindi LA SOLITA SFILATA IN CUI, INCREDIBILMENTE, SI PRETENDE DI INCIDERE FACENDO SCENETTE MERAMENTE MEDIATICHE.

    Le lotte si fanno e si vincono solo se si vanno a colpire degli interessi precisi, NON si vince niente se non dai fastidio a nessuno e ti riduci a un fenomeno folcoristico.

    Ma naturalmente qui in Italia bisogna dar conto a molti, in primo luogo a Rif. Com. a cui dispiacerebbe moltissimo che le cose si possano mettere in maniera "francese"(nonostante l’ormai mitica Prima pagina di Liberazione in cui testualmente campeggiava a titoli enormi: "MILANO NO, PARIGI SI!", dopodichè il giorno dopo Pargi esplose; vorrei vedere ora se Rif. Com. sarebbe così contenta se in Italia c’è una reazione di stile strettamente "francese" cosa scriverebbe il loro giornale) e dopo che anche alcuni pseudo-estremi sinistri sono entrati in Parlamento bisogna dar conto pure a loro che, POMPIERANDO POMPIERANDO, OGNI VOLTA CHE SI ALZA IL TIRO FANNO SENTIRE IL LORO OLEZZO NAUSEABONDO APRENDO LA BOCCA PER GRIDARE ISTERICI: "NOOOOOO, LA VIOLENZA NOOOO. CON LA VIOLENZA FACCIAMO IL GIOCO DEL NEMICO!" Vecchissimi e penosissimi discorsi che ormai ascolto nè più e nè meno che dagli anni ’70 in poi dal PCI prima e col passar del tempo da Rif.com., dai Disobbedienti Carusici, da Socialforisti e Ass. per la Pace(che Giove li fulmini!)e atre melmosità para-istituzionali associate.

    Oh, dico! In Francia lo hanno MATERIALMENTE DIMOSTRATO COME SI FA UNA LOTTA E COME LA SI VINCE: SI SCENDE IN PIAZZA DI BRUTTO E SI ROMPE TUTTO CIO’ CHE TI STA DAVANTI! FATTO PER ALCUNI GIORNI DI FILA IL SISTEMA NON PUO’ FAR ALTRO CHE PRENDERE ATTO CHE LA SITUAZIONE DIVENTA SEMPRE PIU’ INGOVERNABILE E RITIRA LA LEGGE!
    Qui invece si portano le statue e i carri in corteo, che diavolo si può ottenere concretamente in questa maniera? E’ banale ma c’è chi non lo capisce: NIENTE! NON SI OTTIENE NIENTE!

    E allora: la vogliamo smettere di essere rituali e ridicolmente mediatici e imparare qualcosa(o meglio: re-imparare)dalla LEZIONE FRANCESE?

    Basta con le mediazioni Partitiche e Sindacali, bisogna cacarli a spruzzo e riappropriarsi della propria vita senza delega alcuna a Lorsignori,benpagati Professionisti della PolitiKa e Funzionari Sindacali pronti a fare qualunque accordo sulla flessibilità e quindi a incrementare la precarietà della vita.

    Ci sono le leggi di Biagi da abbattere: non verranno abbattute portando S.Precario in Processione, se verranno abbattute sarà solo quando la "lezione francese" satà stata materialmente introiettata e soprattutto PRATICATA.

    Michele

  • ma veramente Doriana è inqualificabile tutto sto scandalo per dei fischi, mo’ nun se pò
    manco fischià, pensa te!!!
    ciao carissima
    vittoria

    • Comunque persino Bruno Vespa a "Porta a porta" ha parlato ieri sera di oltre 120.000 manifestanti alla May Day milanese.

      Quindi un pò di più dell’anno scorso, tenendo poi conto che, a differenza del 2005, c’erano altre iniziative simili in altre città italiane.

      D’accordo che l’ aspetto "mediatico" - San Precario e tutto il resto - è ormai decisamente ripetitivo e sicuramente inadeguato alle necessita’ politiche, come dice Michele.

      Pero’ non buttiamo giù il livello di partecipazione in base a personalissime valutazioni soggettive.

      Keoma