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LA VERGOGNA. L’ETERNA VERGOGNA !

mercoledì 3 agosto 2005

Forse non saro’ io a veder
mutare la terra,
a sentire il fischio
di un vento familiare.
 
Forse perdero’ i sogni
e li faro’ morire,
perche’’ vivere qui e’’ difficile,
sopravvivere in altri dove
impossibile.
 
Ma se comincio da me,
ho la sensazione del risveglio,
se riprendo la parola
non sara’ un bene
pero’ e’ gia’ meglio...
che nutrire l’indifferenza,
la rassegnazione e
il disprezzo
che i potenti ci hanno insegnato
come una poesia
a memoria.
 
Sashinka

di Viviana Vivarelli

Non ci sono attentatori doc, chi uccide un innocente e’ sempre nella colpa, sia egli con una divisa o senza, di destra o di sinistra, cristiano o islamico, in doppiopetto o in tonaca, italiano o iracheno, con una bomba o un mitra, una legge o un ordine religioso, una misura economica o una propaganda ideologica. Egli e’ sempre in colpa.

E in colpa sono coloro che, avendone la potesta’, non lo perseguono, non lo puniscono, ma lo difendono e lo nascondono e sotterrano il suo reato con mura di omerta’ e montagne di menzogne. In ogni tempo del mondo l’omicidio ha un mandante, e questo mandante e’ un complice e merita l’inferno.

Il primo delitto della Bibbia fu l’omicidio. E quell’omicidio non cessa mai. Non cessa mai.

Pochi giorni fa il paese intero era sotto l’emozione e lo sdegno per il vile attentato dei terroristi alla stazione di Londra che hanno fatto 69 morti innocenti. Sono state dette parole di fuoco e di odio verso gli attentatori e sono scattate immediate misure per raggiungerli e punirli come si meritano. L’onda della deplorazione e lo schianto dell’orrore hanno attraversato l’Europa, hanno atterrito l’occidente.

Ma 25 anni fa un attentato ugualmente vile e vergognoso e turpe fu portato da terroristi fascisti contro italiani in molti punti del nostro paese. Uno di questi fu alla stazione di Bologna. Avremmo voluto che qualche Fallaci di turno si scagliasse contro questo abominio e che qualche Corriere della sera pubblicasse le sue parole di fuoco, ma le strane signore del malaugurio e gli strani intellettuali democratici di questo strano paese a quel tempo tacquero o forse si rallegrarono, essendo come cavalli con paraocchi che vedono solo in direzioni di comodo e non come cercatori che scandagliano la verita’ ovunque si celi.

Abbiamo scoperto nostro malgrado che i morti innocenti non hanno tutti lo stesso peso, ce ne sono alcuni che fanno il gioco di chi comanda e altri che vengono sepolti in una omerta’ spaventosa che prosegue nei secoli, portata avanti indifferentemente da governi di opposte tendenze.

Abbiamo scoperto con crescente disgusto che il potere si sostiene come un truce castello di orrore dove ognuno sorregge la spalla del vicino anche se lo finge avversario e che nessuno dei potenti, proprio nessuno, cerca la verita’ e la giustizia, ma tutti sono chiusi nella loro spasmodica ed egocentrica avidita’ di potere e di denaro, indifferenti agli strazi dell’uomo comune.

Abbiamo scoperto che il mondo non e’ diviso in partiti o schieramenti ma nelle due sole classi dei potenti e degli impotenti, i potenti sopra la legge, l’umanita’, la pietas, l’etica, la coscienza... gonfi della loro retorica, falsi nelle loro affermazioni, vuoti nei loro concetti.... gli impotenti sempre e comunque repressi, attaccati, colpiti ma mai ascoltati, mai vendicati.

Voi non potete credere che si possa chiamare terrorismo solo quello che vi fa comodo. Chiunque uccida un innocente e’ un terrorista.

Il 2 agosto abbiamo celebrato, qua a Bologna, la ricorrenza dell’attentato fascista che fece esplodere le bombe alla stazione di Bologna provocando 85 morti innocenti e 200 feriti. Anche questo e’ terrorismo. Vile, vergognoso, turpe, micidiale terrorismo.

Voi non potete credere che si siano due pesi e due misure per atti in se’ identici e portatori di morte. O non siete uomini, ma bestie.

Gli esecutori di questa strage sono noti e la strage stessa e’ stata voluta da una branca di destra dell’esercito, da forze di destra e da elementi della P2. Molti sono stati individuati, tutti sono stati liberati con poca o nulla pena, molti sono rimasti nell’ombra, e a tutt’oggi TUTTI i governi che si sono susseguiti hanno tenuto fermo il segreto di stato che impedisce ai cittadini di conoscere appieno come l’orrendo atto di terrorismo interno sia stato perpetrato e quali politici lo abbiano lucidamente voluto.

Quegli stessi politici sono tutt’ora al governo e si permettono ancora e ancora di fare delle critiche alle famiglie e agli amici delle vittime che chiedono verita’ e giustizia. Ma la verita’ e la giustizia sono morte in Italia e ne’ i politici di destra ne’ quelli di centro ne’ quelli di sinistra mostrano per esse il minimo rispetto, presi come sono nelle loro spartizioni di banche, di potere, di cariche, di dirigenze. Ne’ il governo di centro, ne’ quello di sinistra e tanto meno quelli di Berlusconi hanno inteso sollevare il velo che copriva tanta nefandezza.

I politici di questa Italia che ogni giorno tuonano contro il terrorismo, ieri, 2 giugno, ci hanno voluto dare ancora una volta lo squallido spettacolo delle compatte recriminazioni contro quel nugolo di persone che a Bologna hanno fischiato Tremonti, rappresentante di un governo fascista legato alla P2, la matrice delle peggiori nefandezze italiane. A questi ipocriti e vigliacchi si sono uniti anche i politici di nuova generazione da cui si aspettavamo ben altro, come Di Pietro.

Ma il massimo dell’ignominia e’ stato vedere uno dei mandanti della strage che anch’egli recriminava sui fischi. Sui fischi!!!??? Recrimina sui fischi chi ha voluto 80 morti !

E ancora dobbiamo vedere lo spettacolo di eserciti paralleli, di squadracce devianti, di schegge impazzite, di mercenari al soldo di sette antistato... che vengono puntualmente difese come persone onorevoli da membri del governo!
E dietro a questo abominio sempre e sempre la P2, di cui questo governo si fa degno e soddisfatto esecutore.

...
Cittadino, se vai nella stazione di Bologna e passi per quell’orrendo e antiquato sottopasso giallastro che porta ai binari, vedrai per terra e sul muro delle tracce, dei segni, delle piccole foto, sono le tracce dei morti, sono le voci mute, raggelate, di 80 cittadini innocenti che qui sono stati dilaniati dalle bombe per mano fascista.

Erano bambini, giovani donne, ragazzi, uomini e donne, puoi vedere le loro facce, legger ei loro nomi, che stavano qui nella stazione d’aspetto o sul vagone, che ridevano, o mangiavano un panino, o pensavano al ritorno a casa o leggevano un giornale, erano 80 innocenti che qualcuno decise di uccidere, a tavolino, freddamente, per seguire il fanatico progetto della CIA e le sue strategie di morte, perche’ quando in un paese del mondo si affaccia una minaccia di governo di sinistra, la CIA prepara le malefiche forze eversive per creare in quel paese un clima di orrore, di insicurezza, una destabilizzazion di destra che permetta a un governo, come fosse quello di Cossiga, di prendere misure straordinarie, di demonizzare nemici presunti, di limitare le liberta’ dei cittadini, di promettere nuovo ordine.

Esattamente come fa la mafia quando fa un sopruso a un negoziante e in seguito gli promette protezione.

Per 25 anni le famiglie di quei morti hanno atteso giustizia. Ma quello che e’ successo e’ paradossale. Gli esecutori sono stati presi, protetti e liberati. Le forze dello stato hanno fatto tutto quello che potevano per depistare, colludere, nascondere.

E oggi ci si meraviglia se qualcuno fischia’!!!?????

Di fischi non e’ mai morto nessuno. Di stragi, di complotti, di P2, di fascismo, di ciminalita’ al potere si’.

2 agosto 25 anni fa
 
Bologna. La stazione ti chiama!
Schizzano calcinacci
Come fori di chiodi
Lamiere roventi
Ti straziano
La sala d’attesa sonnolenta
Esplode
Ti squarciano il fianco
Come una bella donna
Ignara
Il cuore a pezzi
Nell’urlo immane della sirena
Incubo stravolto
E qua la famiglia
Il soldato
L’uomo che dormiva con la bocca aperta
Il ragazza e la ragazza che si guardavano
Il figlio pensava la madre
Il bambino....
E tutto divenne di colpo l’orologio crocifisso
Che urlava il tempo della morte
Come gocce di sangue
Che schizzavano
E spini raggelati
 
Animai ahimai
Dov’e’ la pace il rispetto l’amore
Il bagaglio irresistibile delle cose comuni
Il fazzoletto stirato con cura
La lettera letta mille volte
Il biglietto che non parti’ mai
La fotografia?
 
Da uno a ottanta
E ognuno era intero
Centro di vita
Mondo
Persona nel cuore del mondo
 
La belva passo’ con alito nero
sinistra
sul tuo sangue versato
cosi’ inutilmente
 
Ahimai ahimai
Bologna, la stazione ti chiama !
 
Si levano negli angoli
Volti pallidi e tristi
Occhi muti ti guardano
 
ti guardano
ti guardano....